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La Radetzky Marsch sigilla il "Concerto di fine anno"

Neppure quest’anno è mancato il festoso Concerto di "Fine Anno", tradizione sia dell’Associazione culturale "Lipizer" ONLUS sia del Dicembre goriziano.

Parole chiave: Lipizer (1), concerto (54)

In un Teatro "Verdi" gremito di pubblico e di varie autorità - graditissima ospite il Prefetto di Treviso, dott. Maria Augusta Marrosu, per vari anni stimato Prefetto di Gorizia - il Sindaco, dott. Ettore Romoli, ha espresso l’augurio per un più sereno e positivo 2015, a cui si è unito quello del Presidente dell’Associazione "Lipizer", prof. Lorenzo Qualli.
A iniziare la serata una bellissima pagina italiana: "La danza delle ore" di A. Ponchielli, brano che fu scelto da Walt Disney e inserito nella sua famosa "Fantasia". L’orchestra, diretta dal noto maestro Robert Gutter, ne ha fatto una brillante esecuzione. A seguire - come da consueto palinsesto - il vincitore del Premio Rodolfo Lipizer 2014, il giovane violinista giapponese Ryota Kuratomi, che ha eseguito, con brio e sicura tecnica, la "Polonaise brillante" di H. Wieniawsky, interpretando, poi il Concerto in Mi min. op. 64 di F. Mendelssohn con grande partecipazione, alternando cantabilità e virtuosismi, con la spiccata personalità che gli era stata già riconosciuta durante le prove del "Premio Lipizer".
Tantissimi e convinti gli applausi da parte del folto pubblico.
Stupendo l’inizio della seconda parte con il Valzer tratto dal "Lago dei cigni" di Ciaikovski, in cui la Filarmonica "Jora" ha eseguito, con perfezione stilistica e suono purissimo. Quindi, tra i valzer e le polke di Strauss, è spiccata in chiara luce, la "Sinfonia australiana" di L.V. Bregant, dal carattere descrittivo, che ha coinvolto il pubblico per i suggestivi effetti che l’orchestra ha saputo creare, secondo le indicazioni dell’autore "premiato" con calorosissimi applausi per il suo importante lavoro.
Piacevolissimi poi gli "intermezzi" canori, nello specifico Annenpolka, op. 117 e Sangue viennese Valzer, op. 354 di J. Strauss Jr,  Aria di Rita da "Rita, ou le mari  battu" G. Donizetti, in cui il soprano Ilaria Zanetti ha avuto modo di mettere in evidenza la bella voce, tecnicamente curata, e sicura nei virtuosismi e nei pericolosi acuti, nonché la sicurezza scenica.
Prima dell’atteso Radetzky Marsch, lo strappa applausi romantico Sul bel Danubio blu.
Una serata distensiva che lascia un senso di serenità e di fiducia nel domani.

La Radetzky Marsch sigilla il "Concerto di fine anno"
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