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La cura pastorale di Barbana affidata ai padri benedettini

Assicurata la continuità pastorale dopo la partenza dei Frati minori

La cura pastorale di Barbana affidata ai padri benedettini

Saranno i benedettini del Priorato conventuale di Santo Stefano di Bologna della Congregação benedectina do Brasil (un Priorato che negli anni ha visto l’allargarsi della propria comunità a diversi monaci di origine italiana) ad assumere la cura pastorale del Santuario di Barbana sull’isola di Barbana nella laguna di Grado.
Lo ha annunciato l’arcivescovo di Gorizia, mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, martedì 1° ottobre nel corso di una conferenza stampa tenuta presso la Curia arcivescovile di Gorizia.
L’Arcivescovo ha voluto anzitutto ringraziare i Frati Minori della Provincia di Sant’Antonio per la loro presenza sull’isola a servizio del Santuario a partire dal lontano 1901 e, pur dispiaciuto della loro decisione di chiudere questa esperienza, ha manifestato comprensione per le ragioni che hanno portato i Padri Francescani a questa scelta non facile. Nel contempo ha mostrato apprezzamento per la disponibilità degli stessi Frati Minori a riprendere una loro presenza a Monfalcone presso il Santuario della Marcelliana, in uno spirito di collaborazione con l’unità pastorale nata lo scorso anno tra quattro parrocchie di quella città.
Il santuario di Barbana, la cui nascita secondo la tradizione risale all’anno 582, è un luogo di culto particolarmente significativo non solo per i fedeli dell’Arcidiocesi di Gorizia ma anche per le diocesi vicine (comprese quelle slovene ed austriache) rappresentando un riferimento per i pellegrinaggi comunitari o personali in tutti i periodi dell’anno. È stato retto nel corso dei secoli da diverse comunità religiose: monaci nei primi quattro secoli di vita, monaci benedettini per circa cinquecento anni, frati francescani fino alla soppressione nel 1769, clero diocesano di Udine e poi di Gorizia e di nuovo dai frati francescani dal 1901. Attualmente la sua cura pastorale è affidata ai religiosi francescani della Provincia S.Antonio dei Frati minori che però hanno manifestato nei mesi scorsi la decisione di lasciare entro l’anno il santuario e il convento annesso.
L’Arcidiocesi di Gorizia si è immediatamente attivata per cercare una soluzione che potesse mantenere in attività il santuario offrendo la celebrazione quotidiana della liturgia eucaristica e della liturgia delle ore secondo la consuetudine monastica, l’accoglienza dei pellegrini e la disponibilità del sacramento della riconciliazione a loro favore, la valorizzazione del santuario e della Casa di spiritualità annessa come centro di spiritualità a favore di sacerdoti diaconi, religiosi e religiose, laici e laiche e la cura e la devozione alla Madonna di Barbana con la diffusione della conoscenza del Santuario e del suo messaggio evangelico.
Fra le varie disponibilità manifestate, la più rispondente al ruolo che la Chiesa isontina auspica il santuario possa avere anche in futuro è risultata quella manifestata dal rev.do P. Benedetto de Lyra Albertin, Priore del Priorato Conventuale di Santo Stefano della Congregação Benedectina do Brasil con sede in Bologna: accogliendo tale comunità religiosa, l’Arcidiocesi ne riconosce il carisma specifico e lo considera come ricchezza dello Spirito nella chiesa particolare che è in Gorizia.
La presenza dei monaci benedettini nell’Arcidiocesi - ha sottolineato l’arcivescovo mons. Redaelli - costituirà per essa un arricchimento: i religiosi avranno modo di esprimere la loro identità carismatica con la testimonianza della loro vita fraterna, restando fedeli allo spirito dell’Istituto nell’attività pastorale, promuovendo nel popolo di Dio un rinnovato spirito di preghiera, privilegiando la liturgia, evidenziando la centralità della Parola di Dio e promovendo in particolare la lectio divina secondo la tradizione monastica, coltivando una vera devozione alla Madonna.
Il Santuario verrà affidato da parte dell’Arcidiocesi al Priorato inizialmente "ad experimentum" per tre anni; al termine di tale periodo potrà essere redatta una nuova convenzione con la durata di cinque anni, tacitamente rinnovabili.
I monaci benedettini inizieranno ufficialmente il loro servizio a Barbana a partire dal 6 gennaio 2020. Fino ad allora verrà garantita una presenza sull’isola da un primo gruppo di religiosi.

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