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La danza dei colori

"Funambolismi comunicativi troppo anticipatori? Forse. Ma certo indicativi di un forte desiderio condiviso di arrivare agli appuntamenti economici, elettorali e sportivi secondo le date inserite nell’agenda 2021.
E magari anche solo di immaginare le vacanze estive, senza doverle considerare un rischio sanitario o doverle cancellare perchè la crisi economica causata dal Covid ha ampliato la platea dei disoccupati"

La danza dei colori

Credo che succeda a molti, come succede a me, di fermarsi, un momento prima di uscire di casa, e di far mente locale: "Oggi, in che fascia di colore siamo?" per ricordare quali e quante limitazioni devono regolare il nostro muoverci quotidiano, che ben sappiamo quanto sia diverso se siamo in zona gialla o arancione o rossa.
Unici obblighi fissi per tutte le sfumature sono la mascherina a coprire naso e bocca e il mantenere il distanziamento tra noi e quelli che incontriamo. Però, da qualche giorno, sentiamo parlare anche della possibile introduzione di una zona giallo più e di una zona bianca; ma pare che siano solo il frutto di una fervida immaginazione che proietta su questi colori l’idea di una regione meno o più guarita dal Covid.
Nella prospettiva di affidare a tinte solari o luminosissime (bianco puro) una dimensione di energia e ottimismo, combinando forza e affidabilità per segnalare l’uscita dal buio della pandemia.
Funambolismi comunicativi troppo anticipatori? Forse. Ma certo indicativi di un forte desiderio condiviso di arrivare agli appuntamenti economici, elettorali e sportivi secondo le date inserite nell’agenda 2021.
E magari anche solo di immaginare le vacanze estive, senza doverle considerare un rischio sanitario o doverle cancellare perchè la crisi economica causata dal Covid ha ampliato la platea dei disoccupati.
Certo non è facile riuscire a "vedere il disegno che compongono i puntini delle giornate vissute" (Getupandwalk dell’11 gennaio 2021) e trarne significato "soffermandoci sul senso del nostro stare al mondo" - come sintetizza il filosofo Umberto Curi - mentre in queste ultime settimane al positivo  riscontro dell’inizio delle vaccinazioni, si contrappone il computo giornaliero, a centinaia, delle morti per Coronavirus.  
E, se nella fase primaverile della pandemia," l’emergenza e le paure hanno generato una crescente solidarietà sociale e, insieme, la ricerca di un riferimento comune" come rilevava il sociologo Ilvo Diamanti (La Repubblica 25 maggio 2020) ora si "ritorna alle antiche abitudini: la ricerca del nemico, la sfiducia verso tutti come pratiche di quotidiana normalità".
Sul piano delle relazioni sociali, a cui opportunamente richiamava Diamanti, non si è investito ed oggi i tentennamenti tra apertura e chiusura delle scuole, che hanno protratto una lunghissima stagione di Didattica A Distanza per gli studenti delle Scuole Superiori (e delle Università), portano ragazzi e genitori a manifestare in piazza. Riprendendo un verso del poeta Padre David Maria Turoldo "Unico male l’abitudine/ e la scelta tragica:/ discorrere invece che intuire".

© Voce Isontina 2021 - Riproduzione riservata
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