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Allacciamenti fognari entro la fine di aprile

Circa 400 i residenti della Bassa Friulana che devono provvedere all’intervento nelle prossime settimane: un centinaio i destinatari da parte del Comune di Cervignano di un ulteriore sollecito

Parole chiave: sistema fognario (1), allacciamento (3)

Nella Bassa friulana sono 400 i residenti, dei quali la metà abitano a Cervignano, che non si sono ancora allacciati alla fognatura e il Comune sta per far partire l’ordinanza, perché entro la fine di aprile sarà necessario provvedere.
A Cervignano vi sono molti interventi per realizzare una rete fognaria che consenta di risolvere definitivamente il problema ambientale. Ricordiamo, infatti, che la questione legata agli allacciamenti ha portato la Bassa friulana a essere oggetto d’infrazione da parte della Comunità europea. Vi sono due situazioni, con la prima che vedono i lavori per la posa delle tubazioni nelle arterie prive di sistema o con tipologia di acque miste; nella seconda è in corso l’iter autorizzativo affinché nelle vie con una rete fognaria realizzata già da parecchi anni si possa completare l’allacciamento fognario delle singole abitazioni.
Delle oltre 400 famiglie interessate, il 75 per cento dei residenti ha già avviato la procedura. Le restanti famiglie, un centinaio, riceveranno da parte del Comune un ulteriore sollecito.
Nel mese di maggio sarà inviata una comunicazione, cosiddetta di avvio procedimento preordinato a un’ordinanza, che consentirà di mettersi alla pari entro e non oltre 30 giorni.
Il Cafc (Consorzio dell’acquedotto del Friuli Centrale) attiverà, tramite i propri tecnici, uno sportello per fornire gli adeguati chiarimenti agli utenti. Se, anche trascorsi i trenta giorni, dovessero emergere delle situazioni inadempienti, il Comune emetterà delle ordinanze sulla base delle quali ci sarà l’obbligo di inoltrare, entro 90 giorni, domanda di allacciamento.
Sarà necessario eseguire l’allaccio entro due anni. I cittadini potranno richiedere il contributo regionale per l’abbattimento dei costi sostenuti e, per poterlo fare, dovranno risultare proprietari o comproprietari dell’immobile e avere un Isee inferiore a 29 mila euro. Il contributo è concesso nella misura del 50 per cento della spesa, fino a un massimo di 1.250 euro, iva inclusa. Attualmente le acque reflue vengono scaricate in parte nei fossati e in parte, tramite il sistema fognario, nei fiumi. Il sistema fognario, inoltre, è di tipo misto e ciò non consente una corretta depurazione.
In futuro, invece, le acque nere saranno raccolte e convogliate al depuratore di San Giorgio di Nogaro.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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