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L’importanza delle piccole opere

La testimonianza del secondo gruppo di giovani volontari che ha vissuto con la Caritas diocesana l’esperienza di solidarietà nella Grecia fortemente colpita dalla crisi economica

Parole chiave: Giovani (52), Grecia (12), Caritas diocesana (52), crisi economica (10), rifugiati (12)
L’importanza delle piccole opere

È rientrato anche il secondo gruppo di volontari della Caritas diocesana di Gorizia recatosi dal 20 al 30 luglio ad Atene per un’esperienza di servizio e formazione. Del gruppo, una decina di persone in tutto e tutte ragazze, hanno fatto parte anche due giovani di Roma ed Anagni.
Come già avvenuto per il gruppo precedente gli ambiti di servizio principali sono stati il centro rifugiati di Caritas Atene, la parrocchia di riferimento per i cattolici di rito armeno la Neos Kosmos Social House (struttura di accoglienza gestita dalla Caritas).
Le attività si sono quindi concentrate nella città di Atene, capitale della Grecia, la cui popolazione corrisponde a circa la metà degli abitanti dell’intero paese e dove il numero di persone in difficoltà è molto alto a causa del perdurare della crisi, a questi si aggiungono richiedenti asilo e profughi arrivati di recente ed immigrati presenti già da lungo tempo in Grecia.
Girando per la città contrasti e differenze fra quartieri e all’interno di uno stesso quartiere saltano subito all’occhio, in alcuni casi la povertà è più evidente e visibile, in altri è più nascosta; questo emerge anche dai primi commenti delle volontarie goriziane per le quali: "ci sono molte condizioni analoghe all’Italia, situazioni di povertà che si vedono anche nelle nostre città", è stato anche osservato come Atene sia " una città in alcune zone trascurata, colpiscono molti edifici vuoti", ma ed anche "una città che riesce a nascondere un po’, relegando le criticità in alcuni quartieri-ghetto "lontani" dai percorsi turistici".
Uno degli ambiti di servizio è stata la mensa della Caritas dove accedono dalle 450 alle 500 persone ogni giorno, in maggioranza immigrati con una presenza di greci in costante aumento; tra le cose da notare il fatto che circa un terzo degli utenti sono minori, molti sono infatti i nuclei familiari che si recano alla mensa; oltre alla mensa della Caritas sono poi attive anche altre mense come quella delle Suore Missionarie della carità o quelle gestite dalla municipalità di Atene.
Di fronte alle tante difficoltà della Grecia oggi le giovani ritengono "positivo il fatto che ci siano persone che si occupino di chi è in difficoltà e dei profughi", tanti enti e singole persone che si sono rimboccati le maniche per venir incontro a bisogni e necessità. Sono molti che dall’estero si recano in Grecia per portare il proprio aiuto, il gruppo ha potuto lavorare fianco a fianco con altri volontari dalla Francia, dal Belgio, dagli Stati Uniti, dalla Romania, dalla Slovacchia e da molti altri paesi ancora, tutti consapevoli che "il servizio svolto assieme ti fa’ capire come sia importante prestare la propria opera per quanto piccola sia". Un servizio che consente di entrare in contatto e relazionarsi con gli altri, al punto che "è sconvolgente ascoltare le storie delle persone e conoscere certi aspetti di una città che rimane comunque bella"
A contorno delle attività di servizio diversi i momenti d’incontro organizzati assieme agli ospiti della Neos Kosmos Social House e della parrocchia armena, in prevalenza famiglie provenienti dalla Siria; ci sono stati momenti di gioco con i bambini, momenti di ascolto, di condivisione e di festa con momenti conviviali e balli.
Anche quest’esperienza è un piccolo laboratorio di una nuova società che si sta facendo avanti, dove il confronto e la condivisione tra diverse culture, tradizioni, religioni e tra diversi modi di vivere si svolge nella serenità e nell’amicizia, segno che quando c’è sincerità nelle persone e reciprocità nei gesti ci sono le basi per la costruzione di una società migliore.

Gli "invisibili"

Uno dei momenti immancabili dell’esperienza in Grecia è il "Tour degli invisibili" proposto dall’Associazione "schedia" ( che significa "zattera"), una realtà nata circa una decina d’anni fa con lo scopo di dare la possibilità ai tanti senzatetto di Atene di mettersi alla prova con diverse attività che li portino a sentirsi ancora parte del tessuto sociale della città e non più esclusi o ai margini.
Agli inizi è stata costituita una squadra di calcio e che ora partecipa regolarmente ogni anno alla "Homeless World Cup", manifestazione istituita su iniziativa della Rete Internazionale dei Giornali di Strada (INSP - International Network of Street Papers) e che può contare, tra l’altro, anche sul sostegno della UEFA e delle Nazioni Unite . "Kick Out poverty" è lo slogan del torneo.
Durante la prima partecipazione della squadra al torneo i responsabili sono entrati in contatto con il mondo dei giornali di strada, da qui la decisione di iniziare a pubblicarne uno anche in Grecia; il giornale, che ha lo stesso nome dell’associazione, è oggi diffuso ad Atene e a Salonicco, sono gli stessi senzatetto che lo vendono per le vie della città, di solito si trovano alle uscite della metropolitano ben visibili con un giubbotto rosso, parte del prezzo del giornale rimane a chi lo vende: "per me è importante perché così non sono costretto a chiedere l’elemosina ma ho una piccola entrata che mi aiuta per le spese", così ha raccontato al gruppo uno dei senzatetto che oltre a vendere il giornale si occupa di accompagnare le persone nel "tour degli invisibili".
I senzatetto sono infatti le "guide turistiche" incaricate di portare i gruppi in giro per le strade dei quartieri più colpiti dalla crisi, in particolare il quartiere di Omonia che doveva essere un quartiere centrale per la città, con uffici, sedi di aziende e di attività economiche ma che con l’arrivo della crisi si è svuotato, ha iniziato ad essere il quartiere di spaccio e di prostituzione, gli uffici lasciati vuoti sono stati occupati in breve tempo da senzatetto.
Anche per questo nel quartiere si concentrano la maggior parte delle strutture di assistenza come centri diurni, mense, centri di riabilitazione, ricoveri, ambulatori sociali, importanti centri gestiti sia dalle istituzioni locali che da ONG che cercano di rendere meno difficile la situazione di vita in cui versano sempre più persone in Grecia.
Durante il tour è possibile incrociare le tante persone che si recano presso i centri di assistenza e sono invisibili agli occhi dei turisti; attraverso il tour, la visita e il racconto delle guide si comprende meglio lo stato di crisi in cui si trova la Grecia, quelle verità che non si trovano sui giornali o nei depliant. I dati riportati dalla guida durante il tour parlano di livelli di disoccupazione alti (molto più che in Italia), valori bassi di salario medio mensile (circa 600 euro), con almeno un terzo della popolazione greca a rischio di perdita della tutela sanitaria. Un dato che ha molto colpito riguarda la prostituzione, molte sono le giovani greche costrette dalle necessità economiche o per mantenersi gli studi e diversi anche i giovani maschi, una situazione che "offende la dignità di una persona ma anche del popolo stesso".
Al termine del tour la guida ha rivolto al gruppo un augurio di "tenere unite famiglia e amici, di avere successo professionale e diventare persone migliori per contribuire ad un mondo migliore"; ha anche infine rivolto un invito "a visitare la Grecia, perché il turismo aiuta, ma che sia consapevole magari aggiungendo momenti di approfondimento".
Il Tour degli invisibili è una vera e propria lezione di vita, un aprire gli occhi su realtà sconosciute, è capire quanto da turisti non è possibile percepire. Per contattare l’associazione è possibile visitare il sito internet www.shedia.gr

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