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Una maggior conoscenza delle rispettive visioni religiose

Concluso il ciclo di quattro incontri incentrati sul dialogo tra Cristianesimo e Islam nel corso dei quali si sono confrontate le tematiche di fondo della fede presenti nella Bibbia e nel Corano

Parole chiave: conoscenza (5), religione (7), incontro (79)
Una maggior conoscenza delle rispettive visioni religiose

Con la serata di martedì 15 novembre 2016 si è concluso il ciclo di quattro incontri incentrati sul dialogo tra Cristianesimo e Islam, nei quali sono state messe a fuoco alcune tematiche di fondo della fede nel confronto tra Bibbia e Corano. Il tema della quarta serata è stato "L’aldilà, ovvero la vita oltre la morte", mentre gli argomenti trattati precedentemente sono stati "La Creazione", "Abramo" e "La misericordia". I relatori per la parte islamica sono stati l’imam della comunità islamica di Trieste, Nader Akkad, e per il terzo incontro la teologa musulmana Nibras Breigheche, guida islamica di Trento; il relatore di tutte le serate per la parte cristiana è stato Santi Grasso, biblista, docente e sacerdote cattolico della diocesi di Gorizia.
Il frutto atteso di questi eventi è stato non solo l’inizio di una maggior conoscenza delle rispettive visioni religiose, ma soprattutto il dialogo cordiale che si è instaurato tra le persone partecipanti, compresi i relatori.  E’ nato così il desiderio di continuare ad incontrarsi e a confrontarsi su queste ed anche su altre tematiche di natura più culturale, nella convinzione di poter giungere assieme ad una visione condivisa del mondo e del momento storico che stiamo vivendo, con le sue difficoltà ma anche con le sue opportunità di crescita comune. Non a caso  infatti l’ultima parte di ogni incontro si è svolta nel segno della convivialità, attorno ad una tavola con del buon cibo preparato da alcune persone ; si è sentita infatti la necessità di mettere in primo piano la relazione tra partecipanti seppur di fede, cultura e tradizione diversa, i quali nel condividere il momento del pasto dopo la riflesione comune esprimevano il desiderio di accogliersi reciprocamente, curiosi gli uni degli altri, in modo semplice e fraterno.
La fratellanza, frutto dell’essere e del sentirsi figli dello stesso Dio, riferimento fondamentale per tutti gli uomini che credono in Lui, è emersa come filo conduttore in ogni incontro; è il sentimento che accomuna tutti coloro che vanno incontro alle persone, le accolgono, le amano, le rispettano, ne vogliono il bene e operano perché questo si realizzi, a qualunque popolo o cultura appartengano. Questo valore fondamentale, su cui si fonda la pace tra gli uomini e la ricerca del bene comune, emerge chiaramente dai due testi sacri, accomunandoli nell’obiettivo di portare al mondo la Parola che salva e la gioia per la vita dell’umanità.
Scorrendo gli argomenti trattati nelle serate osserviamo come si è passati dall’affermazione comune ad entrambe le religioni sull’esistenza dell’unico Signore, Dio o Allah, che gli uomini scelgono di amare e a cui fanno riferimento per dare senso all’esistenza, alla fede come atteggiamento di fondo necessario all’uomo in ogni tempo, perché nonostante le difficoltà, le cadute e i ripensamenti, non debba mai perdere la speranza nel Dio che salva e nell’umanità. Si è affrontato il tema della misericordia,  caratteristica di Dio, che ci ama come una madre, in modo viscerale, compassionevole, senza condizioni e senza limiti, insegnandoci ad agire come Lui verso i nostri fratelli, vicini o lontani che siano. Infine nell’ultimo incontro si è discusso dell’umano desiderio di una vita oltre la morte, che accomuna tutti i popoli di ogni tempo e cultura, e che secondo la visione islamica e cristiana è una meta reale a cui possono giungere tutte le persone che in ogni modo hanno sinceramente amato Dio e i fratelli, e che hanno sperato nella sua misericordia.
Ogni serata si è conclusa con riflessioni spontanee estremamente profonde, frutto dell’ascolto della Parola di Dio e della meditazione comune sul tema affrontato. Ad esempio alla fine della serata su Abramo, visto come benedizione per tutti i popoli della terra in entrambi i testi sacri, è emerso che oggi è importante riconoscere reciprocamente l’altro come realizzazione del progetto di Dio, perciò testimoniare la fede vuol dire riconoscersi reciprocamente, e non separarsi. Allo fine dell’incontro sulla misericordia tra le altre riflessioni ha colpito quella sul valore del servizio, inteso come amore disinteressato verso l’altro e insieme il massimo dell’amore verso Dio, e questo è comune ad entrambe le fedi. Infine l’ultimo incontro sulla vita oltre la morte ha orientato la riflessione sulla grandezza dell’amore di Dio, che non valuta l’uomo secondo il metro di quest’ultimo, e cioé secondo una giustizia retributiva, ma sempre con misericordia: se dunque amiamo l’altro, lo perdoniamo perché lo vogliamo con noi nel regno di Dio.
Alla fine di questi incontri rimane la gioia della relazione tra persone in cerca della verità e di Dio,  disposte a mettersi in gioco nel confronto, a condividere pensieri, e a costruire legami di amicizia nel rispetto della diversità dell’altro, considerata una ricchezza da accogliere e valorizzare.

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