Cormons - Gradisca d'Isonzo
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La cappella memoriale dei caduti della Grande Guerra

La sistemazione è avvenuta grazie al volontariato paesano: "lo spessore umano e civile di una comunità si lega alla capacità di non dimenticare"

Parole chiave: cappella (6), Grande Guerra (23), ristrutturazione (14)
La cappella memoriale dei caduti della Grande Guerra

Davvero preziosa e storica l’inaugurazione della Cappella-memoriale dei caduti militari e civili di Mossa della Prima Guerra mondiale. Un segno richiesto da tempo, anche per la rivisitazione, alcuni anni fa, della strage di civili della Zenta, perché come ogni guerra i morti sono sempre sia civili che militari.
Il tempietto si trova dietro la storica cappella cimiteriale del Baroni Codelli ed é stato rimesso a nuovo a cura dell’Amministrazione comunale, grazie anche ad un’idea caldeggiata da don Valter Milocco. Nessun richiamo al passato segnato da nostalgia, ma un monito e un segno che parli di pace, in riferimento a quell’inutile strage, come la chiamò Papa Benedetto XV. L’immagine del Beato imperatore Carlo presente sull’altare della cappella, sta a significare proprio questo anelito di pace, che dev’essere coltivato però dalla memoria che diventa strumento di educazione alla pace.
Nel suo intervento il Sindaco di Mossa, Elisabetta Feresin, ha espresso l’importanza che la memoria riveste all’interno di una Comunità e come lo spessore umano e civile di una Comunità si lega proprio nella sua capacità di non dimenticare. Il Sindaco ha continuato ricordando che la sistemazione della cappella è potuta avvenire anche grazie all’impegno del volontariato paesano. I nomi dei mossesi, civili e militari, caduti in guerra o morti profughi, o dispersi, è frutto di una ricerca volontaria, effettuata da un cittadino mossese che nell’archivio della Parrocchia di Mossa, anche col prezioso supporto di Mons. Greco, ha potuto verificare e ricostruire intere pagine genealogiche della nostra comunità.
E, prima della dedicazione della Cappella-memoriale ai morti della Comunità di Mossa durante il primo conflitto mondiale, l’ex parroco don Valter ha richiamato il silenzio durato oltre 100 anni in cui sono rimasti i nomi dei ragazzi che, siccome indossavano la divisa austro ungarica, sono stati "dimenticati " dalla storiografia ufficiale.
La numerosa partecipazione della cittadinanza all’evento, svoltosi domenica scorsa subito dopo la santa Messa celebrata da don Moris insieme a don Valter, ha dimostrato l’esigenza e l’importanza del recupero della memoria del proprio passato.

© Voce Isontina 2018 - Riproduzione riservata
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