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Questioni di etica pratica... un piccolo gesto dal valore enorme

Confesso che mi sarebbe piaciuto presentare due recenti fatti di cronaca che hanno trovato spazio sulla stampa e tv locali, e sui quali mi soffermo oggi, sotto un cappello prestigioso e d’impatto quale "Etica minima".

Parole chiave: Elzeviro (2), bambino (23), educazione (13)
Questioni di etica pratica... un piccolo gesto dal valore enorme

E ciò perché in questi episodi piccoli, che potrebbero passare come "normale quotidianità" ritrovo lo spessore di comportamenti che riflettono principi morali e di costume tanto significativi per i rapporti di relazione da costituire elementi basilari sui quali si confronta e si cementa la vita della nostra comunità. Ma certamente sarebbe stato inopportuno ed infelice "rubare" al professor Pier Aldo Rovatti, Docente di Filosofia all’Università di Trieste, un titolo che caratterizza il suo ultimo libro, in cui intende "attivare una riflessione aperta alle insorgenze, anche minute del presente" alla ricerca di "una possibile individuazione di un’etica minima universale". Passiamo ai fatti di cronaca.
Trieste (o non specificati dintorni). In piazza, due ragazzini giocano a calcio. L’entusiasmo è tanto e dà foga ai tiri del pallone. Succede che una pallonata atterri sul vaso di fiori del vicino, rovinando la pianta. Un danno, certo. Anche se non intenzionale. E allora se la dà a gambe il calciatore, un ragazzino  di 11 anni ? No. Si ferma, prende carta e penna e scrive : "Buongiorno, mi scuso per la pianta, l’ho colpita accidentalmente con un pallone da calcio. Ecco 5 euro per il danno", appoggia il biglietto accanto al vaso, ci mette sopra la banconota e un sasso per fermacarte. Capita poi che il padre del suo amico, Giovanni Grandi, Professore di Morale all’Università di Trieste, legga il biglietto, lo fotografi e lo pubblichi sui social con il proposito "Il mio prossimo Corso Universitario di Etica Pubblica non potrà che partire da qui".
Il padrone del vaso si commuove e restituisce il denaro al ragazzo, perché considera  che l’ammissione di colpa e la volontà di riparare siano di per sé un risarcimento. La pianta si riprenderà... Commenta il prof. Grandi che il ragazzo davanti al dilemma: la fuga o il costo del riparare è stato capace di prendere una decisione cioè ha saputo scegliere, dimostrando di comprendere il significato di ogni gesto e di capire dove le piccole cose conducano."Perché tutti possiamo sbagliare, ma la cifra di chi sei la si calcola da come lo affronti. E così ogni errore si trasforma in una crescita". E, oltre la valenza pedagogica dell’errore, già nel pensiero di Sartre ritroviamo il richiamo etico "Si é sempre responsabili di quello che non si è saputo evitare".
Gorizia. Giardini di Corso Verdi. "Nel fresco ventilato di una sera di fine primavera"  scrive Marco Bisiach ne Il Piccolo del 21 giugno scorso verso le 18.30 di giovedi 18 giugno il signor Stacchi perde il suo portafoglio mentre sta passeggiando. Rientrato in casa se ne accorge, ritorna sui suoi passi, ma del portafoglio non c’è traccia. Ovviamente blocca le carte e pensa alla trafila burocratica che dovrà percorrere per la denuncia di smarrimento documenti e il nuovo rilascio. Ma la sera stessa, intorno alle 20.30, appena due ore dopo l’accaduto, la polizia provvede a riportargli il portafoglio. Informa che l’aveva rinvenuto un ragazzo pachistano, un sedicenne ospitato nel Centro Minori Stranieri Non Accompagnati di Via Don Bosco e che subito l’aveva consegnato "senza toccare nulla".
Il signor Stacchi chiede di poter vedere in volto il suo benefattore e di parlargli. Il loro è un breve incontro, perchè Abdullah, il ragazzo, sa solo qualche parola di italiano, eppure riesce a spiegargli che ha consegnato subito il portafoglio perché conosce il valore dei documenti di identità. Sopratutto lui, che ancora è in attesa di poterli ricevere, lo sa bene quanto servano e quante porte possano aprire.
E, racconta il signor Stacchi al giornalista, il ragazzo non ha preso neanche i soldi.
Un rispetto dell’identità e dei beni altrui non sempre scontato in tempi difficili come quelli attuali. Educazione e senso civico, dirittura morale che qui è messa alla prova anche per la speciale precarietà della situazione del ragazzo, che è qui senza famiglia e sta aspettando di potersi costruire almeno un presente meno incerto. Conclude il signor Stacchi:" Ci tenevo a raccontare questa storia che può insegnare molto a tutti".
Ragazzi che ci sorprendono... Occasioni di rispetto e cura che hanno saputo cogliere. E a noi offrono lo stimolo a fare i piccoli gesti che concepiamo come semplici, ma giusti: fare e riflettere moralmente sul nostro agire.

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