Editoriali
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Mandati a dare speranza al mondo

In queste settimane gli occhi di tutto il mondo sono puntati verso Roma, per un evento "speciale": la celebrazione del Sinodo dei Giovani.

Parole chiave: Sinodo dei Giovani (3)

Questo momento importante per la vita della Chiesa si celebra nel mese che, nella tradizione popolare, è dedicato alla preghiera del Rosario, o meglio dedicato a Maria, Colei che ha fatto della propria esistenza il volto della Chiesa che a Pentecoste ha iniziato la Sua missione.
Papa Francesco, nel messaggio per la XXXIII Giornata Mondiale della Gioventù, aveva invitato i giovani a lasciarsi guidare come ha fatto Maria quando, all’annuncio dell’Arcangelo Gabriele, si è sentita dire: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio" (Lc 1,30).  
L’invito ad affidarci a Lei ci fa pensare ad un gesto filiale come canta il salmo 130: "Come un bimbo in braccio a sua madre", con la consapevolezza di chi si affida a qualcuno per camminare insieme e diventare missionari in una Chiesa che dona ad ogni giovane la freschezza del messaggio di Cristo.
Maria è il modello della Chiesa che i giovani desiderano "autentica", brillando per "esemplarità, competenza, corresponsabilità e solidità culturale", condividendo "la loro situazione di vita alla luce del Vangelo piuttosto che fare prediche"; una Chiesa che sia "trasparente, accogliente, onesta, attraente, comunicativa, accessibile, gioiosa e interattiva". Una Chiesa "meno istituzionale e più relazionale, capace di accogliere senza giudicare previamente, amica e prossima, accogliente e misericordiosa"(I giovani, la fede e il discernimento vocazionale, Instrumentum laboris, 2018).  
Dalla vicenda umana ed evangelica di Maria emergono queste caratteristiche, il volto di una Chiesa dove il giovane ha la certezza di non essere "oggetto", ma soggetto di una relazione di amore: sentirsi figlio di Dio. Nella pluralità di modelli in cui la Chiesa può rispecchiarsi, Maria è stata la prima e la più perfetta seguace di Cristo, una sequela che significa itinerario di fede, non privo di difficoltà, prove, passaggi di livello più maturi a contatto con Cristo. Una simile figura diventerebbe sprone per ogni giovane a compiere, nella fede, un’opzione fondamentale e ad esservi dinamicamente fedele fino alla fine.
L’Evento per eccellenza della storia è stato possibile per il "SI" di Maria di Nazareth.
Si è lasciata fare da Dio, si è messa nelle mani del "Sommo Poeta". Dio, infatti, è il "Sommo Poeta" dell’universo, "Colui che fa, colui che crea", e con la sua azione fa scaturire una realtà nuova.  La chiamata di Maria fa parte di questa mirabile poesia di Dio che ha sogni e progetti di salvezza sul-l’umanità. È Dio che prende l’iniziativa. Egli "entra" nella vita di Maria in modo non previsto, chiedendole di assecondare il suo progetto.
Lei, "giardino chiuso, fontana sigillata" (Ct 4,12) attende la rivelazione e l’incarnazione di Dio dandogli il permesso di entrare per sempre nel seno dell’umanità. Il suo è un "SI" incondizionato. "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto" (Lc 1,38).
Maria accompagni i giovani, suoi figli, a diventare "poeti" per cantare nelle Chiesa, con la Chiesa e per la Chiesa che l’amore di Dio che è Padre e Madre non è esaurito, ma si moltiplica giorno dopo giorno per tutti.

"Maria,
è dai giovani che parte il futuro,
i giovani possono prendere il buono del passato e renderlo presente, nei giovani sono seminati la santità, l’intraprendenza, il coraggio.
Maria Madre dei Giovani
coprili con il Tuo manto,
difendili, proteggili dal male,
affidali a Tuo Figlio Gesù,
e poi mandali a dare speranza al mondo".
San Giovanni Paolo II

© Voce Isontina 2018 - Riproduzione riservata
Mandati a dare speranza al mondo
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