Successo di visitatori per l’edizione 2024 di Campanili aperti

Ha avuto successo la 12^ edizione di “Campanili aperti” organizzata dall’associazione Campanari del Goriziano. Larga è stata la partecipazione della gente, giunta da vari centri della diocesi.
Quest’anno sono state scelte per le visite due torri campanarie di Cormons: quella del duomo di Sant’Adalberto e della chiesa di San Leopoldo.
Lunghe file si sono formate all’ingresso dei due campanili, in particolare quello del duomo, da chi voleva salire fino alla cella campanaria, ascoltare le melodie offerte dagli “scampanotadôrs” e ammirare il paesaggio che sa offrire Cormons e il Collio.
Non è mancata la parte storica: il giornalista Franco Femia ha tratteggiato le tappe salienti delle due chiese, tutte risalenti al Settecento, e le loro ricchezze artistiche. In questo excursus non poteva mancare la storia, molto tormentata, delle campane penalizzate dalle due guerre del Novecento.
Così è emerso che una sola campana non ha subito l’onta della requisizione: si tratta di quella che dal campanile del duomo annuncia con i suoi rintocchi il ritorno di una persona nella Casa del Padre. La “campana dei morti” porta la data del 1571. E a quel periodo risale anche il campanile, alto 53,80 metri, appartenuto anche alla precedente pieve con l’esclusione della sommità che è stata ristrutturata e, al termine di un tamburo ottagonale la cuspide, un tempo piramidale, oggi ha un’originale forma a bulbo.
Le altre tre campane del duomo sono state requisite per motivi bellici: la più grande (pesa oltre 17 quintali) nella prima guerra mondiale e ricollocata nel 1928; la mezzana e la piccola furono prelevate nel 1943 e ricollocate nel 1947 a spese dello Stato.
Pure le due campane della chiesa di San Leopoldo – edificata nella prima metà del Settecento dai Domenicani – furono tolte nel 1943 per essere fuse e trasformate in cannoni. Nel 1947 i sacri bronzi, dopo la benedizione impartita dal vescovo Carlo Margotti, tornarono a suonare sul campanile per volontà dei Francescani della provincia veneta, che nel 1928 si erano insediati a Cormons acquistando l’area e il convento un tempo dei Domenicani.
Così domenica scorsa, per l’intero pomeriggio, Cormons è stata allietata dallo scampanio che giungeva da due campanili grazie alla bravura dei campanari giunti da tutta la diocesi.