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Povertà in frenata ma le cifre restano sempre da allarme rosso

Nei Centri d’ascolto gestiti dalla Caritas e sparsi su tutto il territorio nazionale è boom nella distribuzione di viveri e nell’utilizzo dei servizi mensa da parte degli italiani

Parole chiave: servizi mensa (1), Istat (2), povertà (17), Caritas (101)
Povertà in frenata ma le cifre restano sempre da allarme rosso

Rimane “stabile” il livello di povertà in Italia. Lo rileva l’Istat nel report “La povertà in Italia - Anno 2014”, diffuso il 15 luglio. Dopo anni di continua crescita si registra una battuta d’arresto, ma i numeri restano impressionanti: 1.470.000 famiglie (il 5,7% di quelle residenti), per un totale di 4.102.000 persone (6,8% della popolazione), vivono in condizioni di povertà assoluta, ovvero non possono acquistare beni e servizi essenziali per “uno standard di vita minimamente accettabile”; 2.654.000 famiglie (10,3% di quelle residenti), per un totale di 7.815.000 persone (12,9% della popolazione), si trovano invece in condizione di povertà relativa, ovvero sotto quella “soglia” determinata dalla spesa media mensile per persona nel Paese.

I dati
Minori, anziani e famiglie numerose si trovano pericolosamente al di sotto della fascia di povertà, come pure non va sottovalutata la situazione del Mezzogiorno. Stando ai dati della povertà assoluta, tra le persone coinvolte 1.866.000 risiedono al Sud (con un’incidenza del 9% dei residenti al Sud).
Rispetto al complesso della popolazione italiana per classi di appartenenza, 2.044.000 sono donne (6,6%), 1.045.000 minori (10%), 857.000 hanno un’età compresa tra 18 e 34 anni (8,1%) e 590.000 sono anziani (4,5%). Nella fascia di povertà relativa, invece, si trovano 3.879.000 donne (12,5%), 1.986.000 minori (19%) e 1.281.000 anziani (9,8%).
“Livelli elevati di povertà assoluta” coinvolgono pure le famiglie con cinque o più componenti (16,4%), soprattutto se si tratta di coppie con tre o più figli (16%). Guardando a livello regionale, il Trentino Alto Adige (3,8%), la Lombardia (4%) e l’Emilia Romagna (4,2%) hanno i valori di povertà relativa più bassi. Nel Mezzogiorno, invece, è mediamente al di sotto della soglia di povertà più di una famiglia su 5 (il 21,1%), ovvero il 23,6% della popolazione. Fa eccezione l’Abruzzo (che riporta un’incidenza del 12,7%, in linea con la media nazionale); gravi le situazioni delle famiglie residenti in Calabria (26,9%), Basilicata (25,5%) e Sicilia (25,2%).

L’aiuto della Caritas
Contestualmente al report dell’Istat, Caritas italiana ha diffuso i dati relativi all’utilizzo nel 2014 dei fondi a disposizione. Si tratta di oltre 59 milioni e 200mila euro destinati ai poveri, di cui circa 42 milioni (il 70,9%) utilizzati per attività in Italia, 13 milioni e 800mila per progetti nel mondo (23,3%) e 3 milioni e 400mila per costi di gestione (5,8%). In Italia il 76% (31 milioni e 300mila euro) sono stati destinati a progetti realizzati a livello diocesano. Emerge inoltre che nei Centri d’ascolto della Caritas è boom nella distribuzione di viveri e vestiario e nell’utilizzo dei servizi mensa da parte degli italiani. I dati raccolti nel corso nel primo semestre 2014 provenienti da 531 Centri d’ascolto in 85 diocesi parlano di 46mila persone che hanno chiesto aiuto, di cui il 46,5% italiani e il 62,7% senza occupazione.

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