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"Mediterraneo e Balcani. Frontiere, accoglienza, inclusione" - Gocce di Carità

"La Chiesa dovrebbe avere il coraggio di prendere delle posizioni chiare sulla tematica dei conflitti in corso che sono una delle cause che spingono le persone a lasciare il loro Paese"

Parole chiave: webinar (1), Gocce di Carità (16), bilancio (13), Balcani (5), Caritas diocesana (42)
"Mediterraneo e Balcani. Frontiere, accoglienza, inclusione" - Gocce di Carità

Si è svolto il 4 febbraio 2021 un "webinar" organizzato dagli Uffici Migrantes della Sicilia, di Agrigento e di Gorizia dal tema "Mediterraneo e Balcani. Frontiere, accoglienza, inclusione". L’incontro è stata un’occasione, come ha ricordato nel saluto iniziale il Cardinale Francesco Montenegro, per riflettere sul fatto che le migrazioni sono una cartina del tornasole per verificare quale società vogliamo costruire per il futuro. Monsignor Montenegro si è domandato se la società del futuro che stiamo costruendo si baserà ancora sul principio della non negoziabilità della dignità dell’uomo o per rincorrere una globalizzazione dell’economica, siamo disposti a tollerare che nelle nostre società occidentali, alcune persone non siano più titolari dei fondamentali diritti umani? Il fenomeno dell’immigrazione per il Cardinale di Agrigento è un’opportunità per costruire una nuova storia e una nuova società. Il Mediterraneo e i Balcani sono luoghi molto distanti, ma il fenomeno che li attraversa è lo stesso.
Il giornalista del quotidiano Avvenire, Nello Scavo, inviato speciale nei Balcani ricorda come la tragedia di migliaia di migranti che sono al freddo sul confine tra Bosnia e Croazia ha fatto scattare una gara di solidarietà di tantissime persone che hanno voluto offrire beni di prima necessità e effettuare delle donazioni in denaro per garantire la dignità di queste persone. Dopo i reportage pubblicati su Avvenire il giornalista Nello Scavo ha ricevuto tante lettere di persone anziane che nel periodo della guerra hanno vissuto esperienze simili. La testimonianza di queste persone ci ricorda che i diritti umani vanno custoditi e tramandati altrimenti si rischia di ritornare alle barbarie vissute durante le Guerre Mondiali dell’altro secolo.  
L’emergenza umanitaria presente tra Croazia e Bosnia, come ha sottolineato il giornalista di Avvenire, è dovuta al fatto che l’Unione Europea nel concreto ha delegato la Bosnia a controllare i confini Schengen con la penisola balcanica. In base ad un accordo con la Repubblica di Slovenia l’Italia respinge i richiedenti asilo intercettati sul confine in Slovenia che a sua volta li fa riammettere in Croazia e quindi dalla Croazia alla Bosnia.
A conclusione dell’incontro il nostro Arcivescovo Carlo, ha ricordato come la Chiesa dovrebbe avere il coraggio di prendere delle posizioni chiare sulla tematica dei conflitti in corso che sono una delle cause che spingono le persone a lasciare il loro Paese e a chiedere protezione ad un altro Stato. La Repubblica Italiana ad esempio, ha evidenziato il Vescovo Carlo, non ha ancora siglato il Trattato che limita la diffusione delle armi nucleari e nella Regione Friuli Venezia Giulia c’è una Base Militare Statunitense in cui ci sono armenti nucleari. Su questo tema e sugli altri temi che fanno riferimento ai conflitti in corso in parecchie regioni del mondo le comunità cristiane dovrebbero essere molto più attente e prendere delle posizioni più decise.

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Si è concluso un anno molto intenso caratterizzato da un’emergenza sanitaria che ha cambiato radicalmente il volto delle nostre comunità.
In questo anno difficile la rete Caritas presente nel territorio dell’Arcidiocesi di Gorizia è riuscita a continuare ad essere a fianco delle famiglie e delle persone più fragili e in povertà, grazie all’impegno dei volontari e dei donatori che hanno sostenuto lo sforzo della rete Caritas.

Empori della Solidarietà
Agli Empori della Solidarietà di Gorizia, di Monfalcone, di Gradisca d’Isonzo e di Cervignano del Friuli si sono rivolte 888 famiglie per un totale di 2.256 persone.
In particolare i volontari e operatori dell’Emporio della Solidarietà di Gorizia hanno incontrato 403 famiglie per un totale di 983 persone; l’Emporio di Monfalcone ha sostenuto 325 nuclei familiari per 846 persone totali.
L’Emporio della Solidarietà di Cervignano del Friuli, aperto ad ottobre 2020, ha già incontra l’anno scorso 86 famiglie per un totale di 244 persone, in fine all’Emporio di Gradisca d’Isonzo si sono rivolte 74 nuclei familiari pari a 183 persone.

Dormitori
I Dormitori "monsignor Luigli Faidutti" di Gorizia e "Aristide Vescovini" di Monfalcone hanno accolto 154 persone offrendo loro 11.135 giorni totali di pernottamento.
In particolare il Dormitorio “monsignor Faidutti” ha dato ospitalità a 135 persone pari a 9.794 pernottamenti mentre il “Dormitorio Vescovini” di Monfalcone ha accolto 19 persone offrendo loro 1.341 pernottamenti.

Centro di Ascolto
Il Centro di Ascolto diocesano ha incontrato mediamente 62 famiglie al mese a cui sono stati forniti 1.572 interventi quali ad esempio ascolti approfonditi, servizi di orientamento e accompagnamento verso l’autonomia e sussidi finalizzati al pagamento di spese domestiche come utenze e canoni di locazione.
Dietro a questi numeri ci sono volti e storie di persone con le loro tante difficoltà acuite dall’emergenza sanitaria e il loro desiderio di ritrovare una tranquillità e sicurezza per il futuro, ma queste cifre nascondono anche l’impegno di molti volontari della Caritas che hanno donato non solo il proprio tempo, ma anche le proprie competenze e le proprie attitudini.

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Ringraziamenti

La Caritas diocesana vuole ringraziare di cuore il signor P.F. che ha donato 200 euro e il signor M.F. che ha donato 500 euro a favore delle famiglie impoverite dall’emergenza sanitaria e che si rivolgono alla rete Caritas nell’Arcidiocesi di Gorizia per chiedere un sostegno.
La famiglia dei coniugi C.S. e C.A. ha voluto sostenere gli Empori della Solidarietà presenti nel territorio della Diocesi di Gorizia con un’offerta di 250 euro, come il signor C.S. che ha donato 100 euro: anche a loro vanno i più sinceri ringraziamenti della Caritas diocesana.

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