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"Dio si è fatto come noi, per farci come Lui"

"Cosa cambia con l’incarnazione? Nulla nella nostra "essenza" ma può cambiare tutto nel nostro modo di vivere la quotidianità"

Parole chiave: incarnazione (2), Avvento (58)
"Dio si è fatto come noi, per farci come Lui"

Natale: Dio si fa uomo, si rende simile a noi. Così si dice, giustamente: è il grande mistero dell’incarnazione… ma poi, a volte, si prosegue: per renderci simili a Lui…
Ma è vera questa seconda parte della espressione che è presente anche in un canto popolare: "Dio si è fatto come noi, per farci come Lui!"?
Se fosse vera nel senso letterale del termine, Gesù avrebbe compiuto il "miracolo" (inteso come segno potente e oltre-naturale) di trasformare la nostra essenza in divina, come se ci fosse un prima e un dopo qualitativamente diverso dell’umanità… ma di questo non c’è traccia nel Vangelo!
Certamente Gesù Cristo ci dà un compito (riassunto nel comandamento dell’amore), ed un aiuto per svolgerlo (il dono dello Spirito): ma noi restiamo quelli di prima, fragili e peccatori. Se l’uomo è "capace di Dio", cioè di accogliere Dio in sé e di vivere in sé la vita e la grazia divina, lo è sia prima che dopo l’incarnazione.
Allora che cosa cambia con l’incarnazione? Mentre non cambia nulla nella nostra "essenza" (già la Genesi afferma che l’uomo è fatto a immagine e somiglianza di Dio), può cambiare tutto nel nostro modo di vivere la quotidianità.
Dio ha visitato noi, il suo popolo (Lc 1,68: "Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo"). E questa visita ci cambia, come cambia una persona quando riceve una visita piena di calore umano nel momento della sua debolezza e fragilità. E ciò lo comprendiamo riferendoci alla nostra capacità umana di essere consolatori ed anche capaci di essere consolati; di essere persone che gioiscono per una visita (come Elisabetta per la visita di Maria) che porta affetto e calore nei momenti di gioia, e olio di consolazione nei momenti tristi.
Ma c’è ancora di più: grazie alla visita di Dio alla nostra umanità, nella nostra umanità, diventa possibile chiederci che cosa farebbe Gesù al nostro posto in una determinata situazione. La risposta - sia che riguardi gli affetti, i rapporti umani, il lavoro, od anche i minimi aspetti della nostra vita -, grazie alla testimonianza del Vangelo può essere molto concreta, ed aiutarci ad affrontare con coraggio, speranza ed amore la nostra quotidianità.
La giusta prospettiva è allora quella di guardare all’uomo come "divino", e ciò già prima dell’incarnazione: Gesù non è venuto a fare un miracolo particolare, a trasformare l’umanità in qualcosa di diverso; non ha fatto un prodigio rendendoci diversi da quello che siamo, ma ci ha fatto scoprire la divinità che è già dentro di noi, insegnandoci a vivere pienamente la nostra umanità.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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