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Affamati e assetati della Parola di Dio

Don Michele Stevanato racconta la sua quotidianità in Costa d’Avorio

Parole chiave: missione (78), Costa d'Avorio (21)
Affamati e assetati della Parola  di Dio

Cara Diocesi,
un saluto carissimo a voi tutti! In primo luogo un saluto pieno di gratitudine e di stima al nostro Arcivescovo per avermi offerto ancora un’opportunità per fare dono della mia fede, in questa terra baulé tanto amata, ai numerosi fratelli e sorelle assetati e affamati della Parola di Dio.  
La mia riconoscenza va pure all’indirizzo dei miei confratelli nel sacerdozio per l’aiuto morale e materiale per il mio ministero missionario e per il sostegno delle loro preghiere. Grazie ai religiosi e religiose per il loro immancabile incoraggiamento in questo lavoro bello d’evangelizzazione. Senza dimenticare voi cari fedeli laici, benefattori locali e d’altrove, che siete sostenitori infaticabili delle Missioni diocesane in Africa.
La mia riconoscenza va particolarmente ai gruppi missionari parrocchiali, sparsi un po’ ovunque, per il lavoro prezioso che fanno nell’umiltà e nella fede, incoraggiandoli e confermando che il frutto delle vostre fatiche va a beneficio di tante missioni nel mondo, a sostegno di persone più bisognose di amore e cure materiali e spirituali. Grazie sinceramente!
Molte persone mi hanno aiutato a realizzare due progetti importanti e utili: le sale di catechesi e un ufficio parrocchiale a Kongodekro e una bella chiesetta a Tieplé.  
Grazie anche a nome di tutti i beneficiari. Il Signore vi benedica e vi ricompensi come Lui solo sa fare. Non posso dimenticare le mie comunità parrocchiali di Fogliano, Redipuglia, Polazzo e in gruppo di "Uomini come Noi" di Cervignano, sempre disponibili al sostegno del mio cammino missionario e di evangelizzazione. Riconoscente e sempre debitore nei vostri confronti per le vostre generosissime offerte. Stima e grazie infinite al prezioso lavoro silenzioso ma puntuale del Centro Missionario con i suoi direttori (passati e presente) e le care segretarie: le "due Alessandre".  
Cari amici, il risultato delle vostre offerte rende possibile che il Regno di Dio possa estendersi dappertutto.
Per quanto riguarda la mia nuova parrocchia - San Francesco d’ Assisi di Kongodekro - essa è situata a poco più di tre chilometri da Bouaké. I villaggi si estendono su un’area di 20 chilometri quadrati e sono circa 24.  
La parrocchia della cittadina comincia, con difficoltà, ad organizzarsi.
Da poco abbiamo messo in piedi il nuovo Consiglio Pastorale Parrocchiale composto di 18 persone.  Sostituisce il Comitato di Comunità che comprendeva ben 42 persone.
La cittadina conserva ancora un carattere agricolo.  In effetti due terzi della popolazione è dedita all’agricoltura. La parrocchia non è ancora autosufficiente.  Per quanto concerne il lavoro pastorale l’attenzione primaria è data alle Comunità Ecclesiali di Base, comunità cristiane sparse nei vari villaggi di piccola entità nelle quali ascoltare la Parola di Dio, pregare assieme e vivere relazioni umane "familiari" e nelle quali i fedeli possono conoscersi, incontrarsi più facilmente e dove possono provvedere meglio ai bisogni e ai problemi di tutti e di ciascuno. Il catecumenato, è uno degli aspetti più importanti della Missione, adesso conta poco più di un centinaio di iscritti.  
Per questo delicato e importante impegno posso contare su una quindicina di animatori per seguire la catechesi in vista del sacramento del Battesimo, Eucaristia e Cresima.
Altri gruppi parrocchiali quali: Liturgia, Formazione Permanente (che si occupa dei movimenti, associazioni e gruppi di preghiera), Caritas, Gruppo giovani e il Consiglio per gli Affari Economici della parrocchia sono state create per aiutarmi e far funzionare meglio la parrocchia.
La mia grande preoccupazione è quella della pastorale dei villaggi che assorbe tempo e mezzi. Per questo lavoro sono aiutato da una decina i catechisti, ancora pochi e non del tutto formati. A loro è affidata la celebrazione della Parola nelle domeniche e le catechesi. Sono i responsabili diretti delle loro comunità e il tramite con il sacerdote. Il mia obiettivo pastorale è quello di poter offrire loro una buona preparazione affinché possano svolgere meglio la loro missione. Per il momento posso dedicare loro una mezza giornata al mese per la loro formazione e organizzazione della pastorale.
L’ideale sarebbe quella di aver la possibilità di offrire loro una vera "scuola di formazione" di almeno due giorni completi al mese. Per questo bisognerebbe ospitarli in un luogo adatto, pensare al loro vitto, contribuire alle spese per i sacerdoti che devono impartire le lezioni e la preparazione delle dispense in lingua locale.
Di grande importanza sarebbe di avere dei luoghi di culto (sono infatti ancora pochi) per dare la possibilità ai credenti di poter aver un tetto per il culto, e per la preghiera.
Attualmente sono tre i miei progetti: il primo riguarda la formazione dei catechisti di villaggio; il secondo prevede la costruzione di una canonica con spazi per la catechesi nella parrocchia e il terzo il miglioramento dei luoghi di culto sparsi nel territorio.
Dio vi benedica!   

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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