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"Se io fossi Caino"

Il Festival realizzato da Fierascena Compagnia teatrale con il sostegno della Caritas diocesana

Parole chiave: Caritas Diocesana (24), carcere (23), teatro (85), Fierascena (5)
"Se io fossi Caino"

Creare un percorso di responsabilizzazione delle persone rispetto al reato commesso in un’ottica di comunità: questo uno degli obiettivi principali della giustizia riparativa e promosso dal progetto Nazionale Carcere “DISMA”, implementato dalla Caritas diocesana e finanziato da Caritas Italiana.

Su questo obiettivo nasce “Se io fossi Caino – L’arte per la riparazione”, Festival di Teatro e Arte del carcere di Gorizia, realizzato da Fierascena Compagnia teatrale con il sostegno della Caritas diocesana di Gorizia, dei Comuni di Gorizia, Gradisca d’Isonzo e Trieste, della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia e del Kinemax, la cui seconda edizione si svolgerà dal 20 al 23 giugno prossimi. Il Festival vede anche la collaborazione della Casa Circondariale di Gorizia e di quella di Trieste, il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per Il Triveneto e il Centro di Giustizia Riparativa della Caritas diocesana Bergamasca.

Il progetto nazionale “DISMA” si propone l’obiettivo di supportare i detenuti, beneficiari di misure alternative al carcere, nel loro percorso di reinserimento sociale e d’integrazione socio - economica, lavorativa e abitativa. La giustizia riparativa è infatti un modello promozionale che mette al centro non solo l'autore del reato, ma anche la vittima e la comunità coinvolta, proponendo altresì attività di sostegno rivolte alle vittime. Il fine è la ricerca di una soluzione condivisa fra le parti in un sistema partecipativo e inclusivo, ricerca di una soluzione che promuova la riparazione, la riconciliazione, il senso di sicurezza collettivo e il recupero della dignità del detenuto.

“Se io fossi Caino” si aprirà quindi giovedì 20 giugno alle 16.30 con il convegno “Mediazione e Conflitto – giustizia e riparazione”, ospitato alla Sala della Torre della Fondazione Carigo, in via Carducci 2 a Gorizia, che cercherà di porre delle risposte alle domande sulla giustizia riparativa e i suoi nuovi scenari. Il giorno seguente, venerdì 21 giugno alle ore 16, sarà il momento della performance teatrale con i detenuti del carcere di Trieste e curata da Fierascena “SOMA - la parte corporea dell'uomo”, messa in atto presso il cortile interno della Casa Circondariale di Gorizia

Sabato 22, alle 20.30, il Festival si sposterà a Gradisca d’Isonzo dove, presso la Sala Bergamas, verrà messo in scena “Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il Regno dei Cieli”, Teatro di burattini di Gigio Brunello. Con eloquente sottotitolo “Dialogo tra Gesù Nazareno e Pinocchio incarcerati”, lo spettacolo è una struggente riflessione sul tema della libertà e della prigionia dove dialogano, dietro alle sbarre, i protagonisti - entrambi figli di falegname -.

A concludere il Festival la mostra fotografica “Lo spazio della pena”, ospitata al Kinemax di Gorizia, che verrà inaugurata domenica 23 giugno 2019 alle 18. La mostra si configura come azione di sensibilizzazione sulla necessità che un detenuto attraversa di adattarsi alla vita in carcere e di riadattarsi di conseguenza alla vita fuori da esso.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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