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Fvg, la Regione: autonomia, lavoro e altro

Verso l’appuntamento elettorale del 29 aprile: un posto per Gorizia ed il Goriziano

Parole chiave: Regiona (1), elezione (12), voto (17)
Fvg, la Regione: autonomia, lavoro e altro

Rinnovato appuntamento, domenica ultima del mese, per gli elettori e le elettrici del Friuli Venezia Giulia. Un appuntamento che -considerati i precedenti - diventa una vera e propria sfida per la comunità regionale, per Trieste, Udine, Gorizia e Pordenone e per tutte le singole comunità. La scelta è emblematica: quello di mettere in campo un cammino di prospettiva capace di riaccendere le micce per un futuro di trasformazione e di novità. Con una nota: la crisi non è superata in Fvg, anche se la strada appare imboccata. Ha bisogno di conferme e di coinvolgimento convinto.
Il quinquennio che si conclude - pur tra alti e bassi - non può non essere ricordato per una serie di rilanci significativi: Trieste (chiamata la "bella addormentata") in primo luogo - come rivelano importanti osservatori - sembra avere riacquistato una centralità ed una capacità di traino che sembrava fin poco fa impensabile. Posta la fine ad alcuni blocchi, cioè restituiti alla città il ruolo e al porto la sua funzione, città e porto tornano ad accettare di essere quelle che erano nella loro diversità e iniziativa, si riappropriano dei loro compiti e riscoprono la loro vocazione, quella di traino di tutta la Regione. Udine, ma anche Pordenone e Gorizia, sembrano disposti ad accettare un ruolo e soprattutto ad accondiscendere un traino di entusiasmo e iniziative. Un vero e proprio piano, sulla falsariga del progetto del dopo terremoto 1976.
La comunità regionale, in secondo luogo, sta portando a termine importanti realizzazione viarie ed aeroportuali (aeroporto Trieste con sede a Ronchi), perfino collaborazioni con le FS (nuova fermata a Ronchi), destinate a dare corpo a un progetto complessivo che pone la regione ed il Friuli Venezia Giulia -grazie anche al contributo dei centri di eccellenza delle scienze - al centro di interessi e di vie di comunicazioni, di sviluppo e di futuro. La credibilità dei progetti si accompagna ad una capacità di mettere in rete quanto è operante a livello di portualità, di comunicazioni e di innovazione. Sarebbe un bel esempio di valorizzazione pratica dell’autonomia.
Dunque, lavoro in primo luogo.
Fra questi, un ruolo spetta al turismo: settore che non può che valorizzare insieme il patrimonio storico-culturale e, allo stesso tempo, cogliere le rinnovate opportunità. Nel 2020 Trieste - e la Regione - saranno la sede dell’"Euro science open forum": occasionissima per dibattere tematiche rilevanti, in particolare scienza, tecnologia e società. Fare ponte tra scienza, mercato e aziende è il primo irrinunciabile obiettivo. Un sistema - il "sistema Trieste" - che ha l’obiettivo di aumentare la competitività del territorio, di attrarre nuove imprese tecnologicamente avanzate, sostenibili e a basso impatto ambientale, dando vita ad un piano di sviluppo industriale e creando posti di lavoro qualificati. Dentro a questo contesto, occorre prevedere un nuovo futuro dopo la ferriera o le centrali a carbone. Ma anche a livello di riforma degli enti locali e della sanità.
Il rilancio del turismo fa i conti anche con posti letto, con investimenti per strutture ricettive (oltre che con tradizioni enogastronomiche) ma anche con altri progetti (valorizzazione dell’ambiente, appuntamenti culturali, mostre e altri) capaci di alimentare tale vocazione.
Infine, valorizzazione delle specialità della Regione: culture e lingue in primo piano, vocazione all’incontro nella diversità, relazioni con i popoli e le culture vicine, accoglienza ed integrazione. Il Fvg è insieme confine nel senso che confina con altri, nel senso che separa e unisce le persone ma anche le storie e le vicende. Nella globalizzazione i confini sono destinati a cadere; superati dalla realtà; le diversità sono chiamate ad accostarsi ma anche ad integrarsi, comune ad incontrarsi. Identità complesse e diverse, affascinanti ed impegnative sempre; incontri e relazioni da curare, approfondire e anzi ricercare. Una vera e propria pedagogia del confine. Indispensabile proprio per quanti del confine vivono la divisione, la separatezza e il muro di autodifesa. Un compito per tutta la Regione, un compito per la politica e la  cultura.
Gorizia ed il Goriziano, da questo punto di vista, hanno vissuto una stagione esaltante; esemplare. È questo (e non i numeri, la potenza e la forza…) il suo contributo all’unione della Regione e al ruolo del Fvg in Europa e nel mondo. Andando a votare con questa consapevolezza si potrà dare un contributo fattivo al bene comune. Buon voto.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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