Cormons - Gradisca d'Isonzo
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Don Maurizio, sacerdote da 35 anni

Tante le persone che lo hanno voluto festeggiare al Preval

Don Maurizio, sacerdote da 35 anni

  l caldo e soleggiato pomeriggio di martedì 5 luglio, la verdeggiante piana del Preval e la melodia delle delle campane, suonate a mano dagli "scampanotadors" di Mossa, hanno fatto da sfondo ai festeggiamenti per il trentacinquesimo anniversario di ordinazione sacerdotale di Don Maurizio Qualizza.
La celebrazione, al santuario mariano "Regina dei Popoli" è avvenuta alla presenza dei confratelli sacerdoti ma soprattutto di tantissimi fedeli delle comunità in cui don Maurizio ha vissuto e operato, come Mossa, Cervignano, Cormòns e Gradisca d’Isonzo. Per l’ occasione si è rivelato fondamentale e prezioso l’aiuto della protezione civile di Mossa per gestire il flusso delle automobili giunte nella piana. Fra le autorità hanno portato il loro saluto la signora Sindaco di Mossa, Elisabetta Feresin, ed i rappresentanti del direttivo dell’ ADO di Gorizia.
Don Maurizio ha voluto unire il rendimento di grazie per il suo ministero alla sua particolare devozione mariana, celebrando la messa di Maria Madre e Regina di Misericordia e ringraziando nell’omelia il Signore per il dono della vocazione e delle tante persone che in sette lustri gli sono state vicino soprattutto nei momenti della prova e della malattia, e lui a sua volta ha accolto e amato.
Un ricordo speciale è sicuramente andato a mons. Pietro Cocolin, per la cui preghiera consacratoria è diventato sacerdote, e a padre Antonio Vitale Bommarco di cui è stato segretario particolare per svariati anni.
Tutti i fedeli hanno inoltre potuto accostarsi al bacio della reliquia di San Giovanni Paolo II, durante il canto dell’inno di ringraziamento, espressamente voluto dal festeggiato. La celebrazione è stata accompagnata dai Sacri Cantores Theresiani, gruppo vocale giovanile nato a Gradisca due anni fa anche per volontà di don Maurizio, che ha eseguito la "Messe di San Durì" di Orlando Dipiazza , brani polifonici della tradizione popolare in lingua friulana e il Te Deum alternato a tre voci di Albino Perosa, mentre il servizio liturgico è stato svolto dai ministranti della parrocchia di Mossa.
Al termine della celebrazione tutti i convenuti hanno avuto la possibilità di intrattenersi nel verde parco che circonda il santuario per un convivio fraterno durato fino alle ultime luci del tramonto, occasione preziosa per riallacciare relazioni fra persone appartenenti a diverse comunità della diocesi.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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