Editoriali
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Fedeltà e rinnovata testimonianza cristiana

Fermarsi, situarsi, dimorare, prendere contatto con la terra, con lo spazio, lasciare che il tempo assuma il suo significato, accorgersi del valore della propria esistenza e di quella degli altri, contemplare e godere della bellezza del creato, ascoltare il silenzio, ammirare l’arte, lasciarsi trasportare dalle note della musica o dalla melodia di un bel canto, sentire sfiorare la mano da qualcuno che ci ama, avvertire di muoversi nel grembo di Dio, tutto questo e altro è vivere la vita sempre e in ogni momento, ricreandola con il Datore di ogni bene.

Parole chiave: Barbana (14), pellegrinaggio (76)

L’esperienza di questo tempo ci interroga, per definire il disagio provato durante la segregazione non cercata.
Che cosa ci sta dicendo tutto ciò?
Quale risposta dare?
Abbiamo bisogno di scoprire che ci siamo, senza lasciarci inghiottire dalla forza del tempo che abbiamo eretto padrone della nostra esistenza. C’è l’urgenza di capire che il senso della nostra vita non è il tempo, ma Colui che ce l’ha donata gratuitamente.
Ci è giovato questo tempo di "pausa forzata" per rientrare in noi stessi, per sperimentare la precarietà della nostra vita; abbiamo scoperto di poter fare a meno di tante cose che finora avevamo stimate come necessarie ed indispensabili; abbiamo imparato certamente a dedicare più attenzione alle relazione, specie quelle familiari, valorizzando i sentimenti migliori del nostro animo; abbiamo dedicato maggiore tempo e attenzione alla preghiera personale e familiare.
Da questa situazione di sofferenza e dalle varie emergenze che man mano si andranno profilando nel corso del superamento della crisi, noi, quali veri discepoli del Signore Gesù, testimoni della sua Risurrezione e della speranza che Egli infonde nel nostro cuore, possiamo e dobbiamo trarne profitto per dare un nuovo indirizzo alla nostra vita.
Anche lo scioglimento del voto che fin dal 1237 la Comunità Ecclesiale di Grado vive del Perdon di Barbana ci aiuti a trovare in questa difficile circostanza le vie per una autentica ripresa della nostra vita, sia personale che sociale.
Uno stile di vita nuovo, illuminato e sostenuto dai valori del Vangelo, che realizzi quella tanto sospirata "civiltà dell’amore", di cui parlava il santo papa Paolo VI, e che costituisce la concretizzazione in questo mondo del Regno di Dio, inaugurato dal Signore Gesù.
Siamo conosciuti e amati da Lui, che è la Porta sicura, è il Pastore che vigila sul nostro cammino, sempre pronto a difendere ognuno dal pericolo, persino donando la sua vita.
Tuffandoci nell’amore del Signore, che ama ciascuno, possiamo cogliere come la familiarità costante con Lui agisce nel nostro cuore. Egli ci chiede di rendere visibile, tangibile e credibile l’amore di Dio per l’umanità: infatti ci ha donato Maria, la Stella del Mare a cui tendiamo le nostre mani per una carezza, per un abbraccio.
Grado fedele, è giunta l’ora di vivere con fedeltà il Vangelo, narrando la bellezza dell’umanità e del creato, rendendo credibile la presenza del Signore nella storia.
Per realizzare ciò, Dio ha bisogno di me, di te, di noi! E ci ha dato Maria.
"Salve Regina della Laguna, candida luna, guida fedel!".

In allegato vi proponiamo un approfondimento di Matteo Marchesan dedicato alla piccola statua della Madonna degli Angeli che quest'anno verrà portata in pellegrinaggio

Allegato: LA MADONNA DEGLI ANGELI DEL 1860.pdf (104,81 kB)
Fedeltà e rinnovata testimonianza cristiana
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