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Una violenza crescente e preoccupante

Jurji Paljk, direttore di Novi glas, è stato pesantemente attaccato sul web per avere invitato a vaccinarsi

Parole chiave: vaccinazione (2), social (10), Jurji Paljk (1)
Una violenza crescente e preoccupante

Purtroppo sempre più di frequente i social - Facebook, Instagram, il più recente Tik Tok… - diventando una piazza pubblica dove sfogare le proprie frustrazioni e la propria rabbia.
Bullismo, sessismo, volgarità emergono tristemente tra i commenti di molti post; nel corso della pandemia ad essere spesso presi di mira sono gli articoli e i post pubblicati da quotidiani, riviste, settimanali, che riportano dati scientifici, avvenimenti e notizie legate al proseguire della situazione sanitaria e della campagna vaccinale.
A fare le spese di questa rabbia "virtuale" è recentemente stato il settimanale cattolico in lingua slovena Novi glas, diretto da Jurji Paljk, che abbiamo incontrato negli scorsi giorni.

Direttore, circa un mese fa Novi Glas è stato vittima di un pesante attacco sui social. Può raccontarci cos’è successo e da dove ha avuto origine il tutto?
Quando ci sono stati gli appelli alla vaccinazione, tanto da parte di papa Francesco che dal presidente Mattarella, che hanno parlato di questione etica, di responsabilità civile e morale, ho scritto un articolo per il nostro settimanale cattolico in lingua slovena, Novi glas, dal titolo "Vacciniamoci", dove ho ripreso le parole dei due e riportato dati scientifici, citando medici, ricercatori…
Abitualmente pubblichiamo molti dei nostri articoli anche sulla nostra pagina Facebook, ed è lì che è successo questo spiacevole episodio: il post è diventato, come si dice in gergo, "virale", ossia è stato ricondiviso e commentato molte volte; in poco tempo ha avuto più di 18.500 visualizzazioni, circa 300 commenti e di questi posso dire che il 90% erano negativi, a sfavore, derisori e offensivi, davvero di una violenza inaudita: vi si trovavano dalle bestemmie alle umiliazioni, non hanno risparmiato nemmeno i miei poveri defunti genitori; ne hanno scritte di tutti i colori: mi hanno dato del fascista, del comunista, del terrorista, venduto alle case farmaceutiche…
Mi è dispiaciuto molto per i miei figli, che hanno visto tirata in ballo la loro famiglia, i loro defunti nonni… queste persone non si fermano davvero davanti a niente.
Devo inoltre anche raccontare che, dopo la pubblicazione dell’articolo, abbiamo avuto anche una disdetta di abbonamento per mezzo di una lettera che ci accusava di essere "servi del capitalismo", "terroristi", e "faziosi".

Qualcuno ha forse cercato di prendere le vostre difese in tutta questa discussione?
Sì, ci sono state persone che si sono messe dalla mia e nostra parte, ma purtroppo anche queste sono state contrastate in maniera molto aggressiva e volgare.
Mi dispiace per tutte le offese che sono state rivolte anche a loro.
Sui social la situazione sta davvero degenerando; un esempio: è notizia solo di pochi giorni fa che la senatrice Tatjana Rojc ha dovuto fare una denuncia alla magistratura per pesanti offese ricevute su Facebook.

Come avete deciso di comportarvi durante questo "attacco mediatico"?
Abbiamo deciso di togliere solo due commenti, gli altri abbiamo voluto lasciarli tutti perché è giusto che la gente si renda conto di quello che succede, di quello che viene detto e scritto.
I commenti che sono stati eliminati non riguardavano propriamente pesanti offese o bestemmie, quelli sono stati lasciati - si qualificano da soli -; abbiamo tolto due commenti che deviavano il discorso su altri campi legati alla Chiesa e che in quel momento presentavano un astio che davvero non c’entrava nulla con la discussione già in atto sulla tematica delle vaccinazioni.
Per il resto, non ho voluto rispondere ai commenti e alle offese, non c’era nulla da rispondere.
Abbiamo subito avvisato la presidente della cooperativa Zadruga Goriška Mohorjeva, nostra editrice, ma la dottoressa Franca Žgavec ha deciso di non prendere provvedimenti legali per quanto accaduto.
Ho parlato inoltre anche con l’arcivescovo Carlo, anche lui molto preoccupato per questa violenza gratuita.

Dopo questo articolo preso di mira, ci sono stati altri episodi?
Nelle settimane successive sono ritornato con degli articoli sulla tematica, ma stavolta fortunatamente i pezzi non sono stati attaccati, o meglio, ci sono stati commenti anche negativi e pesanti, ma non in maniera virale come la volta precedente.
Noi continuiamo a mantenere una linea sobria.
Abbiamo anche ricevuto una lettera, un articolo scritto molto bene, senza offese di nessun tipo, da parte di un sacerdote che non appoggia la campagna vaccinale. Abbiamo voluto pubblicarlo - specificando che come Novi Glas noi abbiamo un altro tipo di pensiero - perché è giusto dare spazio anche ad un’idea che non rispecchia la nostra, se la discussione è educata e non offensiva. Purtroppo ci sono stati degli scontri verbali anche sotto quell’articolo, fa dispiacere…

Com’è stato vissuto tutto questo nella vostra redazione?
Non nascondo che eravamo molto preoccupati, anche perché non pensavamo, essendo una piccola realtà, di avere così tanta risonanza. È proprio questa violenza, verbale e non, a preoccuparci: queste fazioni sono davvero violente, a livello anche fisico -
in Slovenia negli scorsi giorni è stato appiccato un incendio ad una postazione vaccinale -.
I commenti sui nostri social erano sia da parte italiana che dalla vicina Slovenia, dove c’è forse ancora più ostilità e riluttanza nei confronti dei vaccini - a stento si arriva al 50% della popolazione vaccinata -.
Proprio la scorsa settimana il premier Sloveno Janša ha ribadito che la Slovenia non deve vedere altri lockdown e chiusure dei confini, non se lo può permettere; per evitare questo la linea è il rafforzamento del Green Pass e l’unica soluzione per contrastare i contagi è la vaccinazione.
Il Paese è sulla soglia della quarta ondata: i contagi sono nuovamente in salita e gli ospedali e le terapie intensive si stanno riempiendo di nuovo…

A suo avviso da dove sorge tutta questa rabbia? Non può essere tutto imputabile ai mesi chiusi in casa durante il lockdown…
Questa ostilità e sfiducia verso la scienza è legata, a mio vedere, anche alla lotta politica.
In Slovenia per esempio molti considerano l’attuale governo come il "male assoluto". Si crea così un mix, passatemi il termine, "bestiale".
Questa violenza contiene poi un mix di astio contro la scienza poiché, forse, non c’è stata una comunicazione chiara da parte dei vari Ministeri all’inizio della situazione pandemica e questo non ha aiutato.
Non voglio prendere le difese di nessuno, ma credo che la politica abbia dovuto agire, risolvere qualcosa di sconosciuto; ci sarà stato anche qualche sbaglio ma non possiamo essere sempre in malafede verso tutti…
C’è poi infine, a mio vedere, molta e crescente ignoranza e soprattutto la possibilità di gettare tutto il peggio di sé sul web, facilitati dal fatto che nessuno ti vede dietro quello schermo, non c’è nessuno a fermarti, puoi agire senza filtri.

Dopo questo brutto fatto, è cambiato il suo modo di stare sul web e sui social?
No, come Novi glas continuiamo a pubblicare anche sul web, nulla è cambiato e non si deve avere "paura".
L’unica cosa, lo ripeto ancora una volta, è questa violenza gratuita, inspiegabile e sotto gli occhi di tutti, a preoccuparci.
Noi siamo molto presenti sul web per arrivare alle fasce più giovani, ormai poco affezionate alla carta stampata, e proseguiamo così, in maniera democratica, lasciando visibili i commenti negativi, non ponendo censure.

© Voce Isontina 2021 - Riproduzione riservata
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