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Il virtuosismo di Pietro Ferrario

Applaudito concerto al "Piano Center Pecar" di Gorizia: resentato un programma estremamente impegnativo che ha messo in rilievo le qualità interpretative sonore e teniche dell’esecutore

Nell’ambito del 13° Festival "Seghizzinregione", il Piano Center Pecar e l’Associazione "Seghizzi" hanno presentato un concerto del pianista Pietro Ferrario, che ha avuto luogo a Gorizia, mercoledì 22 luglio, nella suggestiva sala del Piano Center Pecar di via Contavalle.
Il protagonista di questo recital, Pietro Ferrario di Busto Arsizio (1967), ha al suo attivo una lunga serie di studi musicali presso i Conservatori di Brescia, Milano e Alessandria dove si è diplomato in pianoforte, composizione, organo e composizione organistica, musica corale e direzione di coro, ed ha maturato un curriculum artistico di notevole spessore. Docente presso il Conservatorio di Cagliari, concertista nella triplice veste di pianista, organista e direttore della Corale della Basilica di Cuggiono e dell’Ensemble vocale "Calycanthus", il M° Ferrario coltiva parallelamente un’importante carriera di compositore scrivendo pagine pianistiche, organistiche, corali, orchestrali, sinfonico-corali, eseguite e registrate sia in Italia sia all’estero da autorevoli formazioni orchestrali e corali. Tra i numerosi riconoscimenti musicali, nel 2004 gli è stato conferito all’unanimità il 1° premio nella prima edizione del Trofeo Internazionale di Composizione Corale "Seghizzi".
Ferrario ha presentato un programma pianistico estremamente impegnativo che ha richiesto una gamma assai ampia di qualità interpretative, gusto stilistico preciso e padronanza assoluta della sonorità e della tecnica, articolandosi nella scelta originale dei seguenti brani: la raccolta di "9 Etudes-Tableaux op. 39" di S. Rachmaninov, la trascrizione di Egon Petri di una famosa aria per soprano, 2 flauti e continuo dalla Cantata BWV 208 di J. S. Bach, e due splendide trascrizioni di Leopold Godowki, la prima dal balletto "Rosamunde" di F. Schubert, seguita a fine concerto dal celebre "Le Cygne" di C. Saint-Saëns, interpretato con tocco leggero, iperarticolato e molto espressivo.
Il ritorno del pianista Pietro Ferrario, che da molti anni è ospite abituale e graditissimo delle scene musicali goriziane, è stato salutato con grande affetto dal pubblico.  
Alla fine di questa bella serata musicale, il pubblico ha potuto ammirare alle pareti della sala le tantissime foto dei maggiori interpreti della storia della musica mondiale che si sono esibiti a Gorizia (non possiamo non citare Benedetti Michelangeli, di cui ricorre il ventesimo anno della morte, Canino, Giulini, Pogorelich, Campanella, Gazzelloni, Brunello, Cavallo, i violinisti giuliani Franco Gulli e Rodolfo Lipizer), con dedica allo storico mecenate goriziano Giuliano Pecar.

Il virtuosismo di Pietro Ferrario
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