Monfalcone - Ronchi dei Legionari - Duino
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Utic: il paziente prima di tutto

Come è noto la riorganizzazione della rete ospedaliera regionale prevede che l’ospedale di Monfalcone e quello di Gorizia siano unificati anche se agiscono su due poli. Ciò significa che alcuni reparti (ad es. chirugia) sono presenti sia a Monfalcone che a Gorizia ma con un unico primario, altri solo a Monfalcone, come il punto nascita, con un ambulatorio a Gorizia.

Alcune scelte sono già state fatte in base a dati obbiettivi (ad es. il numero di parti a Monfalcone rispetto Gorizia) altre come la riorganizzazione della cardiologia con la concentrazione delle attività di degenza di terapia intensiva coronarica in una unica sede e mantenimento delle attività ambulatoriali nell’altra devono ancora essere fatte.
Ma cos’è l’unità di terapia intensiva coronarica (UTIC)?
Si tratta di un reparto associato al reparto di cardiologia particolarmente attrezzato per il trattamento tempestivo di condizioni di emergenza cardiovascolare quali si possono manifestare nel corso di un infarto miocardico. È dotato di speciali apparecchiature diagnostiche e personale specializzato per trattamenti urgentissimi e sofisticati. Nei casi più gravi il paziente, dopo il primo trattamento presso l’unità di terapia intensiva, deve essere sottoposto ad angioplastica o a un intervento di cardiochirurgia presso l’ospedale di Trieste.
In merito al problema del dove ubicare la terapia intensiva coronarica qualche preoccupazione è emersa, in ambienti sanitari e politici, per qualche anticipazione giornalistica che indicava la scelta di Gorizia, senza tenere conto - si sostiene - della maggiore popolazione residente nel mandamento monfalconese che aumenta in relazione ad eventi legati alla cantieristica,della vicinanza di Grado, della presenza delle principali industrie della regione, dell’aereoporto e della posizione geografica che garantisce il più breve tempo di accesso a tutta la popolazione dell’isontino al reparto di cardiochirurgia di Trieste.
Non vogliamo entrare nel merito della scelta che spetta ai tecnici, ci auguriamo solo che non sia legata a questioni di campanile o a compensazioni politiche ma unicamente all’interesse del paziente a cui interessa solo la minimizzazione del rischio.

Utic: il paziente prima di tutto
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