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Questo non è tempo di guerrra

Aspettavamo Pasqua. E perchè era la data più prossima per sperare in uno spiraglio alla "chiusura totale" e perchè pareva in leggero calo la curva della pandemia.

Parole chiave: pandemia (3)
Questo non è tempo di guerrra

Pur nella cornice dello sconquasso del CoViD19, ci piaceva immaginarlo questo periodo pasquale come momento di sosta, una sorta di fermata fatta dal "bus informativo" che nel suo quotidiano percorso trasportava e ci scaricava il flusso continuo di dati, commenti, raccomandazioni vestiti con un uniformato linguaggio bellico inusuale, perchè applicato a questa parte di mondo - la nostra - abituata a vedere guerre e pandemie come lontani problemi altrui. Pasqua è arrivata. Ha portato: conferme al divieto di spostamenti, obbligo di mascherine e guanti, modeste aperture alle attività commerciali, ma ancora Messe, liturgie e lezioni accessibili solo via streaming, così "Distanti ma vicini"è uno dei tanti nuovi slogan con cui sostituire il contatto fisico, infatti abbiamo ben capito che il virus continuerà a provocare malati e morti. Ma qualcosa è cambiato nella lettura dei fatti e nel modo di raccontarli.
A respingere l’appiattimento comunicativo sul modello della notizia "estrema", si alzano più voci a ricordare che "Le parole non solo descrivono il mondo piuttosto contribuiscono a crearlo, agiscono su ciascuno di noi e ci portano ad agire. Lo sanno bene mamme, psicologi, educatori per semplice buona pratica quotidiana, lo spiegano la linguistica e le neuroscienze applicate."(Vita.it)
Ma quale altra comunicazione? La cerca Guido Dotti, monaco di Bose insistendo; "Non mi rassegno. Questa non è una guerra, noi non siamo in guerra.
Non solo i malati, ma il nostro pianeta, tutti noi non siamo in guerra, ma siamo in cura. E tutti noi ne siamo artefici" e Marino Sinibaldi (Rai 3) "Non  c’è un nemico che sta oltre una linea, un confine, una trincea, un "altro" straniero, nemico.
Qui il nemico è comune e gli altri sono i nostri alleati. Solo condividendo gli sforzi, le cautele, i sacrifici potremo vincere il virus e solo con la fiducia, cioè fidandosi e comportandoci in modo da ispirare fiducia, tutto il contrario di una guerra".
E potremo aggiungere l’invito del Presidente Mattarella: "Al contagio del virus opponiamoci con il contagio della solidarietà!"

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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