Cormons - Gradisca d'Isonzo
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Il "grazie" al Signore per il 45° di sacerdozio di mons. Arnaldo Greco

Il parroco don Moris ha sottolineato come sia ancora viva nella memoria  di tutti la capacità di relazione  del sacerdote con ogni persona con gesti e parole che arrivano dritti al cuore di chi li riceve

Parole chiave: monsignor Arnaldo Greco (1), anniversario (194), sacerdozio (22)
Il "grazie" al Signore  per il 45° di sacerdozio di mons. Arnaldo Greco

"Quando ti trovi a passare per Mossa, non esitare a fermarti, anche solo per un semplice caffè, perché qui non sei mai un ospite ma sei sempre uno di casa".
Con queste parole il parroco di Mossa, don Moris Tonso, ha voluto salutare monsignor Arnaldo Greco che domenica 26 dicembre, al mattino, ha celebrato una Santa Messa solenne per i suoi 45 anni di sacerdozio.
A stringersi vicino al sacerdote l’intera comunità che ha partecipato alla funzione religiosa accompagnata dal coro parrocchiale e con la presenza del servizio liturgico, accompagnato anche da alcuni seminaristi e dal diacono Mario Petri.
"Tutto è Grazia", ha esordito don Arnaldo durante l’omelia, citando il "Journal d’un curé de campagne", volume scritto nel 1936 da Georges Bernanos e tradotto in italiano come il Diario di un parroco di campagna.La storia di un sacerdote che non ha un trascorso semplice ma che, al termine, nonostante tribolazioni e difficoltà, sa dire "Tutto è grazia".
"Tutte le realtà, che ci sia alta o bassa marea, sono circondate dalla Grazia che si sperimenta e che si riconosce nella rilettura della propria vita. Oggi siamo qui proprio per rendere grazie al Signore", ha proseguito don Arnaldo ricordando la giornata della Santa Famiglia. "Gesù non si presenta da adulto e glorioso ma come un bambino per entrare nelle coscienze degli uomini nascendo in una semplice famiglia".
L’offerta della Fede diventa "una scelta, non un’imposizione. La Luce è venuta nel Mondo ma i suoi non l’hanno riconosciuta. Hanno combattuto e crocifisso il Figlio di Dio ma a chi ha accettato il Cristo ha fatto il dono di diventare Figli di Dio".
"Chi sperimenta la Fede sperimenta la bellezza dell’amore e della vita. Quando ci si innamora tutto è rosa, tutto è bello e così è la vita in Cristo. Io ho la fortuna di vivere ancora una fede del genere.
L’invito è a pensare che, forse, nella realtà della vita ci può essere un modo per viverla bene che è quello del sacerdozio", ha concluso monsignor Greco ricordando i seminaristi presenti.
"Da quando sono parroco di Mossa, ho avuto modo di percepire che il legame è reciproco - ha ricordato ancora il parroco, don Moris - anche questa Comunità ti ricorda con particolare piacere, per la tua cordialità, per il tuo sorriso, per la tua disponibilità e soprattutto per le tue omelie particolarmente apprezzate. Il dono della predicazione è indubbiamente uno dei tanti talenti che il Signore ti ha concesso e che tu sai molto bene mettere a servizio della Parola. È ancora nella memoria di tutti la tua capacità di saperti relazionare con ogni persona, dal bambino, all’adulto e all’anziano con gesti e parole che arrivano dritti al cuore di chi li riceve".
Don Arnaldo ha ricevuto in dono un’immagine della Madonna del Preval, "affinché ti progetta - ha detto don Moris - e guardandola tu possa elevare una preghiera per la nostra comunità".
A don Moris ha fatto eco anche il sindaco, Emanuela Russian, presente assieme al vicesindaco Andrea Bullitta, e ai rappresentati di Unitalsi e del Sovrano Militare Ordine di Malta.

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