Cultura
stampa

La sofferta quotidinità del tempo di guerra ne "La casa di Bice"

Un’opera letteraria - curata da Alberto Spanghero - che non è solo frutto di una testimonianza storica, ma anche luogo di deposito di sentimenti, emozioni, introspezioni

Parole chiave: La Casa di Bice (1), guerra (9), Circolo Brandl (44), centenario (24), Prima Guerra Mondiale (91)

Mercoledì 16 dicembre alle 18 nella sala consiliare di Turriaco è stato presentato il Diario di Matilde Venturini, "La casa di Bice 1915-1918" curato per il Circolo culturale e ricreativo Brandl di Turriaco da Alberto Vittorio Spanghero.
A presentarlo è stato il giornalista Roberto Covaz che, in un dialogo con il curatore, ha scandagliato un’opera che non è solo frutto di una testimonianza storica, ma anche luogo di deposito di sentimenti, emozioni, introspezioni.
Covaz, tra le sue attente domande, ha inoltre sottolineato come il lavoro di curatela si stato fatto nel pieno rispetto dello scritto e ha fatto emergere l’attualità dello scritto.
"Siamo davanti a una pubblicazione che per il Circolo Brandl quest’anno si collega in maniera diretta con il Calandario dei paesi bisiachi curato da Sergio Gregorin e Ivan Portelli. - ha poi evidenziato nel suo indirizzo di saluto il presidente del sodalizio, Elisa Baldo - Il Calendario, infatti, si inserisce con testimonianze anche iconografiche sul medesimo argomento storico, ossia il tema della profuganza durante la prima guerra mondiale".
Un tema che anche per il Consorzio culturale del monfalconese è risultato rilevante, come ha sottolineato nel suo intervento Gianpaolo Cuscunà, tanto che come Ecomuseo Territori ha contribuito notevolmente alla realizzazione del Diario "La casa di Bice 1915-1918" intravvedendo in esso un elemento di studio molto interessante e davvero singolare.
Un sentito ringraziamento da parte del Circolo è andato quindi al Consorzio Culturale del Monfalconese di Ronchi dei Legionari e ai familiari di Matilde che hanno sostenuto la pubblicazione di un libro che diviene per gli studiosi un’ulteriore, preziosa testimonianza delle vicende legate alla prima guerra mondiale e, per la gente comune, scritto da leggere con tenerezza e amore nel ricordo di quanto allora la popolazione era quotidianamente costretta a vivere: esso è, infatti, un diario scritto da una donna che ha narrato i fatti e, tramite essi, ha avuto la capacità di trasmettere emozioni, sentimenti, timori e terrori vissuti quotidianamente.
Parole di lode per il libro sono state espresse anche dall’assessore comunale Ferruccio Barea e dal parroco don Enzo Fabrissin presenti alla serata: entrambi hanno ricordato il valore della pace e della speranza in un mondo diverso da quello di Matilde, ma per molti aspetti ancora vicino a quello vissuto dalla protagonista dell’opera.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
La sofferta quotidinità del tempo di guerra ne "La casa di Bice"
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.