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Uno sportello per ottenere orientamento legale

L’iniziativa attivata dalla Caritas presso la sede di piazza S. Francesco, aperta ogni mattina dalle 10 alle 13: da marzo a settembre 91 i casi trattati di ascolto ed accompagnamento

Uno sportello per ottenere orientamento legale

Dal mese di febbraio 2019 presso la sede operativa della Caritas diocesana di Gorizia in piazza San Francesco, 1 ogni martedì mattina dalle 10 alle 13 è attivo lo sportello di orientamento legale per richiedenti asilo o cittadini extracomunitari titolari di protezione internazionale ospiti del dormitorio monsignor L. Faidutti della Caritas diocesana, che può contare sul supporto legale delle operatrici del CIR di Gorizia.
Dall’inizio di marzo a fine settembre di quest’anno lo sportello ha incontrato 91 persone offrendo loro un servizio di ascolto, orientamento e accompagnamento alla risoluzione dei problemi legali connessi alla richiesta di asilo o allo status di protezione.
Lo sportello riceve soltanto le persone ospiti del Dormitorio monsignor L. Faidutti di piazza Tommaseo a Gorizia gestito dalla Caritas diocesana. Da parecchi anni il dormitorio, infatti, accoglie richiedenti protezione internazionale che hanno già beneficiato dell’accoglienza prevista dalla normativa italiana e offerta del Ministero degli Interni o, per varie vicissitudini, ne sono rimasti esclusi.
Spesso le persone prese in carico hanno effettuato più accessi al servizio per richiedere consulenze connesse a diverse problematiche legali.

L’età
La maggioranza di coloro che si sono rivolti allo sportello, pari al 40,7%, ha un’età compresa tra i 18 e i 30 anni. La fascia di età, invece, tra i 31 e i 40 anni rappresenta il 35,2% degli utenti. Si osserva che la maggioranza di coloro che si sono rivolti al servizio di orientamento legale, pari al 75,8%, non supera i 40 anni di età.
Sono i più giovani che, infatti, tentano il viaggio per cercare un luogo migliore dove vivere, perché per raggiungere l’Europa c’è bisogno di notevoli forze fisiche e psicologiche per affrontare un tragitto in condizioni precarie con lunghi tratti a piedi, o nei container degli autotreni oppure in imbarcazioni fatiscenti.
Continuando nell’analisi delle classi di età si rileva che solo il 16,5% hanno un’età compresa tra i 41 e i 50 anni e soltanto 7 persone sono over 50 anni.

La provenienza
I luoghi di provenienza di coloro che si sono rivolti allo Sportello di orientamento legale rispecchiano i Paesi di origine dei migranti che percorrono la rotta balcanica. Il 75,8% hanno, infatti, la cittadinanza pakistana, seguono coloro che provengono dall’Afghanistan con il 18,7%. La voce altri Paesi ricomprende l’Iraq, l’India, la Nigeria, l’Etiopia e il Gambia.

I richiedenti asilo
La maggioranza di coloro che si sono rivolti allo Sportello di consulenza legale, pari al 40,7%, sono richiedenti asilo, in altre parole sono migranti, che arrivati nel nostro Paese, hanno fatto domanda di protezione internazionale in quanto si reputano perseguitati nel loro Paese di origine per diverse ragioni (convinzione politiche, fede religiosa, appartenenza etnica ecc.) e stanno attendendo di essere convocati dalla Commissione territoriale che ha il compito di valutare se sussistano effettivamente i requisiti per concedere una protezione internazionale.  Nel periodo di tempo in cui il migrante attende la convocazione deve preparare la sua storia di vita per dimostrare, anche con documenti ufficiali, il suo effettivo stato di perseguitato. Il 20,9% di questi ha già ottenuto la protezione sussidiaria: si tratta di persone che la Commissione ha ritenuto che potrebbero verosimilmente essere perseguitate se ritornassero nel proprio Paese. Il 14,3% delle persone rivoltesi al servizio di consulenza legale sono chiamati "dublinati": in altre parole stanno attendendo dall’Unità Dublino, presso il Ministero degli Interni, l’indicazione del Paese competente ad esaminare la loro richiesta di asilo.
Si tratta di migranti che hanno fatto domanda di protezione internazionale o sono stati foto segnalati in altri Paesi aderenti al trattato di Dublino . Tra gli utenti dello sportello di orientamento legale il 15,4% ha fatto ricorso avverso il diniego al riconoscimento della protezione emesso dalla Commissione, oppure avverso la decisione dell’Unità Dublino che ha individuato un altro Stato competente per la loro richiesta di asilo. 3 persone si sono rivolte allo sportello nel momento in cui hanno ricevuto il diniego dalla Commissione.
Infine altre 3 persone hanno già ottenuto lo status di rifugiato.

Le richieste
Quali sono le richieste che lo sportello di orientamento legale ha raccolto? La richiesta più frequente, pari al 45,5% riguarda un contatto con la Questura di Gorizia per poter avere notizie sull’emissione o sul rinnovo del permesso di soggiorno, o sull’iter della loro richiesta di asilo, oppure riguardo la procedura della loro pratica Dublino.
Il 41,8% degli utenti hanno richiesto una dichiarazione di ospitalità finalizzata all’emissione o al rinnovo del permesso di soggiorno, poiché un migrante per ottenere il permesso di soggiorno deve presentare una dichiarazione di ospitalità dove attesti il suo domicilio. Il 27,5%, di coloro che si sono rivolti al sportello di orientamento legale, hanno richiesto di contattare la Commissione Territoriale o Nazionale per il riconoscimento dello status di rifugiato per conoscere la data della convocazione all’audizione o per sapere se è già stata depositata la decisione riguardo alla loro richiesta. Un altro 28,6% ha richiesto di contattare il proprio legale per verificare lo stato della pratica di ricorso al diniego della Commissione o alla decisione dell’Unità Dublino oppure per altre questione legale. 15 persone, pari al 16,5% del totale degli utenti, hanno richiesto un contatto con la Prefettura di Gorizia per verificare la situazione della loro richiesta di asilo.
Un’altra prestazione, richiesta dal 20,9% degli utenti, è stata quella di contattare il Servizio Centrale per poter chiedere di beneficiare del sistema di accoglienza governativo per le persone titolari di protezione internazionali denominato SIPROIMI .
Un altro 12,1% di coloro che si sono rivolti allo sportello hanno chiesto aiuto per problematiche sanitarie, che riguardano l’ottenimento del codice STP, nel caso in cui non avessero un permesso di soggiorno in corso di validità, oppure hanno chiesto informazioni su come accedere alle prestazioni sanitarie. Come si può vedere dal grafico numero 4 alcune persone hanno chiesto informazioni riguardo alla possibilità di esperire un ricorso presso Tribunale.
Lo sportello ha rilevato anche richieste di aiuto per essere reinseriti nelle strutture ministeriali di accoglienza per richiedenti asilo, come il CARA di Gradisca o i CAS. Infine alcuni migranti hanno richiesto aiuto nella ricerca di un’occupazione lavorativa.

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