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A Vili Hermann il premio "Darko Bratina"

Un cinema rigoroso, di precisione, ma che si distingue per la sua capacità di spiegare il senso delle cose e, pur essendo godibile, è un cinema culturale che quasi nulla concede al commerciale. Uno sguardo capace di indagare le confluenze multiformi tra il microcosmo di una regione svizzera, quella ticinese - contraddistinta dal meticciato linguistico e culturale, appartata e tuttavia coinvolta dalla storia - e il macrocosmo abbagliante del mondo. Una intersezione, quella tra il locale e il globale, che dice come i due mondi siano sempre uno l’altra faccia dell’altro.

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Sulla base di queste considerazioni il Premio "Darko Bratina" è stato assegnato quest’anno a Vili Hermann, cineasta svizzero che concentra la sua attenzione in particolare sui temi del confine e sulle relative questioni dell’immigrazione.
La serata d’onore, con la consegna del Premio, si terrà nella sera di giovedì 26 novembre presso il Palazzo del Cinema di Gorizia, dove Hermann sarà anche protagonista di un’intera giornata di masterclass.
Il festival monografico "Darko Bratina", promosso da Kinoatelje con il supporto dell’Assessorato alla Cultura della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, lo Slovenian Film Centre, il Comune di Nova Gorica, la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia e la Provincia di Gorizia, ha indagato anche quest’anno i valori della comunicazione interculturale, in stretta collaborazione con le maggiori istituzioni culturali dello spazio transregionale, in Slovenia e in Friuli Venezia Giulia.
Il programma di quest’anno si è proposto ancora più ricco che in passato, perché in concomitanza con i vent’anni dello Slovenian Film Centre.
Sono stati accolti al Palazzo del Cinema tre registi sloveni già vincitori del Premio "Darko Bratina.
Nei giorni scorsi Maja Weiss ha presentato il documentario "Cesta bratstva in enotnosti" (La strada dell’Unità e della Fratellanza) e il suo ultimo film "Banditenkinder - slovenskemu narodu ukradeni otroci" (Banditenkinder - I figli rubati del popolo sloveno).
Venerdì 13 novembre sarà a Gorizia Jan Cvitkovi¤ con il film premiato a Venezia Kruh in mleko (Pane e latte, 2001), il cortometraggio Sto psov (Cento cani, 2011) e il documentario Totalni Gambit (Apertura totale, 2010). L’ultimo film del ciclo, il 3 dicembre, sarà Umetni raj (Paradiso artificiale, 1990) di Karpo Godina.
Il Kinoatelje intende proseguire anche in futuro la proposta, presso il Palazzo del cinema, di serate dedicate al cinema sloveno.
Il Kinoatelje ha ricordato anche il progetto educativo "Bambini nella Grande guerra: un messaggio ai giovani di oggi", che ha avvicinato i ragazzi delle scuole ai temi della Prima Guerra mondiale e del fronte dell’Isonzo, informandoli dell’identità storica della Gorizia multiculturale.
Con l’aiuto del mezzo audiovisivo i ragazzi hanno potuto sviluppare spunti di pensiero critico e meditare sui valori della pace e le atrocità della guerra.
Il punto di partenza per l’iniziativa è stato il film documentario Niso letele ptice (Non volavano uccelli, 1999) di Anja Medved e Nadja Veluš¤ek, che il Kinoatelje ha pubblicato nello scorso mese di settembre su DVD, corredato da videoriflessioni dei ragazzi che hanno partecipato al progetto. Hanno aderito all’iniziativa scuole slovene di Gorizia, San Pietro al Natisone, Doberdò e Trieste, con il contributo dell’Assessorato alla Cultura della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
Le videoriflessioni dei ragazzi e tutte le informazioni sul progetto sono disponibili sul sito www.kinoatelje.it

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