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Messico: violenza e secolarismo

Insegnare che gli affari connessi al traffico di droga non sono compatibili con il Vangelo diventa causa di persecuzione

Parole chiave: Messico (8), cristiani perseguitati (13)
Messico: violenza e secolarismo

Il Messico è entrato nella World Watch List 2015 (WWL) raggiungendo la posizione numero 38.
Una situazione causata dalla progressiva espansione del crimine organizzato che ha fatto registrare molti incidenti aventi i cristiani come obiettivo.
Le fonti di persecuzione: corruzione organizzata, antagonismo tribale, secolarismo intollerante coesistono in parti differenti del territorio messicano.
La sovrapposizione di queste distinte fonti di persecuzione spingono verso l’alto il punteggio di questo paese.

Fonti di persecuzione
In questo momento il Messico è un paese che sta subendo un attacco frontale da parte del crimine organizzato. In certa misura sta vivendo l’esperienza della Colombia dei durissimi anni ’90. Negli anni più recenti le più importanti basi del crimine legato al commercio della droga e le sue connessioni con il traffico di stupefacenti si sono spostate dalla Colombia all’America Centrale e Messico.
Le organizzazioni criminali e i cartelli della droga prendono di mira i cristiani perché vedono le Chiese come centri di ricavo (perpetrando estorsioni) e perché le stesse supportano programmi per la riabilitazione di persone con dipendenza dalla droga e dall’alcol. Come riportato da un notevole numero di testimoni, le organizzazioni criminali non esitano a usare violenza pur di proteggere i loro interessi.
Le Chiese sono viste come diretta minaccia al loro potere perché insegnano che gli affari connessi al commercio e al traffico della droga non sono compatibili con l’insegnamento del Vangelo e tendono a chiedere lealtà e fedeltà ai principi evangelici, e quest’ultime non sono compatibili con l’atteggiamento totalitario di questi gruppi mafiosi.
Le comunità locali negli Stati del sud del Messico sono guidate da tradizionali "leggi di usi e costumi" per obbligare tutti i membri della comunità ad adottare uno stile di vita omogeneo. Non appena i membri della comunità accettano una religione diversa, la legge degli usi e costumi diventa il cappio che minaccia la loro stessa esistenza. Recentemente si è registrato un considerevole aumento della pressione sui cristiani nelle aree tribali, principalmente cristiani evangelici e pentecostali e in misura minore anche sui presbiteriani.
Specialmente nei piccoli villaggi rurali negli Stati del sud del paese i cattolici continuano a mescolare il cattolicesimo con antiche credenze pagane indiane; coloro che seguono questa sincretica forma di cattolicesimo contrastano con insistenza i cristiani e promuovono fra gli abitanti dei villaggi la convinzione che i cristiani stiano tentando di indebolire la cultura tradizionale.
I cristiani dunque vengono condannati, incarcerati, picchiati e addirittura alcuni assassinati per la loro fede.
Vi è poi un diffuso secolarismo intollerante: tale fonte di persecuzione corrisponde a una vera e propria persistente spinta da parte di organizzazioni multilaterali e ONG allo scopo di rimuovere tutti i valori cristiani dalla sfera pubblica, in particolare dal sistema pubblico di istruzione.
Questo tipo di legislazione liberale effettivamente riduce la libertà dei cristiani di esprimere liberamente la propria fede nella sfera pubblica.
Da questa fonte, lo stile di vita cristiano viene spesso ridicolizzato.

La situazione
La violenza estrema, che include l’omicidio, estorsione e rapimenti, crea paura e forza i cristiani e le Chiese a tenere un profilo basso. Queste minacce costanti, in alcune aree, rendono il normale svolgersi della vita della chiesa pressoché impossibile.
I cristiani che rifiutano di pagare il denaro richiesto dalle organizzazioni criminali sono costretti a chiudere la loro chiesa o a non poter svolgere la propria attività economica, diversamente andrebbero incontro a violente rappresaglie.
Le loro case vengono attaccate e qualcuno viene anche ucciso.
Nel periodo considerato (dall’1 novembre 2013 al 31 ottobre 2014), almeno 15 cristiani sono stati assassinati per queste ragioni da parte delle della corruzione organizzata.
Anche un numero importante di chiese sono state attaccate.
Nelle comunità indigene, i convertiti dalla religione tradizionale sono spesso vittime di violenza o distruzione delle proprie case: molti sono costretti a scappare dalla propria dimora.

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