Società
stampa

"Non abbiate paura di pensare cose grandi"

L’invito del card. Bassetti, Presidente della CEI, al convegno nazionale dei Direttori degli uffici diocesani e regionali di Pastorale della scuola e per l’IRC

Parole chiave: Pastorale della Scuola (1), giovane (13)
"Non abbiate paura di pensare cose grandi"

Dal 16 al 18 aprile si è svolto a Roma il convegno nazionale "Non abbiate paura di sognare cose grandi" rivolto ai Direttori degli Uffici Diocesani e Regionali di Pastorale della scuola e per l’IRC. Il sottotitolo "La Chiesa per la scuola, guardando al Sinodo 2018" mette in evidenza il collegamento con la Pastorale Giovanile, in relazione alla quale è intervenuto don Rossano Sala, Segretario Speciale del Sinodo su "I giovani, la fede e il discernimento vocazionale".
Le 230 persone arrivate dalle diocesi italiane, sacerdoti, religiosi e molti laici, hanno partecipato ai densi appuntamenti susseguiti dal pomeriggio di lunedì fino al dibattito di mercoledì mattina, moderato dal prof. Ernesto Diaco, direttore dell’Ufficio Nazionale per l’educazione, la scuola e l’università.

L’intervento del card. Bassetti
Il card. Gualtiero Bassetti, Presidente della CEI, apre il primo intervento con una citazione di don Milani, "La scuola mi è sacra come un ottavo sacramento", invitando a uscire da una stagione di "inverno", contrassegnata da mancanza di speranza e visione progettuale, per dare spazio a una "nuova primavera", che sarà resa possibile non da indicazioni ministeriali, ma da un’azione collettiva dal basso, che parta dagli interrogativi sulle finalità della scuola, bene comune per tutta la società, da non ridurre a una visione aziendalistica e burocratica. Studenti, genitori e docenti sono chiamati ad amare la scuola, riconoscendo che, anche nella società tecnologica, il rapporto educativo fra insegnante e allievo rimane centrale, nonostante i negativi episodi di cronaca che non vanno generalizzati.

Stereotipi a prescindere
La dirigente scolastica, scrittrice e teologa, Mariapia Veladiano, sottolinea come oggi, tramite i mass media e una serie di stereotipi diffusi contro i dati opposti delle statistiche ufficiali sulla criminalità (la TV italiana dedica a notizie di criminalità un tempo doppio rispetto alla TV tedesca), si costruisca la paura a prescindere dalla realtà. I genitori hanno una perenne preoccupazione protettiva nei confronti dei figli, la fiducia negli altri continua a scendere, la scuola è diventata il luogo delle crisi d’ansia. La responsabilità è evidentemente degli adulti, ma la scuola può e deve ritrovare i fili della fiducia, smontando la paura spesso abbinata alla solitudine, senza pretendere di fare tutto o rispondere alle attese di tutti, senza medicalizzazioni rassicuranti. Si tratta di riscoprire il potere buono della parola, di cacciare i mercanti dai templi della modernità, di uscire dalla dimensione individuale, di riparare le vite, proponendo esperienze significative e mostrando nei comportamenti le proprie scelte. Anche gli insegnanti di religione sono a scuola non per la Chiesa o per Dio, ma per i ragazzi, cui offrire strumenti per la vita.
Molto coinvolgente ed emozionante l’intervento di Maria Rita Pitoni, dirigente scolastica dell’Istituto Omnicomprensivo di Amatrice, che ha raccontato l’esperienza personale della sua improvvisa chiamata a farsi carico dell’Istituto distrutto dal terremoto per far ripartire la vita della comunità proprio dalla scuola, come è avvenuto grazie alla ricostruzione dell’edificio donato dalla Protezione civile del Trentino e al grande impegno per rintracciare studenti e genitori dispersi e spaventati e poi per motivare docenti terrorizzati tramite un percorso di supporto educativo e psicologico.

Il prossimo Concorso
Dopo la prima giornata, conclusasi con la celebrazione eucaristica presieduta da don Daniele Saottini, responsabile del Servizio Nazionale per l’IRC, la mattinata successiva prevedeva due sessioni parallele di lavoro, una sulle sfide della pastorale scolastica e il contributo delle associazioni professionali, l’altra, che ha registrato un gran numero di partecipanti vista l’attualità del tema, sul prossimo Concorso per IdRC e altre tematiche urgenti, a cura di don Daniele Saottini. Il concorso annunciato per l’immissione in ruolo di 4.600 insegnanti di religione ha attivato un grande dibattito, senza però la possibilità di notizie certe finché non sarà emanato dal MIUR il bando. Uno degli aspetti su cui si è molto discusso riguarda la certificazione di idoneità per partecipare al concorso, di competenza dello specifico ufficio diocesano.
Sinodo e giovani
Nel pomeriggio, il salesiano don Rossano Sala ha sintetizzato le richieste dei giovani illustrate nel documento della riunione pre-sinodale: nel contesto della "nuova secolarizzazione" europea, caratterizzato da post-verità, delusione istituzionale, paralisi decisionale e nostalgia spirituale, i giovani, molto critici nei confronti degli scandali economici e sessuali, chiedono alla Chiesa una svolta relazionale, che privilegi ascolto e attenzione, una liturgia vicina alla vita, scelte operative concrete. Le comunità ecclesiali sono chiamate a mettersi in gioco senza aspettare le indicazioni del Sinodo.
Domenico Simeone, docente di Pedagogia della persona presso l’Università Cattolica, ha focalizzato la sua relazione sul tema del desiderio da mettere al centro della relazione educativa, in un’epoca di anoressia del desiderio, troppo presto saturato, mentre l’autentico desiderio implica attesa e progettualità.
La seconda giornata si è conclusa con la celebrazione eucaristica, presieduta da mons. Mariano Crociata, presidente della Commissione Episcopale CEI per l’educazione cattolica, la scuola e l’università, mentre la mattina dopo la celebrazione è stata presieduta dal segretario generale della Conferenza episcopale italiana, mons. Nunzio Galantino.
Con il dibattito fra i responsabili nazionali di pastorale giovanile, della famiglia, delle vocazioni e dell’IRC, si è concluso il convegno, che trasmette all’intera comunità ecclesiale l’invito a riprendere con coraggio, speranza e responsabilità il compito educativo, non solo collaborando in una visione pastorale d’insieme all’interno della Chiesa, ma soprattutto uscendo per condividere l’impegno verso i giovani con la scuola, le famiglie, il territorio, perché, come ha detto il prof. Diaco, "la Chiesa prende sul serio l’uomo e si offre, ma non vuole fare da sola, non si concepisce come autosufficiente".

Per chi volesse approfondire segnaliamo i materiali sul Convegno presenti sul sito: http://educazione.chiesacattolica.it/chiesa-e-scuola-sognate-in-grande/

© Voce Isontina 2018 - Riproduzione riservata
"Non abbiate paura di pensare cose grandi"
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.