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Guido Del Mestri e Joseph Ratzinger...

"Non pensai a niente di pericoloso, quando il nunzio Del Mestri, con un pretesto, mi fece visita a Ratisbona, chiacchierò con me del più e del meno e, alla fine, mi mise tra le mani una lettera..."

Guido Del Mestri e Joseph Ratzinger...

Anno di importanti ricorrenze e anniversari per il papa emerito Benedetto XVI che nel 2017 ha tagliato il traguardo del novantesimo anno d’età, del quarantesimo anniversario di ordinazione episcopale e di creazione cardinalizia. Il 90° genetliaco è coinciso quest’anno con il giorno di Pasqua: 90anni fa invece il 16 aprile era sabato santo, e per questo motivo il piccolo Joseph fu battezzato il giorno stesso, con la nuova acqua lustrale a Marktl am Inn, in Baviera.  
Ma soffermiamoci  sugli altri due notevoli anniversari.
Il 24 marzo 1977 a soli 50 anni , il professor Ratzinger venne nominato Arcivescovo di Monaco e Frisinga, sede episcopale resasi vacante l’anno prima a causa della morte dell’arcivescovo Döpfner. E’ interessante ricordare come si arrivò all’inaspettata nomina di Ratzinger, evento che lui stesso ricorda nelle sue biografie. In questo frangente infatti la storia del futuro papa si intrecciò con quella di un eminente personaggio originario della nostra Arcidiocesi, ovvero il card. Guido del Mestri. Nato a Banja Luka nel 1911 dal conte Gian Vito del  Mestri e Marianna de Grazia, era discendente dell’antica e nobile famiglia Del Mestri, originaria di Medea, studiò filosofia e teologia a Roma, fu iniziato alla diplomazia vaticana tramite la frequentazione dell’Accademia Ecclesiastica e dopo vari incarichi di nunziatura fu nominato, nel 1975, nunzio apostolico in Germania.  Proprio da nunzio  si trovò a dover provvedere al nuovo arcivescovo dell’importante sede bavarese, una decisione non semplice che richiese vari mesi di ricerca, che si concluse con la visita di Del Mestri a Ratzinger, allora docente a Ratisbona. Lo racconta con sincerità il papa emerito, ricordando quegli anni: "non pensai a niente di pericoloso, quando il nunzio Del Mestri, con un pretesto, mi fece visita a Ratisbona, chiacchierò con me del più e del meno e, alla fine, mi mise tra le mani una lettera che dovevo leggere a casa, pensandoci sopra. Essa conteneva la mia nomina ad arcivescovo di Monaco e Frisinga".
Fu così proprio il nunzio friulano l’artefice della sua nomina episcopale, che si concretizzò il 28 maggio 1977 con la consacrazione per le mani di Joseph Stangl vescovo di Wurtzburg, coconsacranti il vescovo di Ratisbona e l’ausiliare di Monaco e Frisinga.
Il motto episcopale "cooperatores veritatis", tratto dalla terza lettera di Giovanni ricorda la missione per cui Ratzinger lavora da una vita: la difesa della Verità quale categoria imprescindibile in ogni rapporto e in ogni ricerca, categoria purtroppo accantonata e svuotata del suo valore intrinseco nella post-modernità. Ratzinger iniziò il suo ministero episcopale e neanche dopo un mese dalla consacrazione ricevette la berretta cardinalizia dalle mani di Papa Paolo VI. Ad oggi è l’unico ancora in vita ad essere stato creato cardinale da Montini, che lo definì "insigne maestro di teologia" durante il concistoro del 27 giugno 1977, nel quale gli fu assegnato il titolo presbiterale di Santa Maria Consolatrice al Tiburtino. E chissà se nel pomeriggio del 7 maggio 2011 mentre la papamobile conduceva il Santo Padre dall’aeroporto ad Aquileia, alla vista del colle di Medea che si erge nella pianura friulana, nella cui chiesetta di sant’Antonio è presente la tomba di Del Mestri e dei suoi famigliari, Ratzinger si sia ricordato di quell’incontro che cambiò per sempre la sua vita e la vita della Chiesa.

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