Cormons - Gradisca d'Isonzo
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Cormòns: aperta a Rosa Mistica la Porta della Misericordia

Folla di fedeli nel santuario alla celebrazione presieduta dall’arcivescovo.

Parole chiave: Porta della Misericordia (6), Rosa Mistica (4), apertura (9)
Cormòns: aperta a Rosa Mistica la Porta della Misericordia

La terza porta diocesana della misericordia di quest’anno giubilare è stata aperta lunedì scorso nel santuario di Rosa Mistica.
Ed è stata per la comunità cormonese e in particolare per le Suore della Provvidenza una giornata di festa: le campane della chiesa di Rosa Mistica hanno iniziato a suonare un’ora prima della messa e ogni quarto d’ora hanno fatto sentire i loro rintocchi. E la chiesa si è gremita ben presto nonostante la giornata feriale e ingrigita dalla pioggia.
E stata aperta anche la porta centrale è stata aperta per permettere ai tutti i fedeli di seguire la celebrazione presieduta dall’arcivescovo Carlo Maria Redaelli presenti con il parroco monsignor Paolo Nutarelli anche 13 sacerdoti provenienti da diverse parrocchie del decanato  e di altre realtà della diocesi.
Una cerimonia semplice, ma pregnante che è iniziata proprio con l’apertura della porta della misericordia - una porta che porta direttamente nel presbiterio - avvenuta pochi minuti dopo le 10 da parte dell’arcivescovo e proseguita con la messa accompagnata con i canti della corale Sant’Adalberto.
All’omelia monsignor Redaelli ha suggerito "come percorso per lasciarci avvolgere dalla misericordia di Dio quello di riflettere sulla porta riflessione", una meditazione che ha ripreso la sua prima Lettera pastorale alla diocesi in occasione della lettera apostolica di Benedetto XVI "Porta fidei". Tenendo conto delle letture della messa - dal libro del profeta Ezechiele e dal vangelo di Giovanni - l’arcivescovo ha invitato "a riflettere su tre porte: la nostra porta personale, quella di Dio e la porta della Chiesa".
La porta personale è "quella del nostro cuore. Il cuore, inteso in senso spirituale, è la sede della nostra identità, della nostra volontà, dei nostri affetti, dei nostri desideri, del nostro amore". Citando la Bibbia l’arcivescovo ha sottolineato come fuori della porta ci sono due soggetti che vogliono prendere possesso del nostro cuore: il primo è il peccato "accovacciato alla tua porta, che cerca di insinuarsi dentro di noi  proponendoci una via alternativa alla volontà di Dio per realizzarci, per raggiungere la gioia". Il secondo è Gesù che "non è accovacciato, non tenta sotterfurgi, non cerca di ingannarci con promesse illusorie" perché "Gesù sta in piedi alla porta del nostro cuore, bussa e non la sfonda perché rispetta le nostre libertà. Bussa con la sua parola, che va accolta nel cuore e non solo ascoltata con le orecchie. Non ci propone una relazione ambigua. istintuale come quella con il peccato, ma un rapporto libero come due commensali che condividono lo stesso cibo e entrano in comunione profonda".
La seconda porta è quella di Dio, "una porta dalla cui soglia scruta la strada attendendo il ritorno del figlio e allora, appena lo vede, ne ha compassione, gli corre incontro, gli si getta al collo e lo bacia per poi rivestirlo del vestito più bello.
Infine c’è la porta della Chiesa. E qui il vescovo ha invitato la comunità a  uscire da questa porta "non per fuggire, ma per incontrare le persone lì dove si trovano, soprattutto quelle più in difficoltà. Una Chiesa in uscita, appunto, come spesso dice papa Francesco".
Al termine della messa l’arcivescovo con i celebranti è ripassato per la Porta seguito da un gruppo di suore e poi dai fedeli. La Porta della misericordia di Rosa mistica resterà aperta fino al 2 febbraio, quando nel santuario si celebrerà la giornata giubilare della vita consacrata.
Ogni giorno, nell’arco della giornata saranno presenti in chiesa sacerdoti per la riconciliazione.
La giornata di lunedì, che è coincisa con l’inizio del tradizionale Ottavario di preghiere, si è conclusa con la celebrazione dei Vespri solenni. Poi ogni venerdì fino a giugno il santuario diventerà Oasi per la misericordia.
Il giubileo della misericordia vuole pure arrivare anche alla concreta realizzazione di alcune opere. La diocesi isontina ne ha indicate tre, che sono state ricordate all’inizio della celebrazione da don Arnaldo Greco, delegato arcivescovile per l’Anno santo. Le offerte raccolte durante la messa saranno destinate al fondo sociale permanente per aiutare le famiglie in difficoltà, per la realizzazione di altri due empori di solidarietà a Cormons e a Gradisca e all’apertura di un punto di ascolto  per le famiglie.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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