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In ricordo dell’amico Ettore D’Osvaldo

Il ricordo dell'ex insegnante di religione e collaboratore di Voce Isontina nelle parole di Michele Bressan

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In ricordo dell’amico Ettore D’Osvaldo

In ricordo dell’amico Ettore D’Osvaldo

Ettore, hai lasciato questa vita, all’improvviso, anche se… ripensando oggi a vari discorsi fatti negli ultimi anni… parlando del più e del meno, in modo pacato, sorridendo…sembra tu sia stato preparato… Più volte avevi detto: “Sorella morte è vicina, ho vissuto abbastanza, morirò per un attacco di cuore, come il mio papà, o per un ictus…” Ma dai Ettore, replicavo!

Prima però, come tuo solito, avevi concluso i tuoi studi, l’anno scolastico e l’attività della Scuola Materna delle Ancelle, la Schola Cantorum… eri in pausa estiva dal servizio liturgico domenicale, avevi steso il programma per il prossimo anno liturgico, avevi preso contatti co l’AC di Gradisca per il campo scuola a cui avrebbero partecipato alcuni ragazzi di S. Giusto.

Ricordarti non è semplice per chi, come me, ha condiviso con te i momenti belli della giovinezza nella Comunità di S. Giusto, dove con don Valle ci siamo formati e abbiamo continuato a condividere la nostra vita di fede e civile, io giovanissimo, tu con qualche anno in più, che facevi da guida assieme ad Annalisa, Sinuhe poi divenuto don, Lucio, Paolo ed altri.

Ho avuto la gioia di condividere con te alcuni passi importanti della mia vita di fede, la scelta di vita, tu mio testimone di nozze e io padrino di tua figlia Anna che ci ha lasciati, giovanissima, nel 2019.

La tua vita è stato un continuo servizio alla Chiesa, innanzitutto con la musica, quella degli anni ‘70-‘80 con il gruppo musicale parrocchiale: in esso confluivano tanti ragazzi e giovani che, con vari strumenti oltre al canto, animavano la messa delle 9.30.

Ettore, a livello parrocchiale, hai continuato a San Giusto per più di 40 anni e per alcuni anni a livello diocesano con l’indimenticabile “Musica Insieme”, che alternava periodi di formazione e di animazione liturgica. Quante persone hanno svolto e continuano a svolgere questo servizio grazie al tuo aiuto!

Hai diretto vari cori: Seghizzi, la Corale di Lucinico, il coro del gruppo latino americano e quello della tua scuola…

Non ti sei mai fermato nello studio, negli ultimi anni a Roma. Avevi grandi progetti per quando avresti terminato questa tua ultima fatica.

Hai servito la Chiesa anche come insegnante di religione per più di quaranta anni, la maggior parte all’ISIS D’Annunzio, dove hai svolto anche il ruolo di vicepreside, lasciando nei tuoi alunni un forte ricordo. Sei stato, per noi colleghi di religione, punto di riferimento sempre disponibile ad aiutare e consigliare.

Non posso non ricordare il tuo lungo matrimonio con Annalisa, coronato da quattro figlie e sei nipoti. La vostra casa era sempre aperta agli amici, dove potevano trovare accoglienza, consigli, o essere luogo di grandi discussioni durante un pasto. Talvolta potevi sembrare un po' rigido, ma si percepiva che trasmettevi ciò in cui credevi e che vivevi.

Ti sei impegnato in politica: la ritenevi, citando Papa Paolo VI, “la più alta forma di carità”, avevi  come punto di riferimento la Dottrina sociale e la difesa della famiglia. In particolare nell’UDC, di cui sei stato segretario, come consigliere comunale e negli altri incarichi che ti venivano affidati. Anche per queste ultime elezioni ti eri impegnato, anche se non personalmente, in quanto eri stato nominato Presidente Regionale del Forum delle Famiglie, eri fiero di questa nomina, anche qui avevi tanti progetti da realizzare.

Una vita intensa, spesa nel servizio gratuito a tutti i livelli, incentrata nella partecipazione all’Eucarestia e sempre alla luce della Parola, che cercavi di mettere in pratica e di testimoniarla.

Paolo nella lettera a Timoteo ha scritto “ho combattuto la buona battaglia, ho finito la corsa, ho conservato la fede” questo è successo anche a te Ettore, troppo presto e improvvisamente per noi che restiamo, ma dobbiamo accettare, anche se con fatica, quanto detto da Papa Francesco nel Regina Coeli del 10 maggio 2020: “Non dimentichiamolo: la dimora che ci attende è il Paradiso. Qui siamo di passaggio. Siamo fatti per il Cielo, per la vita eterna, per vivere per sempre”.

Infine voglio ricordarti con questa immagine: una persona che ti ha conosciuto molti anni fa, alla notizia della tua partenza ha scritto: “Mi spiace tanto... Lo ricordo come una buona persona e un bel sorriso nel viso pacato”.

Addio Ettore, ci mancherai, ma continuerai a sorriderci e cantare da lassù con ognuno di noi.

© Voce Isontina 2022 - Riproduzione riservata
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