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Il San Luigi non è un parcheggio

Don Roberto Dal Molin, ispettore per il NordEst dei salesiani, fa il punto sull’accoglienza di minori stranieri non accompagnati nella struttura goriziana

Il San Luigi non è un parcheggio

"Vorrei sottolineare che l’accoglienza al San Luigi ha un senso educativo, non è assolutamente un "parcheggio" per minori. C’è una forte collaborazione tra i giovani italiani e stranieri, con momenti di incontro per comprendersi e confrontarsi sulle proprie storie e le proprie vicissitudini. L’esperienza è altamente positiva e si respira un bel clima, in un senso di aiuto reciproco e corresponsabilità tra tutti i presenti".
Dopo la precedente intervista pubblicata su Voce Isontina il 22 ottobre 2015 ed in seguito anche alle notizie apparse nei giorni scorsi sulla stampa locale, abbiamo incontrato nuovamente don Roberto Dal Molin, ispettore dell’ispettoria salesiana del NordEst d’Italia, per fare il punto sulla situazione del "San Luigi" di Gorizia.

Don Roberto, qual è attualmente la situazione al "San Luigi"?

L’Associazione Salesiana "La Viarte Onlus", con sede a Santa Maria La Longa (in provincia di Udine), che da più di trent’anni opera nell’ambito del disagio giovanile, ha concordato con le autorità civili la gestione presso il "San Luigi" di una trentina di Minori Stranieri Non Accompagnati che sono attualmente presenti; essi provengono soprattutto dalle nazioni del Bangladesh, Pakistan, Afghanistan.
L’attività di accoglienza è iniziata 6 mesi fa; 9 educatori e 2 coordinatori dell’Associazione assicurano un presidio permanente 24 ore su 24 ed un’assistenza educativa profes­sionale di ottimo livello.
L’ambiente è nell’insieme sereno e possiamo dire che i minori accolti sono contenti. Non abbiamo avuto vicende di intolleranza e conflittualità. Non vi sono stati episodi nei quali si è infastidita la cittadinanza e non abbiamo notizie di lamentele, anzi si sta pensando a forme di volontariato nei confronti di alcuni che hanno manifestato la richiesta di dare un aiuto.
Alla base vi è un progetto educativo serio e istituzionalmente vigilato e monitorato: l’ambiente è igienicamente e sanitariamente adeguato grazie a controlli settimanali e vengono insegnate le regole dello Stato Italiano (educazione civica), per cui possiamo dire che i MSNA non sono parcheggiati al San Luigi ma sono seguiti educativamente mediante l’introduzione alle regole base della convivenza civile, il sistema educativo meritocratico e sanzionatorio.
L’intenzione di fondo è rispondere ai bisogni di accoglienza ed educazione dei MSNA del territorio regionale, educarli alle regole imprescindibili della cittadinanza italiana ed europea;
Si rispetta con scrupolo e convinzione le norme per i corsi istituzionali e lo studio dell’italiano.
I ragazzi ospiti sono iscritti e partecipano ai corsi di italiano del C.P.I.A. (ente pubblico) di Gorizia. La maggior parte sono stati iscritti ad altri Centri di formazione professionale riconosciuti dalla Regione FVG (Enfap e CFP "Bearzi");
Si propongono internamente attività educative significative come servizi di pulizia e riordino delle camere, degli ambienti comuni, del cortile e del parco; vengono inoltre organizzati tornei sportivi (con una particolare predilezione per il cricket) e sono stati attivati aboratori interni di "corso base per l’agricoltura" e in prospettiva per la produzione di pizza

Come sono i rapporti con la diocesi di Gorizia?

I salesiani e gli educatori lavorano in piena sintonia con l’Arcivescovo che è sempre stato tenuto  informato e con i sacerdoti della Arcidiocesi di Gorizia. Attualmente 2 sacerdoti, e prossimamente un terzo, collaborano con l’équipe educativa.  Uno di essi è il Delegato della Pastorale Giovanile diocesana.
Sono stati realizzati alcuni momenti di incontro e formazione che hanno coinvolto alcuni ragazzi della pastorale giovanile locale e i minori stranieri accolti al "S. Luigi". Si sono svolti nello spirito dell’anno giubilare voluto da papa Francesco approfondendo le opere di misericordia (dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati, vestire gli ignudi, insegnare agli ignoranti, consolare gli afflitti...). Sono in fase di avvio ulteriori collaborazioni con l’Arcidiocesi.
Si sta collaborando con alcuni soggetti del terzo settore per la formazione al volontariato giovanile, attività che coinvolgerà almeno un istituto superiore di Gorizia e, questa estate, l’esperienza Animatori Live che fa riferimento all’opera salesiana di Santa Maria La Longa.
Il riserbo dell’ambiente e la prudenza nel fornire notizie non ha alcuna intenzione di poca trasparenza, ma è motivata dal fatto che ora il "San Luigi" è una struttura di accoglienza che risponde alle normative di "protezione e tutela minori".
Se prima l’ambiente oratoriano permetteva di entrare e uscire in modo incontrollato, ora l’accesso è regolato nel rispetto del mandato istituzionale e degli stessi minori accolti.

Come vi state rapportando con le autorità civili?

Con le istituzioni vi è un ottimo rapporto, siamo in piena sintonia e lavoriamo nel rispetto degli accordi presi con le autorità civili e le forze dell’ordine, in ottemperanza alla legge sull’accoglienza e a ogni forma di indicazione, norma e richiesta.
Il "San Luigi" accoglie solamente i ragazzi che l’ente locale affidatario ci invia. La legge europea e nazionale impone al territorio dove viene intercettato il migrante minorenne (Trieste, Gorizia, Tarvisio…) di prenderlo in carico per proteggerlo e tutelarlo; deve inviarlo in una struttura idonea. Ci siamo resi disponibili a questa accoglienza che le istituzioni si trovano a dover richiedere esternalizzando un servizio di cui restano gli enti responsabili. Le rette sono quelle approvate dalle amministrazioni locali preposte.

Qual è il periodo di permanenza medio attuale dei minori presso la struttura?

Tra i minori presenti da ottobre sino ad ora diversi hanno raggiunto la maggiore età. Al compimento dei 18 anni la totalità dei ragazzi ospiti non si è fermata né sul territorio goriziano né sul territorio friulano.
Essi hanno raggiunto le grandi città (Napoli, Milano, Roma…) dove trovano con maggior probabilità comunità della loro etnia, alloggio, lavoro e con più sicurezza il rinnovo temporaneo e poi permanente di soggiorno per ragioni di lavoro.

Come si è giunti alla decisione di sospendere l’ospitalità per studenti e lavoratori? Qual è la situazione del personale che prestava servizio al San Luigi in passato?

La decisione di sospendere per il momento l’attività di accoglienza a favore di adulti studenti e lavoratori è soltanto per ragioni educative: il lavoro con i MSNA è di fatto totalizzante e richiede condizioni di custodia che vanno rispettate. Non vi è alcuna intenzione di liberare le stanze per aumentare il numero delle accoglienze dei ragazzi dal momento che siamo tenuti al rispetto del numero stabilito con le autorità.
L’assunzione e il mantenimento del personale segue le regole di ogni attività lavorativa: non ci sono strategie gestionali sfavorevoli agli attuali dipendenti e non vi è l’intenzione di affidare a terzi i servizi svolti.

Come è stata "ricollocata" la Comunità salesiana che viveva in via don Bosco?

Da ottobre la Comunità Salesiana si è trasferita presso la parrocchia di San Pio X e continua l’animazione pastorale e giovanile anche nelle parrocchie di San Giuseppe Artigiano e dei Santi Vito e Modesto. Grazie alla dedizione pastorale e all’attività intensa del direttore e parroco don Vittorio e di un gruppo significativo di giovani educatori e animatori salesiani è stata già progettata l’Estateinsieme che si terrà nelle parrocchie di San Giuseppe e Santi Vito e Modesto.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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