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Piccole storie in tempo di Covid

Sebbene il Coronavirus non abbia picchiato pesante nella nostra zona, ha mandato però un messaggio chiaro: "Devi metterti in testa che tutto è cambiato. Non si tratta di una parentesi. Dopo, tutto comunque non sarà come prima".

Parole chiave: Covid 19 (43)
Piccole storie in tempo di Covid

Noi,con molta preoccupazione, siamo stati alle prescrizioni,  Ma ora, quello stesso "spazio casa" che sentivamo ci proteggesse dal contagio, un ambiente sicuro grazie al confinamento per decreto, ha ormai scollinato alla grande il suo primo mese e ci sta sempre più stretto, ogni giorno di più.
Per i bambini, poi, la stranezza dello stare in casa senza poter uscire, un divieto tanto inusuale e abbastanza difficile da rispettare perchè deve difenderci dal virus, un pericoloso nemico invisibile che poi neanche gli adulti sanno ben spiegare, dopo una settimana ha perso l’attrattiva della novità.
Dapprima le scuole chiuse, quindi il sollievo di non aver compiti, ma lo sconforto per gli allenamenti sospesi: calcio, ciclismo, basket, nuoto...
Mancano i compagni di classe, gli amichetti dei campi sportivi. Gli affettuosi contatti con i nonni, sempre presenti come tifosi a margine campo e/o comunque come "tassisti" nelle corse verso scuola e attività sportive, si  sono ridotti alle sole telefonate, qualche volta video, perché sono anziani, da proteggere dai contagi. A casa per lo più sono anche mamma e papà, per la chiusura di fabbriche e di uffici, quindi c’è tanto tempo per stare assieme. Così bisogna ri-vedere come organizzare al meglio questo nuovo coabitare obbligato nello spazio dell’appartamento nei tempi 24 su 24: dal preparare da mangiare -magari con gli esperimenti di cucina dei piccoli- al pranzare assieme (che bellezza, colazione, pranzo e cena!), ri-ordinare le stanze, ri-sistemare giocattoli, vestiti, libri e quaderni, ri-definire i tempi della Tv e dei giochi, ma anche delle letture.
Nei discorsi dei grandi, senza darlo a vedere, i bambini percepiscono le preoccupazioni,le tensioni e le discussioni per il diffondersi del virus, per il lavoro, per le difficoltà nel bilancio familiare: pagamenti, bollette, ratei di mutuo.
 L’iniziativa delle maestre poi ha riportato i contatti con la scuola, nella didattica a distanza, con qualche video ed i compiti da svolgere per i bambini delle primarie e, per i bambini delle scuole dell’infanzia, i videomessaggi con le canzoncine per misurare il tempo di lavarsi le mani e gli inviti a disegnare l’arcobaleno.
A rendere possibile questo passaggio di informazioni e comunicazioni sono le mamme, magari interrompendo per un po’ il loro lavoro da remoto. Se poi altri figli più grandi hanno bisogno di seguire in videolezione i loro professori, diventa necessario stabilire i turni di pc e tablet, confidando che tenga la connessione...
Si litiga, ma si ride; i ritmi di vita meno frenetici  rendono più frequenti le occasioni per parlare e per ascoltarsi.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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