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Violenze domestiche: realtà da non tacere

Anche nell’Isontino il fenomeno conosce aspetti allarmanti. Nei giorni scorsi l’ultimo episodio a San Canzian d’Isonzo

Parole chiave: violenza (9), aggressione (2)
Violenze domestiche: realtà da non tacere

Si continua a parlare sempre troppo spesso di violenze domestiche nei confronti delle donne. Solo la scorsa settimana Sara ha perso la vita a Roma, bruciata viva da quel suo "ex" che non voleva lasciarla andare, o ancora una donna di Bologna, al settimo mese di gravidanza, ora lotta in ospedale dopo essere stata avvelenata dal suo stesso compagno.
Anche il "mite" territorio isontino non esce indenne da questi casi.
Pochissimi giorni fa a San Canzian gli uomini del Commissariato di Polizia di Monfalcone sono dovuti intervenire per fermare il tentativo di aggressione di un uomo - un trentacinquenne di origine albanese - nei confronti della moglie e dei suoi due figli piccoli. Un intervento molto lungo, durato circa due ore e mezza: si è cercato a lungo, prima di irrompere nell’abitazione, di mediare con l’uomo. Al termine dell’operazione, la moglie e i figli sono stati tratti incolumi dall’appartamento e questo è un ottimo risultato", ha sottolineato il dottor Stefano Simonelli, dirigente del Commissariato di Monfalcone.
Il tutto era iniziato nel primo pomeriggio di sabato 28 maggio, quando la Squadra volante del Commissariato Monfalcone era stata inviata a San Canzian per la segnalazione di una lite familiare.
Allarmati dalle grida e dalle minacce dell’uomo non solo nei confronti della moglie ma anche dei figli, entrambi minorenni, gli operatori hanno tentato di ricondurlo alla calma, ma sono stati respinti dallo stesso che - impugnando un coltello da cucina - ha poi cercato di sferrare alcuni fendenti in loro direzione. È stato quindi chiesto l’intervento di altre pattuglie della Polizia, unitamente a personale del 118, dei Vigili del Fuoco e dei Carabinieri, dando il via alla lunga trattativa nel tentativo di dissuaderlo dagli insani propositi, rivolti soprattutto contro la propria famiglia. Quando moglie e figli sono riusciti a chiudersi nel bagno, si è scatenata nell’uomo una rabbiosa e violenta reazione: armato di coltello e martello, è entrato nel bagno avventandosi sulla donna con evidenti intenzioni omicide.
Gli uomini della Polizia, coordinati dal questore Pillinini, hanno a quel punto fatto irruzione nell’appartamento con un’irruzione simultanea attraverso la porta di ingresso e da una finestra del bagno, entrando tramite una scala dall’esterno. L’uomo è stato immediatamente disarmato, immobilizzato e successivamente sedato dagli uomini del 118. È stato posto in stato di arresto per tentato omicidio, sequestro di persona, minacce e lesioni aggravate. Inoltre, da successivi accertamenti, sono risultati alcuni precedenti per guida in stato di ebbrezza, lesioni personali, favoreggiamento alla permanenza di clandestino irregolare, ubriachezza e fuga a seguito di sinistro con lesioni.
La donna e i due figli sono stati posti in protezione.
"Fatti di violenza domestica sono purtroppo di grande attualità - ha commentato il dottor Culot, dirigente della Squadra Mobile - perché manca una cultura di informazione e denuncia su questi casi. Non si deve attendere di arrivare a simili livelli di violenza, le vittime non devono tollerare tutto questo. Nella Polizia, abbiamo un settore specializzato nella violenza domestica, creato per sostenere queste particolari vittime, che necessitano di tutela e accompagnamento per portare alla luce un vissuto problematico, che spesso si protrae da molto tempo nel silenzio delle proprie mura domestiche".

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