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50 anni fa la prima equipe missionaria diocesana in Africa

Una celebrazione di ringraziamento presieduta dal vescovo Carlo in programma domenica 8 gennaio alle ore 16 in cattedrale

Parole chiave: Costa dìAvorio (1), missione (110)
50 anni fa la prima equipe missionaria diocesana in Africa

Cinquant’anni fa, era l’8 gennaio 1973, la prima equipe missionaria della diocesi di Gorizia raggiungeva la missione di Kossou, in diocesi di Bouakè, in Costa d’Avorio.
L’equipe era formata da tre suore della Provvidenza (suor Pieralba Bianco, suor Fidenzia Martini e suor Dores Villotti), dal missionario del Pime padre Gennaro Cardarelli, da due sacerdoti diocesani (don Gioacchino Raugna e don Luciano Vidoz) da tre laici (l’infermiera Gianna Pradel, Giuseppe Burgnich e Luciano Vidoz che già si trovava in Africa, presso fratel Silvestro a Goundi in Alto Volta).
Il primo gruppo di missionari era accompagnato dalla Superiora Generale delle suore della Provvidenza, suor Spes Alma Rigotti e da chi scrive.
Due giorni dopo, il giorno dell’Epifania, nella cattedrale di Gorizia, l’arcivescovo Pietro Cocolin dava loro il mandato missionario davanti ad una moltitudine di fedeli accorsi da tutta la diocesi. E una moltitudine di persone, il giorno dopo, 7 gennaio, aveva salutato la prima equipe invadendo le piste dell’aeroporto di Ronchi da cui si imbarcavano per Roma e poi per Abidjan.
Arrivati a Kossou i missionari ebbero la sorpresa di trovare la bella chiesa realizzata dall’Impregilo negli anni che stava costruendo la diga.
La prima pietra della chiesa era stata benedetta dall’arcivescovo Pietro Cocolin nel tardo pomeriggio del 25 gennaio 1970, giorno in cui benediva e inaugurava il villaggio lebbrosario di Manikro, L’Impregilo aveva lasciato in dono alla missione alcune delle case che erano state in dotazione alle maestranze del cantiere. E così fu facile l’accasamento dell’equipe.
Va ricordata e rimarcata la particolare esperienza a cui si dava vita. La collaborazione tra una diocesi, Gorizia, un Istituto missionario, il Pime di Milano, e una congregazione religiosa, le suore della Provvidenza. Questa esperienza era dovuta alla volontà della Superiora Generale delle Suore della Provvidenza, suor Spes Alma Rigotti, e al vescovo Pietro Cocolin.
Questa esperienza si ripetè tre anni dopo quando una seconda equipe, a similitudine di quella di Kossou, si installa a Nimbo, nella periferia di Bouakè, nel dicembre 1975, dando vita alla seconda missione diocesana.
Oggi celebriamo i 50 anni di una iniziativa che è stata prodromo di tante iniziative di cooperazione missionaria che si è svolta e si svolge ancora tra la nostra diocesi e le diocesi sorelle della Costa d’Avorio e del Burkina Faso, Ed è bello e doveroso che il nostro arcivescovo, Carlo Maria Redaelli, renda grazie al Signore nella liturgia che celebrerà assieme ai sacerdoti "Fidei donum" ed ai sacerdoti ospitati in diocesi, proprio l’8 gennaio, nella cattedrale alle ore 16.
Rivivendo questi 50 anni un doveroso e grato ricordo a chi della prima equipe non è più tra noi: suor Pieralba Bianco, padre Gennaro Cardarelli, don Luciano Vidoz e il missionario laico di Ruda, Giuseppe Burgnich.

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