Augurio per l’Avvento

Sabato scorso, 27 novembre, abbiamo celebrato la Giornata dell’Adesione.  Lo abbiamo fatto nella chiesa di Sant’Andrea alla presenza di una trentina di soci.Durante la celebrazione don Carlo ha acceso la prima candela della Corona dall’Avvento: in questo modo è iniziato il tempo di attesa e di speranza che ci porterà al Natale.Di domenica in domenica accenderemo tutte le altre candele. Paolo Coehlo, nella sua poesia “Le quattro candele”, ci ricorda che le candele sono la Luce che indica la vita, e sono un simbolo di Cristo, la Luce del Mondo. La prima candela rappresenta la Pace del mondo, la seconda la Fede, la terza l’Amore.La quarta candela è la Speranza, che resta sempre accesa e che può riaccendere le altre tre.Buon Avvento 2021 dall’UNITALSI di Gorizia.Sandro Marega

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L’Immacolata

Avete presente la grattugia, quella per grattugiare il grana o la scorza di limone? Tutto bene fino a quando se ne fa uso, ma quando bisogna lavarla è sempre un supplizio. Passare con un panno o con la nuda mano il suo risvolto non problematico: è liscio, non frena le dita; ma liberare da tutti i detriti alimentari la parte anteriore, quella piena di dentini affilati, è sempre una lotta contro il martirio, una battaglia contro le lacerazioni del tessuto epidermico.Maria è stata un’approfittatrice. Ha approfittato della sua immacolata concezione (che non sapeva di esserle stata donata) per crearsi uno scudo, simile alla grattugia. Dal suo interno, attraverso “i forellini” poteva uscire tanto del bene. Ed il bene anche è uscito, prima di tutti quello della maternità umana e divina, storica e santa; ma anche il suo volontariato (Elisabetta), l’altruismo (Cana di Galilea), la compassione (sotto la croce), il dono di sé (Pentecoste). Viceversa il male non è entrato in Lei, nella sua vita, perché ogni peccato che in qualche modo volesse penetrare nella sua quotidianità doveva prendersela con i “dentini affilati” dello scudo. Nel timore di farsi male, il maligno ha preferito non insistere a macchiare quell’anima immacolata fin dal principio, ma ha retrocesso. Nel dono della vita, all’atto del concepimento, noi non siamo stati esonerati dal peccato originale, però il battesimo ha fatto la sua parte; noi non possiamo paragonarci a Maria nella sua concezione, ma lo possiamo fare nella sua vita sociale. Se lei è stata capace (con tutti i particolari aiuti che aveva dall’Alto) di creare intorno a se quello scudo, non potremmo provare altrettanto anche noi? Lasciare che dal nostro cuore escano l’amore, la condivisione, la solidarietà, la carità, il volontariato etc. e d’altra parte non dare al male, al peccato l’occasione di entravi?Celebrare la festa dell’Immacolata è per noi unitalsiani un richiamo alla nostra attenzione verso sé stessi e verso gli altri. Un’attenzione che non si esaurisce nella celebrazione dell’eucaristia festiva, nell’incontro fraterno intorno ad un tavolo, nello scambio degli auguri di Natale, ma deve diventare stile di vita. Siccome però sono certo che ognuno di noi già ha assunto nel corso della propria esistenza appunto questo stile di vita e nessuno di noi ha bisogno di iniziare ex-novo, l’occasione della festa dell’Immacolata diventa per noi uno sprono a non indietreggiare, a non perdersi d’animo. Infatti, il tumore maligno della pandemia non sono solo i contagi con conseguenti patologie o morte, quanto piuttosto un impoverimento di relazioni sociali e intra umane, la perdita del sapore dello stare insieme. L’individualismo è entrato nel nostro stile di vita e se ne è impossessato. La celebrazione del Natale, ormai prossima, NON sia occasione per uno scambio di auguri in lettere o in messaggi, ma incontro di quattro occhi che, seppure monchi di abbracci, riescono almeno a intrasentire cuore a cuore.don Carlo Bolčina