28 luglio 1914 - 28 luglio 2014

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Lo speciale sul centenario dello scoppio della Grande Guerra

In ambedue gli schieramenti coinvolti negli eventi bellici vi erano voci che parlavano di pace, anche in trincea, anche durante gli assalti alla baionetta.

Un secul ’l è passât dal annus horribilis, il 1914, che segna no dome l’inizi di un conflit di dimensions intercontinentâls (28 paîs cjapâts dentri e la mobilitazion di 65 milions di ons) e l’ "inutile strage", cussì definida dal Papa di alora, Benedet XV, ma ancja il prin inviar passât in trincea.

L'Associazione culturale "Isonzo"- Gruppo di ricerca storica di Gorizia, con la fondamentale collaborazione e supporto paritetico dell’ Associazione Prologo di Gorizia, propone uno sguardo - mediante un percorso espositivo corredato da riproduzioni di foto inedite, reperti e documenti originali - su come gli eserciti coinvolti nella Grande Guerra si preparavano a combattere più o meno inconsapevoli di quanto sarebbe accaduto dopo l’agosto 1914.

Cessate le battaglie, mentre la guerra non era ancora finita sulla linea del Piave, sulla nostra terra si vedevano centinaia di tombe sormontate da semplici croci; erano croci in legno di Caduti austroungarici che erano state precedentemente abbandonate e che si trovavano prevalentemente tra la sponda sinistra del fiume Isonzo e l’entroterra Carsico, dal ponte di Gorizia a San Giovanni del Timavo.

"Notiamo come, parlando della nostra specifica realtà, esista una lacuna dal punto di vista storico, in maniera particolare tra i ragazzi che, per ovvi motivi, non possono aver conosciuto direttamente questa nostra parte di storia"

È stato ricordato, con diverse cerimonie, il 28 giugno, l’anniversario dell’attentato all’arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo a Sarajevo che portò, di lì a un mese, alla deflagrazione della prima guerra mondiale (28 luglio 1914). In Austria si stanno svolgendo numerose manifestazioni commemorative: mostre sul tema, congressi scientifici, e anche la pastorale militare si dedica a più livelli alla "grande guerra". Christian Wagnsonner, esperto di etica militare, religione e violenza, presso l’Institut für Religion und Frieden (Istituto per la religione e la pace - Irf) di Vienna, partendo dalla memoria del conflitto riflette sulla pace e sul ruolo dell’Europa nella promozione di relazioni pacifiche tra le nazioni.

La frazione di Visintini, nel Comune di Doberdò del Lago, ospita un significativo monumento in ricordo dei caduti nella I Guerra Mondiale.