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Messico: terza ondata che spaventa

Da metà giugno il numero dei contagiati ha ricominciato a crescere. In questa fase ad essere infettate sono soprattutto persone sotto i 45 anni di età

Parole chiave: don aldo Vittor (6), Messico (9)
Messico: terza ondata che spaventa

Un anno fa incontravamo don Aldo Vittor, missionario con la comunità di Villaregia alla parrocchia di Cristo Rey di Texcoco, nella periferia di Città del Messico, il quale ci raccontava la drammatica situazione vissuta dal Paese, in particolar modo dalle fasce più fragili, fortemente colpite tanto dal punto di vista della salute, quanto sociale ed economico.
Negli scorsi giorni abbiamo potuto ricontattarlo e ci ha aggiornato sulla situazione che, dopo un periodo di miglioramento, torna a dare segnali preoccupanti.

Aldo, proprio un anno fa ci eravamo incontrati, con il Messico nel pieno della pandemia e tutti i problemi sociali ad essa collegati.
Un anno fa si sentiva molto di più parlare anche delle situazioni in altri Paesi, europei e non; oggi molto meno. Quale situazione, quindi, vive ora il Paese? Qual è la situazione sanitaria?
In questo momento in Messico si sta vivendo una terza ondata di contagi, dovuti all’arrivo della variante Delta. Dopo i primi tre mesi del 2021, che sono stati in assoluto i peggiori dall’inizio della pandemia, avevamo vissuto una lenta discesa dei contagi fino ad arrivare a una situazione di semaforo verde per quasi tutti gli stati del Messico. Ma da metà giugno il numero dei contagiati ha ricominciato a crescere. È notizia di questi giorni che, in meno di una settimana, si è passati a semaforo giallo e adesso ad arancione. In questa fase i contagiati sono soprattutto persone sotto i 45 anni di età. Anche nella nostra missione una missionaria e vari collaboratori si sono ammalati, per fortuna in forma lieve. Adesso stanno già tutti bene. Anche tra i parrocchiani c’è stato un aumento degli ammalati.
La situazione negli ospedali non è critica come nei primi mesi dell’anno ma per l’aumento improvviso di ricoverati in queste ultime settimane si è dovuto innalzare nuovamente il semaforo epidemiologico. Se il tasso di crescita dei contagi continuerà ed aumenterà il numero dei ricoverati probabilmente di ritornerà a semaforo rosso.
Riporto alcuni dati ufficiali per comprendere la portata dei contagi in questo Paese: il Ministero della Salute messicano questa domenica ha riportato 108 nuovi decessi per Covid-19 per un totale di 238.424. Ma all’inizio di luglio, lo stesso governo messicano ha riconosciuto che i decessi associati al Covid-19 sono in realtà più di 350.000 dopo un’analisi dei certificati di morte. Inoltre, le autorità sanitarie stimano che il numero effettivo di infezioni sia 2.942.593, sempre secondo il rapporto di domenica.

A livello economico pesanti erano state le ricadute sui "lavoratori informali". C’è stata una ripresa delle attività? Quanto bisogno c’è ancora di interventi umanitari?
La situazione economica incerta causata dalla pandemia continua, anche se non con la gravità dell’anno scorso. Grazie a Dio non ci troviamo più in quella grave crisi che richiedeva interventi umanitari immediati, come la distribuzione di alimenti che abbiamo dovuto organizzare lo scorso anno. Le persone si inventano mille modi per tirare avanti, soprattutto quella grande parte della popolazione che vive di lavoro informale. È prevista una ripresa economica anche se l’arrivo di questa terza ondata del Covid-19 spaventa un po’.
La percezione comunque è di una economia che in generale è molto fragile e lo viviamo anche noi a livello parrocchiale, dove per vari mesi dell’anno abbiamo faticato a garantire gli stipendi della segretaria parrocchiale e dei collaboratori.

In Europa - Paese più Paese meno - la campagna vaccinale prosegue piuttosto bene. Anche qui però ciò che accade "al di fuori" è piuttosto fumoso. Com’è l’accesso ai vaccini nel Paese?
Il Messico ha avviato con sufficiente celerità la campagna vaccinale, anche se questa è stata fatta con l’uso di diversi tipi di vaccini, alcuni dei quali non approvati in Europa. Inizialmente si è cominciato con quelli cinesi, per poi procedere con tutti quelli che arrivavano nel Paese. Attualmente in Messico si stanno applicando: AstraZeneca, Sputnik V, CanSino Biologics, Sinovac e Pfizer-BioNTech.
Questi sono i dati del numero di vaccinati aggiornati a questa domenica: 1ª dose amministrata: 41.539.250 (36,9% della popolazione).
2ª dose amministrata: 23.602.901 (21,0% della popolazione).
In generale possiamo dire quindi che la campagna vaccinale sta proseguendo anche se rimane ancora una grande fetta della popolazione che deve essere immunizzata.

Per il resto, come procede la vita nella vostra parrocchia? Come proseguono i vari progetti da voi messi in atto (cure dentali, sostegno psicologico, attività per ragazzi, ecc…)
Con il passaggio a semaforo verde, prima della terza ondata, a livello parrocchiale si è potuto ricominciare con qualche attività. La partecipazione alla messa è aumentata e si sono potute svolgere le prime comunioni e le cresime, mantenendo sempre le misure di sicurezza.
Proseguono anche i vari progetti di cui vi parlavo lo scorso anno. Il piccolo centro medico, con il servizio dentistico ha ripreso a lavorare quasi al 100%, ed abbiamo avviato il servizio di appoggio psicologico. Abbiamo predisposto un ambiente per i dialoghi e avviato una collaborazione con un centro di aiuto psicologico oltre alla formazione ricevuta presso il Centro di Protezione dei Minori della Università Pontificia del Messico. Varie persone attualmente hanno potuto ricevere aiuto in tal senso, dimostrandosi questo servizio molto importante in un contesto sociale caratterizzato da una forte violenza famigliare aggravato dalla pandemia.  Abbiamo potuto organizzare anche un incontro di formazione per i genitori dei bambini che partecipano alla catechesi sul tema: Cura della salute sessuale e prevenzione dell’abuso sessuale a bambini e bambine.
Nel centro giovanile "San Felipe de Jesus", anche se in numero ridotto, sono state riattivate le attività con i corsi per bambini e ragazzi, nel rinnovato campetto, la cui ristrutturazione è stata finanziata da un progetto presentato alla regione Friuli-Venezia Giulia.
A questi si aggiungono anche i "talleres", laboratori per donne e ragazzi che hanno trattato di informatica, dolci, cosmetica, danza…
Oltre a questi progetti è astato anche avviato un percorso per la cura del creato, alla luce della Lettera Enciclica Laudato sì del Santo Padre Francesco sulla cura della casa comune. Sono state predisposte varie azioni in tal senso, come le predicazioni della quaresima sul tema della conversione ecologica.
L’ultima iniziativa che è nata è "l’orto comunitario", portato avanti da adolescenti e giovani dei nostri gruppi e il corso di coltivazione delle orchidee.

© Voce Isontina 2021 - Riproduzione riservata
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