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Il battistero di San Giovanni restitutito alla comunità

I lavori sostenuti anche da Rotary Club e Bcc di Staranzano e Villesse

Il battistero di San Giovanni restitutito alla comunità

Ammontano a 53mila euro i costi sostenuti per il restauro del Battistero di San Giovanni a Grado, finanziato da una cordata di mecenati tra i quali il Rotary Club e la Bcc di Staranzano e Villesse, e inaugurato  sabato 7 dicembre. Una sorta di ’adozione’ del battistero voluta dal sodalizio monfalconese del Rotary in occasione dei primi 25 anni di attività. Una cerimonia semplice ma puntuale, con lo scioglimento del nastro del portone principale alla presenza del parroco, monsignor Michele Centomo, del Vicario Generale monsignor Armando Zorzin, del sindaco Dario Raugna e di numerose altre realtà e sodalizi gradesi. In particolare, le operazioni di restauro hanno riguardato il pavimento, il contrasto all’umidità e l’eliminazione delle infiltrazioni d’acqua. Non solo, perché si è anche provveduto al rifacimento dell’impianto elettrico, all’installazione di un impianto acustico e al ripristino del fonte battesimale. Sette mesi di lavoro totali, dopo i quali l’intero Battistero potrà essere nuovamente utilizzato per le cerimonie battesimali in Parrocchia, così come da volontà dell’attuale arciprete, monsignor Michele Centomo. "Il battistero è il segno principale del cammino del cristiano, potremmo definirlo il Grembo Materno della Chiesa dove, una volta ricevuto il battesimo, il Cristiano diventa parte della comunità, è Figlio di Dio", precisa Centomo. "Saremo felici di poter ricominciare le celebrazioni battesimali in questo edificio all’interno della domenica, che è il giorno del Signore, anche come ci invita il Concilio Vaticano II, perché è anche la festa della Famiglia in cui si celebra il Signore".
Per quanto si sia lavorato, però, l’acqua alta degli scorsi giorni è riuscita ugualmente ad entrare. I sacchi di sabbia nulla hanno potuto contro le infiltrazioni dal pavimento, inevitabili per la struttura che si trova, rispetto all’intero complesso, ben più in basso. Così l’acqua elude le protezioni esterne e minaccia le opere d’arte dall’interno. Anche se il fenomeno non si può fermare, i moderni sistemi anti-umidità saranno in grado di fermare almeno la proliferazione di funghi e muschi. Una piaga soprattutto per le opere musive.
Il Rotary, in ogni caso, si è fatto promotore di un costante monitoraggio della situazione, sia del restauro che dell’edificio totale. "Dopo tre anni di attenzioni verso questo battistero siamo riusciti a renderlo nuovamente agibile al pubblico, nonostante le avversità del tempo. Abbiamo provveduto alla pulizia e alla correzione del pavimento musivo, che era rovinato, e installato un nuovo impianto elettrico assieme ad un sistema anti-umidità", precisa Lucia Crapesi, presidente del Rotary Club Monfalcone Grado.
Ma il resto del complesso richiede ancora qualche sistemazione. Nella Basilica di Santa Maria delle Grazie, ad esempio, lo strato di tegole del lato destro del tetto è scivolato nell’ultimo periodo di qualche centimetro, facendo entrare acqua durante i periodi di pioggia e rischiando di compromettere la struttura in legno sottostante. "Di concerto con la Soprintendenza - spiega l’ingegnere Michele Marocco - provvederemo alla sistemazione delle due falde che si sono spostate e poi risaneremo la struttura in legno". Tra i progetti anche la costruzione di pedane per l’accesso a persone con difficoltà motorie sia alla Basilica delle Grazie che al Battistero. Tutto rimane fermo, invece, per il campanile la cui struttura rimane da consolidare con costi ancora inaccessibili per la parrocchia: i fondi ministeriali promessi due anni fa, circa due milioni e mezzo, non si sono mai fatti vedere.

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