Monfalcone - Ronchi dei Legionari - Duino
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Un messaggio di fede sul "Cammino di S Giuseppe"

Pellegrinaggio dei fedeli dell’Unità pastorale  nell’anno dedicato da papa Francesco  all’artigiano di Nazaret lungo un percorso  di circa 16 chilometri che ha toccato  le  diverse chiese del territorio

Parole chiave: cammino (16), pellegrinaggio (86)
Un messaggio  di fede sul "Cammino di S Giuseppe"

Nell’anno speciale indetto da Papa Francesco, "dedicato a San Giuseppe", sabato scorso, l’Unità pastorale guidata dal parroco don Fabio La Gioia, ha intrapreso il primo "Cammino" dedicato al Santo, custode della Santa Famiglia e della chiesa.
I pellegrini del "Cammino di San Giuseppe" con un percorso di circa 16 chilometri  hanno portato il loro messaggio di fede, per le strade di Duino Aurisina. Partiti dalla chiesa di San Giovanni Superiore sono arrivati fino alla chiesa di San Giuseppe a Sistiana mare, a tratti immersi nella natura, attraversando strade, boschi e sentieri, recitando la novena di San Giuseppe, si son riuniti nelle chiese del territorio.
In italiano e in sloveno, sono stati letti brani del Vangelo, recitate preghiere e intenzioni di fede.
Don Fabio ha dedicato un pensiero ad ogni chiesa che ha accolto i pellegrini e che può servire da spunto per chi vorrà fare, personalmente o in gruppo, questo itinerario di fede.

San Giovanni Battista - San Giovanni del Timavo
"In questa chiesa parrocchiale, edificata nel 1932, vorrei far notare le sculture all’interno, la Madonna con Bambino e la Pietà, e quella all’esterno, l’Angelo della Pace, che guarda verso un monumento ai caduti (Grande guerra). Esse sono un monito a chiunque la frequenti o passi da qui, affinché la ricerca della pace sia il bene più alto da perseguire".

San Giovanni in Tuba
"E’ risaputa l’antichità di questa chiesa, la cui prima costruzione risale al V secolo (e un monastero benedettino dal VI), così come le varie ricostruzioni nel corso dei secoli. Lasciamo che il senso più profondo di una lunga storia religiosa e della pace, pervadano oggi il nostro cuore".

San Marco Evangelista
- Villaggio del Pescatore
"Il Villaggio, edificato tra i primi anni Cinquanta e l’inizio del Sessanta, accolse i profughi provenienti dall’Istria. La parrocchia nacque nel 1962, mentre nel 1989 fu posta la prima pietra della chiesa attuale. Vogliamo pensare così a questo paese come ad un luogo che ha accolto e che è accogliente, e come a una "fontana" ove ci si disseta e ci si rigenera".

Spirito Santo - Duino
"La chiesa dello Spirito Santo pare fu eretta nel 1543 e intitolata nel 1591 anche alla Madonna e ai santi Paolo e Lodovico. L’iscrizione all’interno (e all’ingresso) evocano, tra le altre cose, l’indulgenza plenaria concessa dal papa Sisto V nel 1590, con la visita della chiesa a Pentecoste e le altre condizioni ben note. Qui in modo particolare, invochiamo la discesa dello Spirito Santo su di noi".

Sant’Anna - Visogliano
"Il culto dei genitori della Vergine Maria fu tardivo in Occidente, con un inizio timido intorno al 900-1000, mentre nell’Oriente cristiano è presente già nel VI secolo. Fu papa Gregorio XII a unificare nel 1584 la loro festa liturgica al 26 luglio".

San Mauro - Sistiana
"Due antiche iscrizioni, confermano che San Mauro fu non solo martire, ma anche vescovo di Parenzo, probabilmente al tempo dell’ultima persecuzione, quella di Diocleziano, avvenuta agli inizi del IV secolo.
Durante quella persecuzione, avrebbe sopportato i tormenti più dolorosi, senza vacillare nella testimonianza della fede. Infine, sarebbe stato decapitato e sepolto - secondo consuetudine romana - in un cimitero suburbano.
Due secoli più tardi, un suo successore, il vescovo Eufrasio, avrebbe trasferito quella reliquia in una nuova chiesa a lui dedicata (a Parenzo).
Poi, nel VII secolo, gran parte delle reliquie del vescovo istriano furono trasferite nella città di Roma e  da allora conservate nella basilica di San Giovanni in Laterano.
E’ patrono anche di Isola d’Istria e uno dei santi protettori della città di Trieste (assieme a San Giusto, san Sergio, San Servolo, Sant’Eufemia e Santa Tecla).
Sul patrono d’Italia, San Francesco, non occorre dire tante parole, se non ciò che scrisse Dante Alighieri nella Divina Commedia (Paradiso XI, v. 50): "Nacque al mondo un sole".

L’esperienza autentica del cammino si è conclusa con la messa bilingue celebrata dal parroco don Fabio La Gioia nella chiesa dedicata a San Giuseppe, ristrutturata recentemente, che si trova nella strada che da Sistiana conduce al mare.
La foto di gruppo finale è una delle tante immagini che ci porteremo nel cuore come ricordo di una giornata di fede, che, speriamo, diventi un appuntamento da rinnovare ogni anno.
"San Giuseppe, autentico uomo di fede, ci invita a riscoprire il rapporto filiale col Padre, a rinnovare la fedeltà alla preghiera, porsi in ascolto e corrispondere con profondo discernimento alla volontà di Dio".

© Voce Isontina 2021 - Riproduzione riservata
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