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"Madre": lo splendore di Maria di Nazareth

Esposizione al Museo di Santa Chiara a Gorizia in un percorso dal Duecento al Novecento

Parole chiave: don Alessio Geretti (1), Museo di Santa Chiara (4)
"Madre": lo splendore di Maria di Nazareth

Il cammino verso GO!2025 Nova Gorica·Gorizia Capitale europea della cultura, si arricchisce di una nuova tappa, di un nuovo evento di bellezza che contribuirà a fare di Gorizia un luogo di grande interesse e richiamo culturale per tutto il territorio regionale, nazionale e da oltre confine. La mostra "Madre. Trenta capolavori segreti per la più bella tra le donne" offrirà infatti meraviglia e sorprese ai visitatori che raggiungeranno nel cuore della città i suggestivi ambienti del Museo di Santa Chiara, in Corso Verdi 18, dal 27 aprile al 31 luglio 2022.
La mostra, firmata dal curatore Don Alessio Geretti, nasce da un’idea dell’associazione culturale "Comitato di San Floriano" di Illegio.
Questa nuova mostra solleverà il velo su otto secoli di bellezza, dal Duecento al Novecento, mettendo a disposizione dello sguardo, dell’intelligenza e della spiritualità trenta opere davvero notevoli tanto per l’elevata qualità artistica, quanto per le firme di alcuni dei più importanti maestri del Rinascimento, ma soprattutto per il fatto che le trenta opere scelte per la mostra non sono mai visibili al pubblico, appartenendo a pregevoli collezioni private: perciò si tratta, come dice il titolo, di capolavori "segreti".
Tre le opere esposte, si può riconoscere come veri gioielli di altissimo pregio la Sacra Conversazione di Palma il Vecchio, del secondo decennio del Cinquecento, la Madonna col Bambino di Lazzaro Bastiani, di fine Quattrocento, la Madonna col Bambino di Giovanni Bellini e collaboratori, del primo Cinquecento, la stupenda tavola dedicata a Il Sonno del Bambino Gesù in braccio a sua Madre, opera del 1525 realizzata da Berardino Luini, genio lombardo tra i più straordinari seguaci di Leonardo da Vinci; ma anche la tavola con la Madonna e il Bambino tra due santi del Giampietrino, del 1523 circa, o la tavola cuspidata di Antoniazzo Romano con la Madonna e il Bambino, del primo Cinquecento, o lo spettacolare trittico fiammingo con l’Adorazione dei Magi, ascrivibile al cosiddetto "Maestro del fogliame ricamato", attivo tra Bruges e Brussels a fine Quattrocento.
Grandi capolavori sono pure le due opere che stanno agli estremi cronologici della mostra, la grande tavola lignea duecentesca abruzzese con la Madonna lactans, da una parte, e la scultura del volto della Vergine di Adolfo Wildt, del 1924, in marmo spiritualissimo, dall’altra.
Gorizia e Nova Gorica, insieme al territorio d’intorno, da sempre sono unite dalla grande devozione a Maria che si esprime nella venerazione della Madonna di Monte Santo, santuario in cui in particolare è custodito un dipinto di piccole dimensioni, ornato di corone votive, dalla storia ben ricostruibile. L’immagine raffigura la Madonna col Bambino accanto a San Girolamo e a San Giovanni Battista. Risulta dalle fonti che Egidio Falcetta, vescovo di Caorle e vicario generale del Patriarca di Aquileia Marino Grimani, consacrando la nuova chiesa del Monte Santo nel 1544 recò in dono questo dipinto, inviato dal Patriarca e custodito con la memoria che andasse ascritto alla bottega di Palma il Vecchio. L’opera venerata nel santuario va messa in relazione con due dipinti esposti nella mostra goriziana, che attestano in modo inequivocabile come il dipinto di Monte Santo sia stato realizzato da collaboratori della bottega di Francesco Rizzo da Santacroce.
Proprio nel 1922, cento anni or sono, in una processione solenne, a cui partecipano migliaia di fedeli, il quadro della Madonna venne trasportato da Gorizia, dove era stato custodito e venerato durante il nefasto tempo della Prima Guerra mondiale, sul Monte Santo, dove venne collocato nella nuova cappella del santuario appena ricostruito dopo gli scempi bellici.
In un momento come l’attuale, tormentato da foschi riverberi di guerra a est della nostra regione, nel cuore dell’Europa, celebrare con questa mostra quel centenario è anche un messaggio sulla possibile unità e pace tra i popoli e le stirpi che costituiscono la civiltà europea - quella slava, quella latina e quella germanica -, ammirando in Maria e nella sua virtù e dedizione d’amore una donna che ha saputo unire, a differenza di tanti uomini che hanno diviso e continuano a dividere dolorosamente il mondo.
È confermata la necessità della prenotazione per tutti, ma sarà accettata anche il giorno stesso con preavviso minimo.
Si prenota attraverso la mail (madre.gorizia@gmail.com), a partire da oggi stesso, oppure attraverso il telefono (0481.550744) a partire dal giorno di apertura della mostra stessa.
La mostra si potrà visitare dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 19.30 nelle giornate di venerdì, sabato e domenica, oltre alle aperture eccezionali previste il 28 aprile, in occasione del compleanno di Gorizia, e il 2 giugno.
La visita sarà accompagnata per tutti dall’audioguida, compresa nel biglietto d’ingresso (5€, salvo i casi di gratuità previsti), con i commenti di Don Alessio Geretti che consentiranno di entrare nei segreti delle opere e di coglierne i valori culturali, storici ed estetici.
La mostra è organizzata in collaborazione con il Comune di Gorizia e grazie al supporto della Rete d’impresa del Pinot Bianco nel Collio.

© Voce Isontina 2021 - Riproduzione riservata
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