Gorizia
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Nuova vita per il parco della Valletta del Corno

Procedono rapidamente i lavori di sistemazione e bonifica dell’area verde che andrà ad offrire alla cittadinanza un nuovo spazio urbano tra natura e benessere

Nuova vita per il parco della Valletta del Corno

Gorizia presto potrà godere di una grande area verde, attrezzata e completamente rinnovata. Procedono infatti a grandi passi i lavori di sistemazione della Valletta del Corno, che andranno a realizzare quello che è già stato soprannominato il "Central Park" goriziano.
Proprio in questi giorni si sono conclusi i lavori del secondo lotto di sistemazione e bonifica del Torrente Corno, che hanno compreso la tratta da via generale Skodnik fino al parco della Valletta, circa 500 metri percorsi da un’apposita trivella. La "talpa" ha realizzato un tunnel sotterraneo dove saranno indirizzate le acque nere e quelle piovane del torrente, tenendole finalmente separate dalle acque chiare che affioreranno poi in superficie, andando ad abbellire con il loro percorso il nuovo parco in via di realizzazione, per interrarsi quindi nuovamente fino a confluire nell’Isonzo.
"Il macchinario ora verrà riportato al pozzo di via Skodnik - ha illustrato il direttore dei lavori, Mario Causero - da dove presto si inizierà a scavare l’ultimo tratto del tunnel, che sbucherà poi circa 200 metri oltre il confine di via San Gabriele, collegandosi con il nodo idraulico sloveno, verso un grande invaso sufficiente a garantire che l’acqua in eccedenza venga trattenuta. Contiamo di ultimare questa parte dei lavori entro metà luglio.
A fine intervento la trivella avrà scavato totalmente circa 1 chilometro e mezzo di tunnel sufficientemente alto e largo per consentire facilmente di intervenire per future manutenzioni".
L’opera, realizzata in costante dialogo con la controparte slovena (che già nel 2015 aveva apportato adeguamenti alla propria rete fognaria) si è resa necessaria non solo per migliorare le condizioni delle acque del Corno e per evitare i cattivi odori, ma anche per scongiurare possibili danneggiamenti causati dalle piene. Come ricordato infatti da Causero l’ultima, nel 1986, causò ingenti danni che ora si vogliono assolutamente evitare.
Questa quindi solo una parte della grande opera di realizzazione del nuovo parco cittadino, che dovrebbe essere ultimato per maggio 2022.
"Diventerà il polmone verde di Gorizia - ha commentato il sindaco, Rodolfo Ziberna - con percorsi ciclopedonali, aree attrezzate, un infopoint, ponticelli, vialetti. Accanto a questo si stanno anche pensando ad ulteriori migliorie, da realizzare grazie alla quota risparmiata in fase di gara - circa 1 milione di euro -; tra le proposte: un "percorso vita" con attrezzi per la ginnastica dolce, giochi per bambini e un’area esterna da dedicare agli sport a rotelle”, andando ad offrire così una proposta aggiuntiva per eventi sportivi sia all’interno - nel vicino palaroller - che all’esterno con questo futuro skatepark. "La Valletta diventerà un luogo da "vivere" - ha continuato il sindaco -, un luogo nuovo di cui ogni cittadino potrà appropriarsi".
Già oggi visivamente l’area della Valletta del Corno si presenta totalmente diversa e dà un’idea - seppur ancora abbozzata - di quello che sarà il lavoro completato.
Ciò che prima era completamente coperto da una fitta boscaglia e da un ammasso di rovi, e che si faceva difficoltà a definire "parco", sta ora assumendo una veste totalmente nuova, lasciando intravedere il corso del fiume e facendo percepire quella che, tra circa un anno, sarà la forma del nuovo spazio verde urbano, interamente percorso da vialetti e tratti ciclopedonali; qua e là saranno realizzati passaggi e piccoli ponti per passare da una parte all’altra del torrente, creando un’ambiente anche visivamente molto gradevole.
Come illustrato dai responsabili dell’area interessata ai lavori, si sta procedendo all’eliminazione, in collaborazione con il Corpo Forestale Regionale, dei rovi, degli arbusti e delle piante infestanti - in particolare la Broussonetia papyrifera (comunemente conosciuta come gelso da carta) e la palma cinese - che rendevano l’area sostanzialmente impraticabile, nonché degli alberi pericolosi perché, a causa delle loro condizioni, soggetti a possibili cadute.
Si manterranno quindi specie autoctone e un lato del parco verrà mantenuto più boschivo, con i già presenti alberi ad alto fusto (anche 20 metri) quali tigli, carpini bianchi e frassini.
Una parte del parco verrà inoltre riservata agli orti urbani e, non da ultimo, troveranno sistemazione sia degli esistenti ponticelli in pietra, che il fondo dove scorre il torrente - ora rivestito con cemento - che verrà sostituito con pietra.

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