Sportello di orientamento legale: una risposta fondamentale

Trovarsi da soli in un Paese che non è il proprio, con una lingua ancora tutta da imparare e una burocrazia difficile da comprendere e da sbrogliare. È quello che accade ogni giorno a migliaia di migranti nel mondo, compresi quelli che si trovano a transitare o che decidono di rimanere a Gorizia e nell’isontino.Gestire da soli tutte queste novità non è semplice e, per rispondere alle crescenti domande di sostegno e consulenza che gli ultimi mesi del 2022 avevano visto sopraggiungere, la Caritas diocesana di Gorizia ha scelto di aprire uno Sportello informativo e di Consulenza legale riservato a migranti, richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale o speciale ma che non rientrano nei circuiti di Accoglienza Straordinaria ministeriale.Lo sportello – che ha sede presso gli spazi della Fondazione Contavalle di via Garzarolli 131 a Gorizia (che si conferma ancora una volta come vera “Casa della Solidarietà”) – è realizzato in collaborazione con il Consiglio Italiano per i Rifugiati – CIR Onlus, organizzazione umanitaria indipendente ma dal carattere nazionale, da tempo è impegnata nella difesa dei diritti dei rifugiati e dei richiedenti asilo, presente anche sul territorio isontino con un’esperienza ormai più che decennale.Il servizio è reso possibile grazie, ancora una volta, all’insostituibile sostegno dato dai Fondi 8xmille della Chiesa cattolica messi a disposizione dell’Arcidiocesi di Gorizia per le opere di carità: attraverso la firma apposta nella propria dichiarazione reddituale (per maggiori informazioni è possibile visitare il sito www.8xmille.it), numerosissime persone stanno proprio ora sostenendo Caritas diocesana e CIR nell’offrire un servizio che, negli ultimi anni, era venuto a mancare ma del quale le svariate richieste hanno sottolineato la necessità.Insieme quindi si sta andando a coprire un “vuoto” informativo, offrendo un supporto non solo professionale e coordinato ma che viene realizzato grazie ad una comunità attenta alle necessità di tutti, capace di “ascoltare” e non soltanto “sentire” le difficoltà che emergono sul territorio.

Le modalità di accessoCome accennato, il servizio di consulenza legale è riservato a migranti, richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale o speciale sul territorio di Gorizia e al di fuori del circuito di accoglienza ministeriale. Questi possono accedere alla consulenza su appuntamento, contattando gli uffici di Caritas diocesana – incaricata di raccogliere i contatti e curare l’agenda – allo 0481 525188 interno 5, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18.Verrà così incrociato e concordato, in base alle disponibilità di giorno e ora fornite da un lato dagli operatori, dall’altro dall’utente, un appuntamento nel quale la persona potrà presentare tutte le domande e i dubbi che riguardano le sue pratiche legate ai permessi di soggiorno e la richiesta dello status di rifugiato, ricevendo un’assistenza professionale e qualificata.

I primi datiNel suo primo trimestre di apertura – da febbraio ad aprile 2023 – lo Sportello di orientamento legale ha accolto le richieste di 18 migranti, offrendo un totale di 34 colloqui approfonditi.I cittadini che maggiormente hanno avuto necessità di orientamento sono di nazionalità egiziana e pakistana ma si sono rivolti allo Sportello anche migranti provenienti dal Marocco e dall’Algeria.Ciò che finora le persone che si sono rivolte al servizio hanno richiesto maggiormente sono state consulenze sull’iter della loro richiesta di asilo politico, sulla possibilità di beneficiare del sistema di accoglienza per i richiedenti asilo gestito dal Ministero dell’Interno – che sul territorio coinvolge in particolare il CARA di Gradisca d’Isonzo, il Centro “Nazareno” di Gorizia e Centri di Accoglienza Straordinari – e sull’eventualità di poter presentare un ricorso, nel caso in cui fossero risultati destinatari di un decreto di espulsione.I già titolari di una protezione internazionale (il cosiddetto “asilo politico”) hanno maggiormente richiesto invece consulenze su come poter ottenere il permesso di soggiorno e informazioni sull’eventuale possibilità di beneficiare del Sistema di Accoglienza Immigrati del Ministero degli Interni, programma specifico che offre un percorso di inclusione sociale e lavorativa ai migranti già riconosciuti meritevoli di protezione.

Le riflessioni“Quella messa in campo insieme a Caritas diocesana è un’esperienza molto positiva – ha commentato l’avvocato Tamara Amadio di CIR Onlus Gorizia -.Lo sportello è stato attivato per dare risposte realmente concrete a delle criticità presenti sul territorio e alle difficoltà e ritardi relative al sistema di protezione internazionale e di accoglienza.Attraverso questo servizio, nel corso di questi primi mesi di attivazione, si è potuto dare risposta anche a casi delicati e complessi, offrendo supporto e, soprattutto, soluzione alle situazioni di molteplici persone, spesso le più vulnerabili, che hanno potuto trovare finalmente accoglienza all’interno degli spazi ministeriali.Alcuni esempi hanno coinvolto alcuni minorenni che, essendosi inizialmente identificati come maggiorenni, erano rimasti al di fuori dei circuiti di accoglienza; abbiamo sostenuto un ragazzo con disagio psichico, ma anche alcuni neomaggiorenni che non erano stati adeguatamente accompagnati nei percorsi possibili per l’ottenimento del permesso di soggiorno per gli adulti.Per tutti è stata trovata soluzione e questo è davvero un grande risultato”.”Grazie ai Fondi 8xmille è stato possibile far uscire queste persone da un momento di impasse relativa alla propria accoglienza – ha spiegato la dottoressa Valentina Busatta, responsabile dell’Area Promozione di Caritas diocesana Gorizia -.Senza l’attivazione dello Sportello di orientamento e senza il contributo dei Fondi, probabilmente ora si sarebbero trovate ancora senza una meta e senza dimora, andando ad aggiungersi e ad aggravare la situazione di emergenza vissuta durante l’ultimo inverno, che ha visto la creazione in diocesi di ben due punti di accoglienza notturna straordinaria per offrire riparo ai numerosi richiedenti asilo giunti sul territorio.Grazie all’attivazione dello Sportello, strumento sostanzialmente indispensabile, possono ora contare su professionalità specifiche e adeguate, che conoscono il territorio, le sue disponibilità e necessità.Non da ultimo queste professionalità esercitano, anche a nome di Caritas diocesana, un’azione di advocacy, comunicando e sollecitando agli enti preposti le situazioni e le dinamiche che si presentano, consentendo di “dare voce” a queste persone che si trovano sul nostro territorio.L’idea in prospettiva è infatti quella di arrivare, quanto più possibile in sinergia, a realizzare azioni sempre più strutturali, che vadano oltre l’ottica dell’emergenza, mettendo in campo interventi stabili, che prendono vita proprio dall’ascolto”.