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Peter Sagan mondiale

Cronaca, commenti, storia e aneddoti sullo sport

Mai come quest’anno, nonostante nessun italiano sia salito sul podio, siamo stati particolarmente contenti dell’esito finale del Campionato del Mondo di ciclismo professionisti che si è svolto domenica scorsa sulle strade di Richmond negli States.
Un circuito di 16 chilometri alquanto deludente, con 11 chilometri fra i viali della città e 5 in stile Giro delle Fiandre su acciottolato, con tre "muri" di cui uno di 200 metri ma con una pendenza del 16%. Una corsa che per 250 chilometri si è stancamente portata avanti con il gruppo quasi sempre compatto.
Lo slovacco Sagan, che giova ricordarlo ha corso praticamente senza squadra, è stato bravo a partire al primo dei tre strappi finali dell’ultimo giro, con il solo belga Gilbert che ha tentato di stargli a ruota, ma qua Sagan ha compiuto il capolavoro.
Invece di prendere fiato prima di attaccare il secondo strappo, ha continuato il suo attacco anche in discesa, mettendo fra se e gli avversari la distanza di sicurezza necessaria per poter trionfare a braccia alzate. Il venticinquenne slovacco è un vero e proprio cavallo di razza anche se però spesso ha mancato il bersaglio grosso proprio per il suo modo di interpretare la corsa in maniera alquanto "anarchica".
Possiamo scommettere però che di lui sentiremo ancora parlare in futuro.
Per lui quella di ieri è stata la prima vittoria in una classica "monumento", la più importante, quella che ti consente di portare per dodici mesi la maglia iridata sulle spalle.
Per quanto riguarda gli italiani, a parte i due tentativi di Elia Viviani e Trentin, non c’è stato nulla. È anche vero che il percorso molto facile non era adatto alle caratteristiche dei nostri, Nibali su tutti, ma chiudere una corsa iridata col 18° posto di Nizzolo per un movimento come il nostro è cosa ben misera.
L’anno prossimo si correrà negli Emirati Arabi: prepariamoci ad un percorso liscio come l’olio, a meno che non si inventino qualche montagna artificiale per ravvivare un percorso in cui non ci meraviglieremo se a vincere sarà qualche pistard australiano prestato per l’occasione alla strada.

Peter Sagan mondiale
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