Cormons - Gradisca d'Isonzo
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Angelica ha ripreso a suonare

Il battesimo della campana del cimitero del paese

Parole chiave: Angelica (1), campana (30)

Somenica scorsa la comunità di Mossa ha avuto la gioia di riascoltare, dopo tanto tempo, la voce della campana che troverà posto sul campanile a vela della cappella del cimitero a coronamento della recente opera di recupero dell’edificio dedicato ai Caduti.
L’Amministrazione comunale ha infatti deciso, con la collaborazione della parrocchia ed il prezioso supporto dell’Associazione suonatori campane "Grup culturâl furlan Scampanotadôrs Mossa" di intervenire sul sacro bronzo affinchè potesse essere risentita la sua voce.
È uno dei tanti segni che il Comune in questi anni ha realizzato per valorizzare i segni della fede che fanno parte della storia e della cultura del paese.
Alla fine della santa messa delle 10, celebrata da don Moris, si è svolto il rito del battesimo della campana, con tanto di padrino e madrina, rispettivamente Matteo Medeot - scampanotadôrs - e Giuseppina Kodermaz - figlia del decano degli scampanotadôrs del paese, scomparso nelle scorse settimane: alla campana è stato imposto il nome di Angelica a motivo della scritta incisa in latino che richiama un versetto dell’Angelus: "Et Verbum caro factum est".
Ci sono molte ipotesi sulla storia di questa storica campana ma l’importante è che da ora in poi accompagnerà con i suoi rintocchi nuovamente i momenti di dolore della comunità, esprimendo però nello stesso tempo la consolazione ricordando che l’Amore del Padre accoglie tutti nel suo abbraccio: "Dio ha posto in mezzo agli uomini la sua tenda - è stato scritto nello stampato distribuito a tutti nell’occasione - e lanciato un ponte fra la terra ed il cielo e, in Gesù cristo, suo Figlio, ci ha garantito che la morte è vinta per sempre, perchè l’Amore è più forte della morte! Con il suo suono argentino e gentile, Angelica ricorderà in ogni momento l’Amore di Dio per l’uomo e che l’ultima dimora per il credente sarà non la terra ma l’abbraccio del Padre celeste che prenderà per mano tutti ed introdurrà ad una vita senza fine".

La storia
Da un attento controllo e dalle verifiche di suono per l’elettrificazione, è emerso che l’anno di fusione della campana è il 1613, data incisa su di essa e che ha permesso di constatarne il valore storico della stessa, considerato che venne fusa 406 anni fa. La nota musica è un Do diesis o Re bemolle, il diametro è di 327 mm, l’altezza totale di 430 mm ed il peso di 23,9 chilogrammi.
Di questa campana non si conosce il fonditore ma comunque si nota la forma allungata della stessa, diversa dalle campane attuali che presentano una forma più tozza e corta. L’apparato decorativo è abbastanza scarno per l’epoca (è presente solo un’immagine della Madonna con Bambino) e mancano le decorazione raffinate che hanno iniziato a comparire sulle campane solo in epoca rinascimentale.
Come detto, si evince nella parte superiore la scritta in latino "Et Verbum caro factum est ed habitavit in nobis" ("Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi").
Non risultano alcun dato negli archivi storici che faccia comprenderne l’origine, si ipotizza che, prima di essere installata nel cimitero di Mossa, potrebbe essere stata collocata sul campanile a vela del Santuario di Santa Maria Regina dei Popoli del Preval (da una foto del 1906, guardando il campanile a vela, la campana più grande è identica ad Angelica come forma e ad occhio anche come peso ed essendo, appunto, la maggiore del concerto probabilmente suonava l’inizio del giorno, mezzogiorno ed alla sera l’Ave Maria a chiusura della giornata).
Un’altra ipotesi afferma che poteva essere collocata sul campanile della Pieve di Zenta, come campanella che avvisava, all’epoca, l’inizio dell’orario scolastico giornaliero, come altre campanelle presenti ancora oggi su tanti campanili della zona.
Ricollocata al suo posto, sul campanile della cappella del camposanto di Mossa, Angelica ha ripreso a suonare all’arrivo dei funerali in cimitero, ogni sera per ricordare i fedeli defunti che lì riposano ed anche per gli altri mossesi e caduti dispersi o seppelliti altrove; i suoi rintocchi segnano, inoltre, le due giornate dedicate al ricordo dei Santi e dei Defunti, il 1° e 2 novembre.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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