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Le donne al sepolcro

Nella domenica di Resurrezione, 17 aprile 2022, l’arcivescovo Carlo ha presieduto la solenne concelebrazione eucaristica in S. Ignazio pronunciando la seguente omelia.

Parole chiave: Pasqua (55), vescovo Carlo (6), omelia (18)
 Le donne al sepolcro

Chi di voi era presente qui in chiesa domenica scorsa, domenica delle palme che ha presentato la lettura completa della passione secondo Luca, forse ricorderà che ci eravamo soffermati a riflettere solo su un singolo episodio di quel racconto e precisamente l’incontro tra Gesù e le donne di Gerusalemme. Utilizzando quella vicenda avevamo anche cercato di parlare della presenza di Maria, la madre di Gesù, nella passione.

Ora ritroviamo quelle donne al sepolcro di Gesù. Luca elenca i nomi di tre di loro, probabilmente quelle più note nella comunità cristiana al momento in cui l’evangelista scrive il suo Vangelo: Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo. Forse erano state loro a raccontare più volte alla loro comunità ciò che era successo quel mattino di primavera e probabilmente erano loro – come oggi si dice in linguaggio giornalistico – le “fonti” di Luca. Ma le donne al sepolcro erano più di tre.

Sappiamo dalla conclusione del racconto della passione, che avevano accompagnato Giuseppe d’Arimatea e gli altri che avevano calato dalla croce il corpo di Gesù e lo avevano sepolto nella tomba scavata nella roccia. Addolorate, ma molto pratiche come solo le donne sanno essere anche nei più difficili della vita come la morte di una persona cara, avevano osservato bene il sepolcro e come era stato posto il corpo di Gesù. Era stata, infatti, una sepoltura di fretta, perché al tramonto sarebbe cominciata la festa del sabato e da quel momento c’era l’obbligo della legge mosaica di non fare più alcun movimento. Arrivate a casa, si erano date da fare, approfittando delle ultime luci del giorno, a preparare, tra una lacrima e un’altra, gli aromi e gli oli profumati necessari per completare la sepoltura di Gesù il giorno dopo il sabato.

Ed ecco quello che il Vangelo di oggi ci ha narrato: arrivano con i profumi di mattina presto al sepolcro, ma la pietra che lo chiudeva è rimossa, dentro il corpo di Gesù non c’è; loro restano molto perplesse, ma ci sono due uomini in abiti sfolgoranti che si rivolgono a loro, mentre esse chinano il volto a terra impaurite. I due rimproverano le donne di cercare tra i morti colui che è vivo e citano loro le parole di Gesù sulla sua morte e risurrezione. Le donne ricordano quanto detto da Gesù, ritornano dal sepolcro e annunciano tutto questo agli apostoli, che restano a loro volta perplessi. E Pietro va al sepolcro, vede solo i teli e torna indietro sconcertato da quello che ha visto.

Che cosa succederà dopo, lo potete vedere completando la lettura del cap. 24 del Vangelo di Luca. Anticipo solo che poi il Risorto appare a Pietro, ai due di Emmaus, agli apostoli e agli altri componenti della prima comunità, tra cui sicuramente anche le donne.

Il Risorto è apparso anche a Maria, sua madre? Il Vangelo di Luca e anche gli altri Vangeli non lo dicono. Possiamo certo esercitare la nostra fantasia, ma i Vangeli sono molto più sobri. Come dicevo domenica scorsa, Luca colloca Maria all’interno della Chiesa, dentro la prima comunità insieme agli apostoli, ai discepoli e alle donne, senza un ruolo speciale. Vorrei però parlare di Maria, mostrando un parallelo tra l’annunciazione a Maria, che sempre l’evangelista Luca narra all’inizio del suo Vangelo, e l’annuncio alle donne. Ci sono cinque elementi che evidenziano questo parallelo.

Anzitutto il fatto che né Maria, né le donne si aspettavano l’annuncio. Maria vergine e quindi non aperta alla maternità; le donne che pensano di andare a completare la sepoltura di un morto e non sono certamente portate a pensare che Gesù sia vivo.

Ed ecco un secondo elemento di somiglianza. Maria, dice il racconto dell’annunciazione, si domanda il senso del saluto dell’angelo. Le donne si chiedono il senso della pietra capovolta e della tomba vuota.

C’è poi l’annuncio. Per Maria di una maternità inaspettata, perché è chiamata a diventare Madre del Figlio dell’Altissimo. Per le donne, l’annuncio è che Gesù non va cercato tra i morti perché è il Vivente.

Un quarto elemento è l’importanza della parola. Per Maria quella dell’angelo che le sta rivelando la volontà di Dio. Per le donne la parola di Gesù che preannunciava la sua passione, la sua morte e la sua risurrezione, una parola che avevano dimenticato.

Infine, ed è un quinto elemento, Maria su quella parola dice il suo sì alla volontà di Dio che la vuole madre di suo Figlio per opera dello Spirito Santo. Le donne accolgono la parola dei due uomini in vesti sfolgoranti – degli angeli – e diventano a loro volta annunciatrici della risurrezione verso gli apostoli e i discepoli. Le donne come Maria accolgono quindi la Parola e come lei compiono la volontà di Dio facendosi portatori dell’annuncio di Pasqua.

Quell’annuncio oggi viene rivolto a noi ed è un annuncio che ci coinvolge. Il Vangelo ha la potenza che viene da Dio e dallo Spirito Santo di fare diventare protagonisti gli ascoltatori. Questo vale per il Vangelo dell’annunciazione, dove anche noi siamo chiamati a concepire come Maria il Figlio di Dio perché nasca nel nostro cuore e in quello degli altri (sant’Ambrogio, uno dei grandi commentatori del Vangelo di Luca, afferma: «ogni anima che crede concepisce e genera il Verbo di Dio e riconosce le sue opere. […] Se c’è una sola madre di Cristo secondo la carne, secondo la fede, invece, Cristo è il frutto di tutti, poiché ogni anima riceve il Verbo di Dio»). Ma la cosa vale anche per il Vangelo della risurrezione. Noi oggi siamo come quelle donne, noi oggi dobbiamo annunciare che Gesù è risorto, è vivo, è il salvatore. Non possiamo solo ascoltare il racconto, ma dobbiamo diventare protagonisti di esso. Certo, anche noi con tutti i nostri dubbi, le nostre chiusure, le nostre perplessità, ma lasciandoci illuminare dalla Parola di Dio.

È interessante che i due angeli invitino le donne a ricordare le parole di Gesù. Solo ricordandole e tenendole nel cuore, è possibile arrivare alla fede e, in particolare, alla fede pasquale.

Tutto, infatti, anche oggi sembra contrario alla vita, alla risurrezione, alla pace, alla gioia. Ma la Parola di Gesù è più forte.

Maria e le donne del mattino di Pasqua ottengano per noi, con la loro intercessione, di essere persone che accolgono il Vangelo, lo vivono e lo testimoniano. Il Vangelo della speranza e della vita. Il Vangelo di Pasqua. Buona Pasqua, Vesela Velika Noč, Buine Pasche.

© Voce Isontina 2021 - Riproduzione riservata
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