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"Pais di sotans e groars"

Il nuovo lavoro di ricerca di Giorgio Milocco è dedicato alla storia di Terzo ed indaga dentro le pieghe della storia con animo umano e fiducia nell’uomo

Parole chiave: Giorgio Milocco (3), ricerca (6)
"Pais di sotans e groars"

Lunedì 23 aprile 2018, alle ore 19,00, presso la "Casa della Musica" di Cervignano del Friuli (Ud) verrà presentato il  recentissimo volume "Breve storia di Terzo - Pais di sotans e groars" di Giorgio Milocco. A presentarlo saranno presenti don Renzo Boscarol e il priof. Stefano Perini presidente dell’Associazione Culturale "Alsa".  l’iniziativa gode del Patrocinio del Comune di Cervignano ed anticipa  la seconda presentazione che avrà luogo a Terzo il 4 maggio prossimo.  Non tragga d’inganno la parola "breve" in quanto il lavoro comprende molti avvenimenti interessanti  l’800 e  dal 1945 arriva sino al 1965.
Un atto di amore. Un atto di amore alle persone, al paese e alla sua storia. Questo,  in sintesi, il motivo che spinge le persone a scrivere un libro sul paese di origine, proprio e della propria famiglia; insieme, diventa anche l’ obiettivo di un lavoro di ricerca e di testimonianza che sta alla base di questa raccolta di documenti ed immagini. Non solo, insieme a loro, sono presenti sentimenti ed atteggiamenti che escono dalle pagine e riempiono i fogli di un testo che tenta di fissare sulla carta notizie e avvenimenti, vicende e questioni che sono sulla bocca di tutti e che, nel loro diventare patrimonio comune, costituiscono le trame di una storia che è viva.
La passione della ricerca –che diventa un vero e proprio laboratorio- muove i piedi e il cuore del curatore: egli ha la possibilità di scegliere e di centellinare il meglio della sua raccolta; non solo si preoccupa di legare particolari della storia che al lettore attento diventano significativi, messi in risalto da un impianto che consente di coglierli e di metterli a confronto. Li presenta ricchi di un commento ed un cofronto.
Ne nasce, appunto, una storia: i nostri insegnanti ci hanno raccomandato a non pensare ad una storia grande e una storia piccola o fatta di piccole storie.  La storia è storia, senza aggettivi. Si tratta di un intreccio molteplice e diversificato, che lega  persone e situazioni. Non è certo la storia dei vincitori e tanto meno solo quella dei vinti. E’ la storia di persone, ricche o povere, ma tutte rispettabili anche nella loro condizione. E’ la storia di personalità che emergono da una fotografia magari scartata e che invece, grazie all’iniziativa del ricercatore, torna a mettere in circolazione emozioni e pensieri e che, altri e altre, potranno ammirare o mettere insieme alle proprie esperienze e intuizioni. E’ la storia di documenti, conosciuti o dimenticati: la lettura dei quali diventa –a distanza di anni- motivo per ricordare con affetto e riconoscenza persone che hanno fatto la storia di una comunità.
Che si tratti di una comunità –per Terzo e S.Martino, come per altre località venute alla luce  grazie appunto ai ricercatori- è ben dimostrato da questa nuova benemerita fatica di Giorgio Milocco : da buon cronista, sempre interessato al particolare, ma anche fortemente teso a non coprire con l’ombre del dimenticatoio, ci offre documenti e spunti. Dalla antica tradizione che pesa sulle vicende aquileiesi e delle comunità vicine, fino al presente e, soprattutto al domani che lascia intendere ad un futuro di unità operativa –anche dal punto di vista religioso- che non cancelli le identità di Terzo, di S.Martino e delle piccole comunità del territorio.
Una comunità che potrà avvalersi del connotato dell’unità o, più precisamente, della tendenza all’unione che costituisce un modo serio per vincere l’anonimato e l’abbandono, soprattutto l’indifferenza dentro ad un destino che appare condizionato dall’annullamento delle differenze che invece sono il sale ed il colore della vita. Restare comunità in tempo di mercato unico e di un mondo che chiede la rinuncia all’identità a causa della mondializzazione male intesa, costituisce una vera scelta: questo lavoro di ricerca sembra andare verso questa prospettiva. Una prospettiva assolutamente controcorrente e meritevole di attenzione.
Infine, sfogliando queste pagine, i lettori di Terzo e delle sue comunità ma anche gli altri, potranno accorgersi dei mutamenti e delle loro cause profonde: la vicenda di Terzo, e della Bassa, che si trova –dopo la terribile prima guerra mondiale, strage inutile e disumana- alla mercè di ideologie che non facevano parte della sua sensibilità. Il prof. Renato Jacumin (1941-2012) , che di queste terre ha colto e respirato l’humus profondo, non ha mancato di denunciare questa compravendita, gestita abilmente dal fascismo in nome di valori popolari e falsamente identitari, ponendo così le genti friulane nelle mani dell’ideologia dimostratasi poi incapace di superare le contraddizioni.  Anche le giuste domande di giustizia e di libertà contenute nella rivoluzione del 1917 e fatte proprie da famiglie e persone che a Terzo e dintorni vi si sono riconosciute, hanno pagato un prezzo drammatico nelle strette del secondo dopoguerra e della guerra fredda; soprattutto, come gli altri,  non sono state in grado di affrontare la prova del mercato e del liberismo sfrenato.
Incombe su tutti un tempo di responsabilità –che, certo, non ha un senso unico- ma che merita essere studiato e messo sotto esame, alla ricerca di nuove sintesi e anche nuove risposte culturali e, per quanto riguarda la chiesa, religiose e spirituali. Questo testo è ricco di queste suggestioni e provocazioni: tanto in quanto, gli uomini e le donne del terzo millennio, sapranno leggere bene i segni della storia, senza lasciarsi abbagliare da inutili criteri di ingegneria e burocrazia pastorale, troveranno una risposta degna delle tradizioni.
Infine, questa pubblicazione –frutto di passione ricercatrice e di volontà di unire anche nella diversità-  proietta il lettore ad avere della storia una visione non romantica ma realista.  La storia è maestra di vita; purtroppo non sempre gli alunni si dimostrano all’altezza di ascoltare la lezione e di metterla in pratica. Preferiscono a volte bigiare o negare l’evidenza.  L’auspicio è che Giorgio Milocco e altri giovani ricercatori, si facciano carico di raccogliere –con amore- dati e documenti grazie ai quali sia possibile continuare ad indagare dentro le pieghe della storia con animo umano e fiducia nell’uomo.
La mole di informazioni e di immagini, opportunamente confrontati e letti coraggiosamente, sono la premessa per avanzare in capacità di comprensione e di futuro. Una fatica meritoria e per la quale in tanti, gli siamo grati.

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