Cormons - Gradisca d'Isonzo
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Il Duomo, la Casa del Popolo di Dio

La comunità cormonese ha celebrato i 200 anni della consacrazione della parrocchiale

Parole chiave: anniversario (213), dedicazione (10)
Il Duomo, la Casa del Popolo di Dio

La comunità cormonese ha celebrato i 200 anni della consacrazione del Duomo di Sant’Adalberto con una solenne Messa presieduta dal vicario generale mons, Armando Zorzin. Il rito eucaristico è stato concelebrato anche dai sacerdoti dell’Unità pastorale mons. Stefano Goina, mons. Mauro Belletti e don Joseph N’Zi e da alcuni sacerdoti che hanno prestato servizio pastorale negli anni scorsi a Cormons come mons. Paolo Nutarelli, don Maurizio Qualizza, don Piero Facchinetti, don Ugo Bastiani, presenti anche don Arnaldo Greco e i due diaconi cormonesi Marco Braida e Renato Nucera.
La Messa è stata introdotta da una breve nota letta da Franco Femia, a nome del Consiglio pastorale parrocchiale, che ha sottolineato come per la comunità è un giorno di festa perché richiama non solo la storia bicentenaria della parrocchiale, ma anche tanti momenti importanti della propria vita. Nel Duomo si è entrati una prima volta per ricevere il battesimo e si è usciti dopo aver ricevuto l’ultimo commiato terreno: l’alfa e l’omega come sono rappresentate nel cero pasquale. Ma ci sono stati anche momenti gioiosi con l’accostamento alla Prima comunione, il ricevimento della Cresima e la celebrazione del matrimonio.In Duomo in tanti si sono inginocchiati hanno pregato assieme alla comunità nelle funzioni religiose, ma anche da soli per affidare al Signore, le proprie, ansie, le proprie preoccupazioni, le proprie richieste-.
All’omelia mons. Zorzin hanno ricordato "quanta fatica, i digiuni fatti che i cormonesi hanno fatto per costruire questa Casa di Dio". E tutte queste persone che si sono prodigate oggi sono nella gloria di Dio, "sono i santi di casa nostra" che qui hanno chiesto aiuto e hanno coltivato la fede, "hanno ringraziato per il bene e per il male e tanti sono tornati a casa rasserenati per aver avuto il perdono di Dio". "Nel Duomo, oggi come ieri, ci sono due grandi presenze - ha detto mons. Zorzin - che si possono connettersi per 24 ore e sono la Parola di Dio e Gesù Eucaristia presente nel tabernacolo".
Prima della benedizione finale, il parroco mons. Goina ha voluto ringraziare i tanti benefattori che hanno permesso di costruire il Duomo ma anche di mantenerlo nella sua bellezza.
La Messa, che è stata richiamata dal suono delle campane interpretato dagli scampanotadors, era presente il sindaco Roberto Felcaro con l’assessore comunale Antonietta Fazi. La corale Sant’Adalberto ha accompagnato con i canti la funzione religiosa e al termine ha intonato prima l’inno a Sant’Adalberto e poi, in friulano l’inno cormonese.
La serata si è finita con un convivio in fraternita negli spazi del ricreatorio.

© Voce Isontina 2022 - Riproduzione riservata
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