Monfalcone - Ronchi dei Legionari - Duino
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La Natività ambientata nella tragedia siriana

Nella struttura recentemente sottoposta a restauro, si è rivissuta la tradizione della Natività

Parole chiave: Natività (5), ambientazione (1), presepio (20), Siria (9), guerra (9)

Nella chiesa parrocchiale di San Canzian d’Isonzo, recentemente ristrutturata e riaperta al culto, si rivive quest’anno, la tradizione della Natività in uno scenario di drammatica attualità: la guerra in Siria.
Come purtroppo sappiamo, questa meravigliosa terra ricca di storia e di cultura, è diventata da tempo manifestazione della sofferenza umana a causa delle  interminabili guerre fratricide che la insanguinano e che sembra non debbano mai finire.
"Ho capito" - afferma l’autore del presepio, Umberto, - che sono possibili varie letture di quanto sta accadendo in quei luoghi. È prevalsa in me però l’attenzione per l’aspetto umanitario, la perdita del valore della vita ed il penoso ed interminabile esodo di uomini, donne e bambini verso i paesi europei".
Il lavoro ha coinvolto diverse persone della parrocchia e ne è risultata una precisa e sensibile rappresentazione di tragica quotidianità dove il Bambino ha voluto portare, con la sua nascita, la luce della fede, l’alba di un nuovo giorno, capace di squarciare ogni tenebra.
La struttura è interamente realizzata a mano in tutte le sue parti, dai fondali, agli elementi di supporto, al tempio, alle statuine della Sacra Famiglia realizzate secondo lo stile classico di Capodimonte.
Sulla parte destra del fondale sono stati rappresentate le città occidentali, meta a volte irraggiungibile dei profughi che sfuggono dalla morte mentre a sinistra si estende il polveroso deserto; il tutto rigorosamente diviso da un imponente filo spinato. Non ci sono pastori in questo presepe, siamo noi chiamati a scendere e a sostare in questa periferia della vita, per adorare il Bambino Gesù che ha scelto di farsi Misericordia tra tanta povertà.
Nello spazio centrale, ai piedi delle alture, è stato fedelmente riprodotto il tempio di Palmira e  ciò che resta delle sue povere abitazioni: una forte denuncia alla distruzione operata dalla furia umana! La culla dell’Amore Divino è stata deposta proprio tra le rovine della città martoriata. Speranza contro ogni speranza! Nel mistero di quella nascita, osservando quella culla, veniamo avvolti da un grande silenzio che parla al nostro cuore: si rinnova il messaggio d’Amore per tutti noi: "È nato Gesù il Salvatore, Principe della Pace."

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
La Natività ambientata nella tragedia siriana
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