Cormons - Gradisca d'Isonzo
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Festoso benvenuto a mons. Goina

Le comunità dell’U.P. hanno accolto il nuovo parroco. Dopo l’omaggio a Rosa Mistica, la celebrazione in duomo alla presenza anche del nuovo collaboratore pastorale mons. Zorzin

Parole chiave: mons. Stefano Goina (1)
Festoso benvenuto a mons. Goina

Le campane hanno suonato a distesa all’ingresso a Cormons di mons. Stefano Goina. Poi, gli scampanotadors di Mossa hanno accompagnato con le loro melodie, dal campanile del Domo, il suo arrivo alla parrocchiale. Pure il sole, sconfiggendo nuvole e previsioni meteo, ha voluto partecipare a questo momento di festa dell’Unità pastorale che ha accolto il nuovo parroco.

Il saluto a Rosa Mistica
Il primo contatto con la comunità mons. Goina l’ha avuto nel santuario di Rosa Mistica. Accompagnato da mons. Mauro  Belletti e don Josep e accolto da una rappresentanza delle quattro parrocchie che compongono l’Unità pastorale (Cormons, Borgnano, Brazzano e Dolegna) e dalla superiora del convento suor Stefania, mons. Goina è entrato in chiesa gremita di fedeli e ha omaggiato Maria Rosa Mistica con un mazzo di fiori.  
Il benvenuto gli è stato porto da suor Stefania ricordando il doppio ruolo del santuario, "quello di Maria Rosa Mistica e quello della sofferenza dove abitano tante sorelle dopo aver speso la vita al servizio della carità". Citando San Giovanni Paolo II che diceva che la sofferenza è un tesoro prezioso da vivere, da valorizzare e da offrire, ha ricordato che "qui si prega e si offre per tutto questo, comprese le necessità del popolo di Cormons, che portiamo nel cuore. Il nostro benvenuto s’inserisce nel tempo liturgico dell’Avvento perciò l’augurio della comunità del santuario è di vivere questo tempo con coerenza evangelica per realizzare i cammini di fede insieme rispondendo al momento storico ed ecclesiale che stiamo vivendo: quello del Sinodo della Chiesa e quello della pandemia".

L’arrivo in Duomo
A piedi il nuovo parroco e il gruppo di fedeli hanno raggiunto il Duomo, dove sul sagrato c’erano in attesa l’arcivescovo Carlo Redaelli, l’assessore comunale di Cormons Fabio Russiani e il sindaco di Dolegna Carlo Comis, che hanno porto anche loro un saluto di benvenuto.
Russiani, leggendo il messaggio del sindaco Roberto Felcaro impossibilitato, a essere presente, ha rilevato come "la nostra realtà e il mondo cattolico rappresentano un sistema dinamico, composto da persone, associazioni e sensibilità che prima di tutto basano la loro attività sul rispetto dei principi e della solidarietà. Ci sono tanti giovani che negli anni hanno saputo crescere e avvicendarsi secondo tali principi. Tante associazioni oggi rappresentano per Cormons un patrimonio inestimabile e come amministrazione siamo certi che don Stefano saprà cogliere l’importanza di questa ricchezza, la tutelerà e contribuirà a farla crescere ulteriormente".

Il saluto del vescovo
Il Duomo era già gremito quando mons. Goina ha fatto il suo ingresso percorrendo assieme al vescovo la navata.
All’interno anche i gonfaloni municipali di Cormons e Dolegna, e i labari di alcun e associazioni come i donatori di sangue delle due località, il gruppo Ana di Cormons, la Misericordia, l’associazione Ungrispach. Nutrita anche la presenza di fedeli delle parrocchie del Sacro Cuore e di San Giusto, dove fino a una settimana fa ha operato mons. Goina.
All’altare l’arcivescovo Carlo ha presentato all’Unità pastorale il nuovo parroco . "Per certi aspetti - ha detto il vescovo - fare il parroco di questa comunità sarà facile, per altri sarà impegnativo". Ha ricordato come "la comunità, che ho conosciuto durante la visita pastorale dello scorso anno, sia ricca di presenze, attività, iniziative, una comunità capace da una parte di valorizzare la propria identità, dall’altra di essere aperta e attenta all’accoglienza". E ha ricordato con particolare calore la "festa delle genti", "festa che mi ha fatto cogliere la ricchezza e la presenza di stranieri in questa ziona, stranieri per cittadinanza ma fratelli e sorelle per noi cristiani". E ha ricordato che oggi fare il parroco, in presenza delle Unità pastorali, è diverso rispetto a tanti anni fa e che la comunità vada aperta anche al servizio di tutta la Chiesa diocesana.
L’omelia del parroco
La Messa, accompagnata dai due cori parrocchiali, è proseguita concelebrata con mons. Goina, anche da mons. Armando Zorzin che pure ha fatto il suo ingresso quale cooperatore pastorale, mons. Mauro Belletti, don Joseph N’zi, don Nicola, don Michele Tomasin, don Moris Tonso e il cormonese padre Mario Picech.
All’omelia il parroco ha sottolineato come "oggi mi accogliete come nuovo parroco di questa Unità pastorale. E’ un grande onore per me essere qui, ma anche una grande  responsabilità: ne sento il peso, che so però di poter condividere non solo con i sacerdoti che mi affiancheranno, il diacono, ma con tante persone che ho incominciato a incontrare in questi giorni e che nelle prossime settimane conoscerò in modo più approfondito: catechisti, operatori pastorali, liturgici, della carità, collaboratori nell’amministrazione, volontari delle associazioni". Ed ha concluso affermando che "la mia funzione in mezzo  a voi sarà quella di incoraggiarci a vicenda a fare il bene, ad ascoltarci, ad accoglierci, continuando sulla strada che già state/stiamo percorrendo della costruzione di una comunità in cui tutti si prendono cura gli uni degli altri".

Il benvenuto dei C.pa.pa.
Il benvenuto a mons. Goina e mons, Zorzin, in rappresentanza dei Consigli e assemblee parrocchiali e degli Affari economici, è stato porto da Franco Femia. "Le nostre quattro comunità cristiane, nate spontaneamente, hanno da subito iniziato a camminare insieme - ha detto - in un’ottica sinodale cercando di contemperare l’esigenza di mantenere l’identità delle quattro comunità e il desiderio di condividere un percorso pastorale comune condividendo spazi, servizi, ministeri, ma abbiamo cercato sempre di rispettare la storia e l’identità delle comunità".
"Su questa strada percorsa - ha continuato - siamo cresciuti come comunità con l’aiuto e il sostegno di alcuni pastori, da don Sergio a don Paolo, don Valentino, don Giovanni, don Federico, l’indimenticato don Fausto, don Mauro, don Pierre e don Joseph. A loro va il più sincero ringraziamento per la loro dedizione e il loro impegno al servizio in tutte e quattro le comunità. Ma non possiamo e non vogliamo dimenticare le suore Pastorelle, impegnate a fianco dei sacerdoti e dei laici nella catechesi e nell’animazione liturgica. E poi, ma non per ultime, le Suore della Provvidenza, custodi amorevoli di Maria Rosa Mistica, suore che da oltre 150 anni ci accompagnano e ci sostengono con le loro preghiere.
La nostra Unità pastorale è ricca di tante persone che in diverso modo e spesso nel silenzio svolgono un ministero di fatto, impegnandosi nell’annuncio del Vangelo e nell’educazione dei giovani, nella testimonianza dell’Amore di Dio verso le persone più fragili, nella cura delle celebrazioni liturgiche e nelle diverse iniziative che ruotano attorno alle parrocchie. E’ un patrimonio di idee, di talenti, di entusiasmo che rendono ricca, e anche vivace soprattutto nei giovani, la nostra Unità pastorale, aperta sempre alle novità che Cristo ci chiede ogni giorno". E ha concluso citando il primo messaggio di papa Francesco: "Adesso incominciamo questo cammino, un cammino di fratellanza, di amore e di fiducia tra noi".

In dono quattro ulivi
Le quattro comunità hanno fatto dono al nuovo parroco di quatto giovani ulivi, uno per parrocchia, quale segno di pace, di amore e di speranza, ma anche come beneaugurante inizio di un cammino unitario.
Sotto il tendone del ricreatorio sono state le associazioni giovanili parrocchiali - RicCormons, Azione cattolica e Agesci - a porgere il saluto al nuovo parroco. Un brindisi augurale con tanto di torta ha concluso la domenica di festa per tutta l’Unità pastorale.

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